Il permesso

Chi, al suo posto, non avrebbe avuto un moto di paura, di remissione, davanti a personaggi così potenti e importanti? Gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: “Con quale autorità fai queste cose? Chi ti ha dato questa autorità?”. Il giorno precedente, ricordiamolo, Gesù aveva rovesciato i tavoli dei venditori e si era messo a guarire masse di malati nel tempio. Ora, come nulla fosse, entra di nuovo nel tempio e si mette a insegnare alla gente. Da qui la domanda: chi ti ha autorizzato? Stai agendo senza il nostro permesso. E lui risponde ponendo una domanda: Giovanni Battista forse battezzava con il vostro permesso? Forse non era stato autorizzato direttamente da Dio? Del resto, chi mai potrebbe agire col vostro permesso? Fosse per voi, neghereste pure ai fiori il permesso di sbocciare.

Mt 21, 23-27

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Chi sei?

Chi sei? Cosa dici di te stesso? Chi sei dunque? L’insistenza dei farisei nell’interrogare Giovanni Battista è a dir poco antipatica. Vogliono sapere, vogliono capire, vogliono indagare quella persona che attira masse eterogenee nel deserto. E lui che risponde negando, non dicendo nulla di sé: non sono il Cristo, non sono Elia né il profeta. Sono una voce nel deserto (cioè una non-voce). E poi continua: in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. Gesù vive tra voi, cercate lui non me! E’ tutto un non conoscere. Non conoscono Gesù, né Giovanni. Forse nemmeno Giovanni conosce se stesso. E chi può dire di conoscersi? Ha ragione Giovanni: in mezzo a noi sta uno che noi non conosciamo. La nostra stessa identità ci sfugge. In mezzo a me stesso sta uno che io stesso non conosco. Cosa dici di te stesso? Chi ti dirà chi sei?

Gv 1, 6-8.19-28

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Presente

Pietro, Giacomo e Giovanni hanno appena assistito alla Trasfigurazione di Gesù e al suo dialogo con Mosè e con Elia. Ora scendono dal monte ma il loro cuore è ancora lassù. Da qui la loro domanda: Perché gli scribi dicono che prima (di te) deve venire Elia? La risposta di Gesù ci fa capire che anche lui è rimasto col cuore lassù, nella trasfigurazione, nel dialogo con l’Aldilà dove non c’è tempo né spazio. Risponde non sapendo nemmeno che tempi verbali usare: Sì, Elia verrà. Ma è già venuto. In Dio tutto e tutti sono sempre presenti, tutto sta accadendo, nulla è già accaduto e nulla ha da accadere. Tutto è.

Mt 17, 10-13

Schiamazzi o fatti?

“Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece schiamazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina” (Henry Ford). Non c’era bisogno di scomodare il fondatore della più grande fabbrica d’auto per ricordarci che, nel mondo umano, le parole hanno spesso più forza dei fatti. Chi non racconta le proprie gesta non ha storia. Non sarà forse per questo che amiamo “pubblicare” e “postare” tutto ciò che facciamo? Dio, che non ha bocca e parla a fatti, è considerato un gran fannullone e la sua personalità ci pare più ambigua di quella umana. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie.

Mt 11, 16-19
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Grinta

I violenti si impadroniscono del regno dei cieli, dice Gesù. Alcuni monaci russi interpretano queste parole in modo inconsueto. Secondo loro Gesù vuole farci notare che avere il regno di Dio non è una cosa da deboli o da passivi, ma occorre una certa forza e determinazione. Grinta, senza grinta non entri nel regno. In altre parole: senza determinazione e desiderio profondo non sperimenti la gioia di una vita in costante connessione con la forza di Dio.

Mt 11, 11-15

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Carica

Evidentemente anche ai tempi di Gesù la gente era stressata, stanca e oppressa. Oggi la “Buona Notizia” del Vangelo è davvero buona: Gesù non ha la minima intenzione di appesantirci la giornata. Incontrarlo nella Parola e nella preghiera di meditazione è una carica di energia.

Mt 11, 28-30

Lascia cosa?

“Ma lascia perdere!”. Che tristezza: seguire il Vangelo e avere ancora in bocca questa espressione, non averla ancora depennata dal nostro vocabolario. Lasciar perdere, lasciare che si perdano… Chi? Gli “altri”, quelli che facciamo fatica a tenere, quelli che sbagliano, che se ne vanno, che scappano. Quelli che, per rimetterli in sesto, ci succhierebbero un mare di forze senza sapere se ne valga la pena. Leggiamo questo Vangelo e ancora parliamo così? E’ volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda. Altro che “lasciali perdere”! Mai più dire o pensare cose del genere. Semmai “lasciali andare, lasciali fare, lasciali liberi e soprattutto… lascia fare a Dio!”.

Mt 18, 12-14

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Immacolata

Quanto è grande la città di Nazareth? Una settantina di case. Un puntino sulla superficie terrestre. Quanto è grande il cuore di una ragazzina innamorata e quanto quello del suo Giuseppe? Quanto era grande quella casa e quanto l’angelo che vi entrò? Piccolo. Tutto è così piccolo quando si tratta di Dio!

Lc 1, 26-38

Messaggio

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Così inizia il testo di Marco. Ma non è l’inizio di un libro, di un racconto. Non è nemmeno un’opera di valore letterario, qualcosa per palati fini. Un messaggio, un messaggio in una bottiglia, affidato alle onde del tempo nella speranza che altri lo leggano. Scritto in greco stentato, con qualche errore, purchè siano maggiori le probabilità di diffusione. Gesù, Cristo. E’ già detto tutto: in un uomo ebreo dal nome comune è racchiusa la forza universale del Cristo, la potenza della Risurrezione di ogni vita. Se è una bugia, è la più lunga della storia e la più creduta. Se è verità, non rimettiamo il tappo alla bottiglia!

Mc 1, 1-8

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Che potere?

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. Cosa vorrà dire che diede loro potere? Ci sembra un gesto così normale, così noto, che non ci interroghiamo. Cosa avrà fatto? Avrà consegnato la stella da sceriffo, cucito dei gradi alle spalline, consegnato dei sigilli e delle insegne? Come si fa a trasmettere un potere sul male, che gesto avrà compiuto? Forse sta tutto in queste semplici parole: li inviò. Avevano la sua fiducia piena. E la fiducia altrui scatena la forza della fiducia in sé. Chi ha fiducia in sé, pur conoscendo i suoi limiti, riconosce di essere accompagnato da Dio e cessa di temere.

Mt 9, 35- 10, 8