Come un nastro

dscf5913Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Quella luce che ti attraversa la giornata e l’anima, come un nastro colorato che vola tra i giocattoli. La luce vera, quella che illumina le scelte e le parole, i gesti ed i silenzi di ogni giorno, di ogni anno. La luce vera, il Cristo, che ci insegna a sorridere e cantare anche nelle difficoltà e a lasciare questo mondo migliore di come l’abbiamo trovato.

 Gv 1, 1-18  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+1%2C+1-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Un immenso grazie a chi ha visitato la Locanda da ogni parte del mondo in questo 2016

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Santa famiglia in fuga

screenshot_2016-12-29-17-38-042.jpg.jpegÀlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo.       “Spesso si dimentica che, nella maggior parte dei casi, l’unico motivo che spinge la gente a migrare è la pura necessità. Dirigersi verso un paese straniero comporta grandi rischi: privazioni, solitudine, anche ostilità della popolazione. Ma finché la povertà affliggerà le campagne, finché le dittature opprimeranno le loro società e finché infurieranno le guerre civili, l’istinto di sopravvivenza continuerà a spingere le persone a lasciare le proprie case in cerca di sicurezza e di una vita migliore”.  (Sebastião Salgado)

Festa della Santa Famiglia Mt 2, 13-15.19-23    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+2%2C12-15.19-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto: Sebastião Salgado, profughi nel campo di Korem, Etiopia, 1984

Era lì

dscf7523Magari non era quel vecchione che spesso vediamo affrescato nelle chiese. Non conosciamo l’età di Simeone ma di sicuro sapeva scendere nella propria coscienza e lì ascoltare lo Spirito. Ne era certo: si sarebbe accorto della sua presenza e avrebbe riconosciuto il Cristo, in qualunque corpo si fosse incarnato. E avvenne. Percepì il suo richiamo, lo seguì con lo sguardo interiore, quello illuminato dalla forza di Dio. Forse si fece largo tra la folla, come un ubriaco, spostando le persone, guardando qua e là come chi ha intravvisto l’amico in fondo al binario e non lo vuole perdere. Poi lo sentì forte, fortissimo. Era lì, ma in chi? Fu attratto da una coppia, li fermò. Incrociò lo sguardo di Maria e si trovò davanti ad un bambino. Il Cristo delle genti era lì, in quel corpicino. Ne era certo. Ora poteva andare.

Lc 2, 22-35   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+2%2C+22-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sassi e bambini

2016_1227_183058002.jpg.jpegSe accanto a me ci fosse stato un bambino, mentre scattavo questa foto, sono certo che avrebbe avuto un moto di pena per questi ciottoli immersi nell’acqua gelida del lago. Ne avrebbe raccolto uno e l’avrebbe asciugato con cura, accanto al camino. Forse noi stessi, da piccoli, abbiamo fatto cose simili dando rifugio a conchiglie, sassi colorati e piccoli insetti feriti. Molti adulti spendono denari ed energie per difendere creature vegetali e animali di ogni tipo, evitandone lo sfruttamento e il disprezzo. E’ la coscienza dell’umanità che cresce e diviene sempre più sensibile. Un giorno, ne siamo certi, ci si prodigherà instancabilmente non solo per sassi e cagnolini, ma pure per i cuccioli d’uomo la cui strage innocente è ancora in corso.

video UNICEF telecamera nascosta https://www.youtube.com/watch?v=AMxzZCgs-KU

rapporto UNICEF 2016 http://www.unicef.it/doc/6894/rapporto-unicef-2016-la-giusta-opportunita-per-ogni-bambino.htm

