Pietro

Ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. E dopo poche pagine Gesú lo ripete ma al plurale: ciò che legherete e ciò che scioglierete. Ecco la grandissima responsabilità degli apostoli: creare legami e sciogliere la coscienza dai dubbi. L’apostolo (il vescovo) è colui che, ascoltandoti, conferma ciò che ti par di aver capito pregando e scioglie i nodi che ti frenano nel tuo personale ed unico cammino dietro al Maestro.

Mt 16, 13-20; 18, 18

Trasfigurazione

Come cambia le cose Dio? Forse come noi, che per cambiare scartiamo, buttiamo, cestiniamo. Forse come noi che, quando vogliamo cambiar noi stessi, ci sforziamo di diventare come gli altri. Come cambia le cose Dio? Forse in un modo tutto suo. Dio non butta via nulla e nessuno: Dio trasfigura. Come le vesti di Gesù che, rimanendo le stesse, divennero bianchissime, splendenti. Per cambiare una pianta secca e appassita Dio non la sradica, la fa fiorire. Dio non ti chiede di diventare una persona diversa da ciò che sei, ma di lasciarti illuminare dall’interno. Non sfigurarti: trasfigurati!

Mc 9, 2-10

In barca

Dal finale del Vangelo di Giovanni sappiamo che Pietro sapeva nuotare bene. Di cosa dunque ha paura quando comincia ad affondare? Perché grida Signore salvami? Difficile a dirsi, sarà stato un insieme di emozioni a gettarlo in confusione. In piena notte di tempesta scavalcare la sponda della barca, poggiare i piedi sull’acqua e sentire che ti tiene su… I conti non tornano, dato che solo due sono gli esseri che possono fluttuare sull’acqua: i fantasmi e Dio. Questo nessuno l’ha mai visto, degli altri qualcosa si sa ma è meglio non incontrarli… Se dunque cammino sull’acqua sono forse morto? E quel Gesù chi è, dato che il corpo l’ha eccome? I salmi dicono che Dio lascia orme invisibili sulle acque camminando sulle ali del vento… E Pietro, vedendo il vento si impaurì, forse perché iniziò a capire di esser di fronte a Dio e chiese aiuto. E subito Gesù gli tese la mano e lo afferrò. E questa volta la paura prese quelli in barca che, vista la scena, ricordarono forse le parole di un altro salmo che dice: appena la mia voce giunse a Dio, mi tese la mano e mi trasse dalle acque. E appena Pietro e Gesù salirono in barca dissero: davvero sei il Figlio di Dio! Portare Dio in barca.

Mt 14, 22-36   Salmi 18; 77; 104

Da ieri

Torna oggi, lunedì, lo stesso Vangelo di ieri. Scherzi di calendario. Del resto ieri eravamo stati avvisati: portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Oggi li mangiamo. Nutrirsi di Vangelo non significa partecipare al festival dell’inedito ma, al contrario, tornare e ritornare sempre sulle stesse pagine che rinfocolano in noi la Presenza. Non siamo serpenti che ingoiano intero il boccone ma – come dicevano gli antichi monaci – ruminanti che masticano la stessa Parola per ore. Per giorni. Per la vita.

Mt 14, 13-21

Tattiche

Dividere, ecco cosa fa il male. Separare, allontanare, spezzare i legàmi d’amicizia, rompere le collaborazioni, infrangere i patti di fedeltà. La potenza della divisione è nelle mani del principe del male, o Diavolo (=divisore) che dir si voglia. Da dove mai gli verrà questa forza, da chi mai avrà appreso questa tattica che ci sfascia la vita e spezza il cuore? E se l’angelo del male avesse carpito questo segreto al Creatore stesso, per poi però farne cattivo uso? Se l’autore della divisione fosse Dio? Sta scritto che, davanti alla folla bisognosa di cibo, Gesù non adottò la magica tattica del moltiplicare o del creare dal nulla che poi è parente stretta dell’altra tattica: quella di tenersi tutto in tasca e attendere che gli addetti ai lavori facciano qualcosa. Sta scritto invece che spezzò i pani e li divise tra la gente.

