Oggi tocca a lei parlare e farci conoscere la sua preghiera. Succedeva anche a lei, a Maria, di pregare senza inventarsi chissà quali discorsi. La sua non era una gara di originalità. Non confondeva il pregare con la collezione di testi inediti. Il suo magnificat è un canto composto da varie citazioni di Bibbia. Un po’ come quando si fischietta allegramente credendosi inascoltati, passando incuranti da una melodia all’altra, lasciando uscire ciò che si ha in cuore o, come direbbe Maria, nell’anima mia. Appunto.
Parlando di bambini
Ieri l’angelo Gabriele, oggi Elisabetta. Prendono la parola e, parlando di bambini, compongono l’ave Maria. Kairé Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo. Maria, madre di Dio! Davvero i primi cristiani pregavano con semplicità, ripetendo le parole del Vangelo!
Ave Maria, Fabrizio De Andrè https://youtu.be/P-HhBOkJak8
Kairé


XAIPE MARYA, Kaire Maria, si legge in questo antichissimo graffito del II secolo. Siamo a Nazaret, in quella che da sempre viene identificata come la casa di Maria. Su quel muro un cristiano incise queste parole. Sono le stesse che l’angelo incise nel cuore di quella ragazza nazarena: Rallegrati Maria! Non c’è muro che resista ad un tale saluto. Rallègrati, sii felice!
Archeologia http://www.nazaret-it.custodia.org/default.asp?id=5716
E se non prende?
Forse quel castigo fu un gran favore. Chissà cos’avrebbe detto Zaccaria, uscendo dal tempio dopo la visione. E chissà cos’avrebbe detto la gente! Sarebbe stato creduto o lapidato per bestemmia? Va ammesso: quello scatto d’ira divina dell’angelo Gabriele fu un colpaccio di fortuna. Rendendolo muto, gli impedì di parlare a sproposito. Insomma, un po’ come quando, entrando in un tunnel dove il telefono non prende, si blocca l’invio di un messaggio cattivo scritto d’impulso. Un po’ di no-wifi-zone può solo far bene!
Lc 1, 5-25 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+1%2C+5-25&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
leggi anche https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2016/12/15/un-segno-in-testa/
Angelo dispettoso?
“Insomma, prima l’angelo va da Maria e le annuncia che sarà madre per intervento dello Spirito. Poi va da Giuseppe e gli dice di non ripudiarla, nemmeno in segreto. Scusi prof, ma questo angelo non faceva prima ad apparire a quei due insieme, evitando drammi e crisi?”. Come dar torto alla ragazzina che risolve così il mistero dell’incarnazione? Eppure, cosa si sarebbero persi quei due, se avessero parlato a tre con l’angelo? Forse Giuseppe non si sarebbe mai reso conto di quanto amasse Maria, di quanto volesse vivere con lei la vita. Forse Maria non avrebbe mai imparato quello che poi avrebbe insegnato a suo figlio: se segui la voce di Dio in te, non serve argomentare e difendersi. Chi a sua volta ascolta Dio, ti capirà da sé.
IV di Avvento Mt 1, 18-24 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+1%2C+18-24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
Finchè i fiori
Ci inviano foto e scrivono da Timor: “La gente normalmente decora tutto con palline prima di Natale, guarda in Timor come decora Dio la sua natura un mese prima che il suo figlio nasca, adesso tutti i prati sono bellissimi!”. Ecco, l’inverno è passato, i fiori sono apparsi nei campi e il tempo del canto è tornato. Alzati amica mia, mia bella, e vieni, presto! Mostrami il tuo viso! Sorridi e sappi che il 25 dicembre, ai tempi di Roma, era proprio la festa del sole. Se ci farai caso, dopo Natale le giornate inizieranno ad allungarsi, finchè i fiori appariranno nei campi!
foto: suor Luz, Timor Est, settimana scorsa
Il Papa oggi compie 80 anni https://it.zenit.org/articles/papa-pregate-perche-la-mia-vecchiaia-sia-feconda-e-gioiosa/
Scenderà un segno
Detestava i complimenti, preferiva chi gli parlava in modo diretto. Chiedimi un segno – gli disse – in qualunque condizione tu sia, triste o felice, negli inferi o in alto, chiedimi un segno Acaz! Ma quello non voleva, chissà poi perché. Timidezza? Paura di non essere ascoltato? Non lo chiederò, non voglio metterti alla prova, rispose come scusa. Pessima idea, quasi offensiva: perché fare i conti in tasca a Dio e ritenerlo incapace di gestirsi? Cosa sono queste scene da bambino orgoglioso che vuol far da solo? Ebbene, anche se non richiesto, il Signore stesso vi darà un segno: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. – Maria, lo Spirito scenderà su di te.
Segni e disegni
Capelli, stanno sempre a parlare dei capelli! Le ragazze, certo, ma anche le Scritture di oggi. Chi faceva voto di nazireato si impegnava a non passar rasoio sulla testa. Sansone e Giovanni Battista, entrambi bambini donati da Dio a coppie sterili, erano nazirei a vita. I loro capelli erano un segno: il dono divino non ha bisogno di miglioramenti, non va toccato. Ogni cultura e religione parla attraverso i capelli. I monaci se li radono, le suore cristiane e le donne musulmane li velano e le ragazze africane li intrecciano sul capo in bellissimi disegni simbolici. C’è poi chi li lascia crescere annodati in mille dreads, come alcuni credenti discepoli di Ras Tafari, imitati dai nostri ragazzini, che ‘si fanno i rasta’ mentre i loro compagni preferiscono la ‘rasata’, un ciuffo fuxia o le extension. Anche se con quei capelli esprimono tutt’altro che un voto, portiamo pazienza: Sansone perse ogni voglia di vivere proprio quando gli tagliarono quei suoi impossibili ‘rasta’. E poi siamo in Avvento: pensiamo a Giovanni Battista, alla sua testa (nel senso di capelli) e a sua madre che non poteva nemmeno dirgli “tagliali”.
Gdc 13, 2-7. 24-25 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gdc+13%2C+2-7&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
foto Anna S.
‘Solo’ perché
Un tempo era più chiaro: gli ebrei erano i buoni che scappavano dagli egiziani cattivi. E si benediceva Dio che li aveva fatti uscire dalla terra d’Egitto. Ora a scappare dall’Egitto sono gli egiziani stessi, uccisi domenica scorsa solo perché erano a Messa. ‘Solo’… Come se la Messa fosse una cosa da nulla! Ma il Signore ci ricondurrà dalle nostre dispersioni, dalle nostre Messe prese in corsa o perse in fretta. Dimoreremo nella nostra terra, impareremo finalmente a stare al mondo, cioè a respirare, a pregare.
foto: Tgcom24, strage al Cairo di domenica 11 dicembre