Santi Innocenti Mt 2, 13-18  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+2%2C+13-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Mai lasciato

dsc_0359Dunque non era poesia da presepe. “Vi è sempre un Giuseppe, qualcuno che non ti lascia mai, che nella sua coscienza illuminata decide di seguirti senza pretendere di capire tutto”, ci dicevamo ieri. Nella vita di Gesù, il ruolo del ‘Giuseppe’ l’aveva questo misterioso discepolo, quello che Gesù amava. Si è quasi concordi nell’identificarlo con Giovanni evangelista ma lui, l’autore del quarto vangelo, non lo dice mai. Non erano tempi di selfie, quelli. Lo seguì sempre, sin da ragazzo, fin sotto la croce. Fu l’unico a non morire ucciso e forse fu proprio questa la sua pena. Quella di dovere attendere più a lungo di tutti di riabbracciare il maestro, lui che non l’aveva mai lasciato un solo istante.

S. Giovanni Apostolo ed evangelista Gv 20, 2-8 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+20%2C+1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Presepe vivente

dscf7590Certamente avrà sempre avuto un fondo di estrema solitudine quella ragazza, Maria, perché così è chi ascolta Dio nel profondo della propria coscienza. Chi è spinto da Dio è avanti. E chi è avanti è solo. Eppure vi è sempre un Giuseppe, qualcuno che non ti lascia mai, che a sua volta nella sua coscienza illuminata decide di seguirti senza pretendere di capire tutto. Maria si fida di Dio, Giuseppe si fida di lei. Di altri invece è meglio non fidarsi: gli Erode e i Cesare, i grandi assenti dal presepe della vita. Se si fanno vivi è per far del male ai piccoli o agli innocenti come il martire Stefano. Poi c’è il contatto coi pastori che vivono con le bestie nel buio, con gli impuri, gli intoccabili e i drogati della notte. La gente che appartiene ad un altro mondo ma che ti avvicina, attratta dalla tua luce. A loro dai il meglio di te, come Maria diede suo figlio agli sporchi pastori. Poi non sai dove andranno, ma un contatto c’è stato. Gli angeli invece toccano te. Ti ricordano che non sei solo, che esiste un Cielo, un Aldilà che viene di quà ogni volta che lo invochi. E poi c’è lui, il bambino, con le sue paure e i suoi bisogni. Se lo farai crescere, illuminerà il mondo. Anche tu sei così.

S. Stefano primo martire 

Il vestito bello della vita

dscf7580Buon Natale a chi crede nella vita, sempre, e nella sua capanna ha sempre pronto il vestito della festa. A chi crede che ne valga la pena di correre la corsa dell’amore, fino ai confini del mondo, con in braccio un bambino di cui parlare a tutti, per scoprire poi che tutti siamo ancora bambini da educare, proteggere e far crescere, da difendere dal male ed ascoltare nei loro sogni. Buon Natale dalla Locanda, con un immenso grazie alla redazione composta da chi, semplicemente perché vive, ogni giorno ci rende possibile rileggere la Parola e farla rinascere.

Verrà

dscf6766Verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, canta Zaccaria appena riprende la parola. Non a caso per secoli, finchè si è potuto, le chiese puntavano le vetrate dell’abside a est, in modo che il primo sole, sorgendo, visitasse i cristiani che cantavano alle Lodi il cantico di Zaccaria. E così, in questa parte di mondo decisamente ‘occidentale’, cioè al tramonto, noi restiamo ‘orientati’ verso l’alba, verso la vita, verso l’amore e, nelle notti più lunghe dell’anno, celebriamo la Luce.

Lc 1, 67-79  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+1%2C+67-79&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Che diventerà?

Ce lo chiediamo di ogni bambino. Nato per prodigio o nato per caso, curato e protetto o lasciato a se stesso: che cosa diventerà mai questo bambino? Qualcuno ascolterà i suoi sogni, nutrirà il suo corpo e istruirà il suo cuore? Lo drogheremo di giocattoli tecnologici o si divertirà con un vecchio copertone? Qualcuno gli parlerà di Dio?

Lc 1, 57-66  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C57-66&Cerca=Cerca&Versione_TILC=2&VersettoOn=1