Mt 14, 13-21

Così in basso

Di tutti questi idioti, quella che fa più pena è la figlia di Erodiade, Salomè. Spogliata con gli occhi da Erode, usata con malizia da sua madre. Lusingata dagli apprezzamenti del re, chiede la morte dell’unico uomo che la difendeva. Indebolita dal bisogno d’essere apprezzata in pubblico, ripete come un automa le parole della madre: Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista. Chi ha visto i video di come vengono decapitati i cristiani con un coltello, può immaginare cosa accadde in quella cella. Quello che non immaginiamo è come un flirt possa costare la vita di un uomo, il trauma irreversibile di una ragazzina, lo sfascio di una famiglia. Quello che non immaginiamo è dove possano portare i cattivi consigli, le razionalizzazioni del male, il fascino del proibito. I discepoli di Giovanni andarono a informare Gesù. E forse lui pensò subito a Giuseppe, che rimase sempre innamorato e fedele a Maria, anche contro ogni logica.

Mt 14, 1-12

Così normale

“Monsignore, vedremo cosa farà il papa dopo Francesco!”. “Certo, certo – mi rispose – sempre che un prossimo papa ci sia…”. Perché senza le “scene” da papa, il papa non c’è più. Senza quel non so che di strano, quel linguaggio arcano, quel mistero di palazzo, quella sacralità della persona…il papa non c’è più. Resta un uomo, un cristiano, un padre (infatti pa.pa. sta per Pater Patrum, padre dei padri!). Senza scene si resta solo uomini, cosa a cui Gesù teneva moltissimo! E la gente rimaneva stupita. Non è il figlio del carpentiere? Sua mamma non è Maria? I suoi fratelli, le sue sorelle non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono dunque questa sapienza e i prodigi? Troppo normale per esser vero, troppo uomo per esser Dio, troppo vicino per chiedergli un miracolo. E infatti non ne fece molti, ma solo ai pochi che chiesero, felici di avere un Dio così incredibilmente vicino e normale!

Mt 13, 54-58

Ignazio di Loyola

Il regno dei cieli è simile a una rete che raccoglie ogni genere di pesci. Il regno dei cieli è simile ai pescatori che raccolgono i pesci buoni e buttano i cattivi. Perché la rete, come la tua giornata, raccoglie di tutto e tutto è accolto. Ma non per questo tutto è buono e nutriente. Gesù ci libera dal fatalismo, ci chiede di essere responsabili, non schiavi degli automatismi. Altro che “se accade Dio lo vuole”! Altro che “se è successo doveva succedere”! Tu decidi. Tutto entra nella rete, ma non tutto deve entrare nella tua bocca. Tutto può capitare, ma non a tutto devi acconsentire.

Mt 13, 47-53

Ancora regno

Il regno dei cieli è un tesoro trovato nel campo, come questo Vangelo che ti trovi in casa gratis, non richiesto. Come questo Gesù di cui ti hanno parlato prima ancora che sapessi decidere. Eppure il regno dei cieli è anche un mercante che cerca con fatica, è un contatto con Dio da mantenere ogni giorno, da non dare per scontato. Il regno dei cieli, l’unica via per una vita gioiosa nel profondo, è nelle tue mani.

Mt 13, 44-46

Marta

Ci sarà ben un limite oltre il quale chiedere e sperare non serve più. Ci sarà un momento in cui dire “troppo tardi”, in cui ripetere le parole di Maria a Gesù: se tu fossi stato qui mio fratello Lazzaro non sarebbe morto. Eppure non è così, non è questo il Vangelo, non è scritto così e non è la prima né l’unica volta. A noi crederci o meno. Il Dio dell’impossibile è in attesa del nostro grido d’aiuto, di una parola che gli dica tutta la nostra certezza: Tu agirai! Ecco Marta che incendia il cuore di Gesù e lo spinge ad agire. Mio fratello non sarebbe morto se tu fossi stato qui, il male non ci avrebbe distrutti se ti avessimo tenuto più presente tra noi, se avessimo vissuto tutto davanti a te senza nascondimenti. Ora tutto è fermo e morto da giorni. Ma anche ora! Anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà! Fede assoluta e coraggiosa. Dio non conosce la parola “fine”.

Gv 11, 19-27