Conoscere

Bastasse, ma non basta. Non basta studiare, bisogna conoscere. Avevano studiato che dalla Galilea non sorge profeta ma, non conoscendo Gesù, ignoravano che fosse nato a Betlemme di Giudea. Ciascuno tornò dunque a casa sua, dice il testo. E a questo punto del vangelo venne inserita una pagina che, pare, nessun evangelista inizialmente si sentiva di far sua. Sono gli undici versetti che leggeremo domani. Parlano di una ragazza che tradì il suo fidanzato.

Gv 7,40-53 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+7%2C40-53&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Seguilo

Non bisognerebbe mai farlo. Tagliare qua e là versetti del vangelo per semplificarlo, lo complica. Confrontate il testo liturgico qui sotto e quello integrale nel link. In ogni caso risuona una parola: come di nascosto. Se provassimo anche noi a fare quasi di nascosto quello che dobbiamo fare? Senza cioè la preoccupazione di farlo sapere, senza curarci se gli altri se ne accorgono. Perché alla fine ciò che conta è averlo fatto, il nostro dovere. Chi mai saprà se il monaco prega nella sua cella, se vola lo stormo alto in cielo o se ti segni con la croce prima di mangiare? Come di nascosto agisci, come di nascosto decidi e credi. Visto o non visto, tu segui il tuo Maestro.

Gv 7 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+7&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Credibilità

Vero, non vi è testimonianza superiore alle opere. Sono le opere che dicono chi sei. Il vangelo dipinge il giudizio universale in modo molto solenne salvo poi farlo vertere sulla verifica di alcune opere apparentemente banali, facili, quotidiane. Dar da bere, da mangiare, ospitare, visitare… Opere: cose che o si fanno o non si fanno. Dio nessuno lo ha mai visto, dice la Scrittura, sono le opere di misericordia che testimoniano la sua esistenza. Il nostro libro si intitola Nessuno lo ha mai visto e testi e foto sono ritmati dalle opere di misericordia. Dal 9 aprile prossimo diverrà una mostra, in piazza Duomo a Como, palazzo Broletto. Vi aspettiamo.

Gv 5,31-47 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+5%2C31-47&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://lalocandadellaparola.com/i-nostri-libri/

Col padre

Si sentiva così, Gesù, come un bambino che guida mentre il volante lo tiene papà. Il Figlio da se stesso non può fare nulla, diceva, se non ciò che vede fare dal Padre. Noi invece viviamo in un mondo di “faso tuto mi” che poi però, sul più bello del bisogno, ti dicono non posso farci nulla! Il maestro di Nazareth faceva grandi cose, forse proprio perché le “faceva lasciandole fare” a Dio. Allora non stava teso sul pezzo da suonare, ma si godeva la musica come fossero altri a suonare. Si viveva ogni istante con gusto, impegnato come un bimbo nel grande gioco della vita.

Gv 517-30 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+5%2C17-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Vuoi guarire?

La risposta esatta sarebbe stata “no”. Vuoi guarire? gli aveva chiesto Gesù. Domanda per nulla scontata. Molte volte affermiamo di voler guarire, di voler uscire dai nostri guai, ma nel profondo non lo vogliamo e preferiamo essere compianti nei nostri mali. Temiamo che, guarendo, nessuno più ci dia le sue attenzioni alle quali dopotutto ci siamo abituati come un bimbo al ciuccio. No, non voleva guarire ma essere commiserato. Per questo non risponde alla domanda e attacca con la sua filastrocca lagnosa: non ho nessuno, gli altri arrivano prima di me… La guarigione lo spiazza: àlzati, prendi la tua barella e cammina. Fine. Adesso che non potrà più suscitare la compassione di nessuno, cosa farà? Innervosito dalla guarigione, andò a riferire ai giudei che iniziarono a perseguitare Gesù. E noi? Vogliamo guarire o vogliamo un motivo per raccontare agli altri i nostri mali anziché operare per alleviare i loro?

Gv 5,1-16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+5%2C1-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Prodigi

Se non vedete prodigi non credete, dice Gesù a questo pover’uomo disperato, col bambino morente. Quell’uomo credette alla parola e trovò il figlio guarito. Riconobbe la corrispondenza tra parola di Gesù e guarigione, e credette con tutta la sua famiglia. Domanda: si crede dopo avere visto prodigi, o si vedono prodigi perché si crede alla parola? È dalla fede che nascono i miracoli o sono i miracoli a fare nascere la fede? Da questo vangelo sembrerebbero vere entrambe le cose. A voi, alla vostra esperienza, la risposta.

Gv 4,43-54 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+4%2C43-54&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il padre misericordioso

Perché se ne andò di casa? Cosa si dissero la sera prima della partenza? Chissà se il padre aprì la porta, quasi invitandolo ad uscire, o se invece cercò di trattenerlo. Perché forse anche il padre cambiò e si convertì, mentre il figlio era lontano. Ed il maggiore cambiò, ahimè in peggio. O forse no, forse non cambiò. In realtà era così da sempre, rancoroso col padre e con la vita. Come prosegue la parabola, cosa accadde dopo? Il figlio tenne fede ai propositi o se ne andò di nuovo? Che fine fece il padre? Che fine fa chi ama senza limiti?

Presunzione

Quando ti senti perfetto ti assale la paura di cessare di esserlo. Allora cerchi appigli nei difetti altrui e ti consoli criticando gli altri. Hai bisogno di un nemico per sentirti forte, di un peccatore per sentirti santo e puro. Quel giorno due uomini salirono al tempio a pregare. Amavano lo stesso Dio e detestavano lo stesso uomo. Il fariseo, nella sua purezza, detestava il pubblico peccatore. Questi invece detestava se stesso. Ecco la differenza: presumere d’esser giusti o sapere d’avere limiti e colpe.

Lc 18,9-14 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+18%2C9-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://youtu.be/UovNWhfHG-Q

Annunciazione

La vediamo sempre da quaggiù, l’Annunciazione, ed è giusto così. Ce la immaginiamo nella casetta di Nazareth, dove tutt’oggi sul muro resta un antico graffito a ricordare le parole dell’angelo: Kairé Maria, rallegrati Maria. Chissà come andò in cielo, chissà se qualcuno avrà mai il coraggio di dipingere l’Annunciazione a Dio. L’angelo si allontanò da lei e disse a Dio: “Ha detto sì, ha detto eccomi!”. Come reagì il Padre, cosa disse lo Spirito e che sguardo aveva il figlio? Il figlio non aveva ancora uno sguardo. Maria gli avrebbe dato un corpo, la possibilità di sorriderci.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C26-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Papa Francesco consacrazione a Maria https://www.avvenire.it/papa/pagine/la-preghiera-del-papa-per-la-consacrazione-di-russia-e-ucraina

Divisione

Divide et impera. Lo sapevano bene i romani, ahimè maestri d’invasione e romanizzazione di terre altrui. Sapevano cioè che ogni regno diviso in sé stesso va in rovina. Creavano astutamente discordie interne ai popoli conquistati, giocando su invidie, gelosie, rancori. Così, rompendo la forza dell’unità, imperavano. Lo stesso è per noi. L’unione va custodita, curata, difesa. Perché, volendo, ogni giorno è buono per litigare anche col più caro amico. Ed ogni crepa è una porta aperta per il re della divisione. Diavolo infatti viene da “diaballo”, che significa separare, dividere.

Lc 11,14-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+11%2C14-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1