Quale causa

È vero, ogni figlio dell’uomo deve soffrire molto durante la sua vita. Deve sperimentare il rifiuto e la riprovazione di chi conta molto per lui. Deve essere ucciso dall’età o dalla malattia, dalla violenza o dalla sfortuna. E poi risorgere. Cosa che solo un morto può fare. La sola cosa che può fare un morto. C’è però da scegliere per quale causa perdere la vita. E per quale causa farla perdere agli altri, nel caso ci si arroghi questo diritto. Per causa mia, per causa del vangelo, dicevano i primi cristiani mettendo queste parole in bocca a Gesù. Morire per amore evangelico. Tutte le altre, per nobili che siano, son cause minori.

Giovedì dopo le ceneri http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+9%2C22-25&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Le urgenze non ci facciano dimenticare chi conta su di noi ogni giorno

Quaresima

Gli altri, le cose, Dio. Gli altri, con le loro urgenti richieste, i nascosti bisogni e le ansiose attese. Aiutarli e non ignorarli si dice elemosina. Le cose, con l’incanto che ci trasmettono, la sicurezza che ci danno, il sapore che ci offrono. Distaccarcene e non dipendere si dice digiuno. Dio, l’abbandonato, il dimenticato, il ridotto ai casi disperati. Dialogare con lui ogni giorno, attraverso Gesù, si dice preghiera. Buona strada di Quaresima a tutti!

Mercoledì delle ceneri http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+6%2C1-6.16-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Lasciare?

Lasciare, un verbo evangelico. Non c’entra nulla con abbandonare. Pietro e gli altri non abbandonarono nessuno ma, anzi, coinvolsero le loro famiglie nell’avventura del vangelo. Tanto è vero che conosciamo i nomi di alcuni dei loro genitori, Gesù è descritto sulle loro barche, in casa di Matteo, di Simone, a colloquio con la madre di Giovanni e Giacomo, ecc Lasciare dunque non è abbandonare. È semmai ritrovare e rafforzare cento volte tanto i legami familiari ed allargarli oltre la parentela. È lasciare che tutto ceda il passo al vangelo o meglio, è lasciare che tutto prenda il passo del vangelo. È lasciare che la famiglia si allarghi, esca di casa e il mondo intero vi entri. È lasciarsi coinvolgere dalle vicende altrui come fossero le nostre anzi, perché sono le nostre. È lasciare che gli ultimi del mondo diventino i primi a ricevere le nostre cure perché ormai si è lasciata ogni classifica, ed ogni uomo è di famiglia.

Mc 10,28-31 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+10%2C28-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Avere

Cosa devo fare per avere? Non poteva che fare questa domanda, quel ricco. Forse perché sin dalla sua giovinezza gli avevano insegnato che questo è ciò che conta: avere. Non dare ma avere. Lui poi specifica la domanda: cosa devo fare per avere in eredità? Non per lasciare in eredità, ma avere. Persino l’eternità è, per lui, qualcosa da avere, da ricevere, da possedere. Non è per lui un cammino da seguire, una traccia da lasciare. Lascia, dona, vieni e seguimi, solo così avrai, gli dice Gesù. Questa è l’eredità che hai già ricevuto: il vangelo. Il resto è meno.

Mc 10,17-27 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+10%2C17-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sempre uguali?

Se ci fanno un po’ arrabbiare, allora sono parabole. Non lo sembrerebbero, questi brevi detti di Gesù, eppure suscitano domande. Siamo davvero come alberi, dai quali non ci si può aspettare frutti diversi da quelli che hanno sempre prodotto? Non c’è possibilità di cambiamento per noi? Non possiamo migliorare? E se invece lo possiamo, come fare per non cambiare in peggio? Attenzione dunque a non credersi mai maestri, ma sempre e solo discepoli.

Lc 6,39-45 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+6%2C39-45&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Come loro

Nel regno degli uomini non valgono nulla i bambini. Si riempiono i loro ricordi di bombe, che esploderanno tra anni fecendo di loro degli adulti instabili. Gesù, al vedere questo, si indigna. Lui i bambini li amava. Vedeva in loro la purezza di un’anima appena giunta in terra, ancora mezza in cielo. Per questo diceva che a loro appartiene il regno di Dio.

Mc 10,13-16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+10%2C13-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

L’uomo non divida

Fino a ieri questa foto era solo un ricordo. L’avevo scattata a Kiev nel 2015, durante una missione d’aiuto ai rifugiati del Donbass. Una giovane volontaria della Chiesa Ortodossa ci aiutava con la burocrazia per sdoganare il camion di alimenti. Quel pomeriggio torrido lei non sapeva che il giovane poliziotto con cui aveva a che fare, sarebbe stato suo marito. Si conobbero così. Ieri l’ho sentita dopo anni. Sono in un villaggio fuori Kiev, con due bambini molto piccoli. Sentono le bombe avvicinarsi. L’uomo non divida ciò che Dio ha unito.

Mc 10,1-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+10%2C1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://youtu.be/TORD8_NCok4

https://youtu.be/88kJd9PwVwY

Con poco

“L’acqua ci lascia una nostalgia irriducibile di quel cielo da cui essa proviene. Non c’è un elemento che più di questo ci faccia memoria che quel che abbiamo viene da lì e che nulla può mai essere considerato un guadagno o una proprietà. Un po’ d’acqua salva la vita di chi la beve e di chi la porge, perché chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome non perderà la sua ricompensa”. (A.Lolli)*

Mc 41-50 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C41-50&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

* Lolli, Raimondi Nessuno lo ha mai visto, Skira

Come un fiume

L’acqua di un fiume, si sa, non coincide con l’acqua che vediamo. Vi è infatti un’enorme massa d’acqua che resta nascosta alla vista, filtrata in parte dalla ghiaia e dai massi che formano il letto del fiume stesso. È comunque trasportata, è comunque fiume. Se si volesse definire esattamente fin dove l’acqua possa essere considerata fiume e dove non abbia titolo d’esserlo, si perderebbe solo tempo. Così è per i discepoli del vangelo. Il gruppo dei seguaci di Gesù è ben più ampio di quanto sembri. C’è infatti una gran massa di persone che, se pur non agendo ufficialmente, operano comunque secondo la misericordia di Gesù e fanno così parte della corrente evangelica. Chi non è contro di noi è per noi.

Mc 9,38-40 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C38-40&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Cattedra di Pietro

Che la cattedra sia la sedia e non il tavolo del professore, pochi lo sanno. Poco importa perché, per come ci tocca fare scuola oggi, più che di belle sedie abbiamo bisogno di scarpe buone, stando sempre in piedi a intrattenere le folle. Del resto siamo in buona compagnia perché Simon Pietro l’unica cattedra in cui stava assiso era il sedile della sua barca. Cattedra galleggiante che cedette volentieri a Gesù quando vi si sedette per parlare alle folle. Insomma, di cattedre simili a troni non se parla proprio nei vangeli. Più che altro si sedevano in terra, che è sempre una buona posizione per non sentirsi più importanti di nessuno.

Cattedra di San Pietro http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+16%2C13-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1