Esodo

Il nostro volto cambierà d’aspetto non quando si trasformerà assomigliando a qualcuno di migliore, né quando rallenterà le trasformazioni del tempo. Diverremo sfolgoranti quando sapremo parlare con chi sta vivendo il suo esodo, con chi cioè è spinto dalla morte a uscire per andare verso una terra non sua, verso una vita non scelta. “Quando il pavimento della casa tremava per le bombe, a Kiev – ci raccontavano ieri gli esodati – i bambini si spaventavano, ma poi tornavano a concentrarsi nel gioco. E questo ci dava stabilità”. In ogni esodo, in ogni fuga, c’è una vita che resta e non si arrende.

Lc 9,28-36 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+9%2C28-36&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Veloci

Nemici, persecutori, buoni e cattivi, giusti e ingiusti. Ieri, al confine italiano, abbiamo incontrato la famiglia ucraina a cui avevamo offerto rifugio. Abbracci, sorrisi, e la loro voglia di proseguire, di non fermarsi, non fare sosta: non erano in gita, erano in fuga dal nemico, dalla morte. Nei loro occhi la gioia di sentirsi salvi ma, ancora increduli, non scendevano dall’auto. Guidandola per cinquecento chilometri, da solo, pensavo a chi, superandomi, mi prendeva per un rifugiato. Pensavo a loro quando, solo qualche mese fa, avevano scelto il colore dell’auto nuova e forse sognato di viaggiare in vacanza. Il baule, alle mie spalle, era ricolmo d’ogni vestito e oggetti vari. Tutto ciò che rimane di una vita a Kiev. “A domani”, li salutiamo nel loro accogliente rifugio provvisorio. Lei sbarra gli occhi: “andate lontano?”. No, a dieci minuti, stai tranquilla. It’s safe here. Sei al sicuro, qui. “A che ora ci dobbiamo alzare?”, chiede lui. Gli sorrido: non puntare la sveglia. Bahato spaty, dormite tanto.

Mt 5,43-48 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+5%2C43-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Giusto

“Sei stata veramente buona”, scrivevo ad un’amica che aveva inviato un forte aiuto per Timor Est. “Giusta, non buona”, rispondeva. Il suo era dunque un gesto che voleva riportare un po’ di giustizia nella distribuzione squilibrata della ricchezza. Ma questo senso di giustizia così alto non è forse amore? Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei… Io oggi partirò con un amico verso il confine ucraino. Torneremo con una famiglia che è attesa in Italia da una rete di solidarietà. Giustizia? Amore? Certamente i conflitti si evitano mettendosi d’accordo presto con l’avversario, vedendo in anticipo la pericolosità delle parole e delle idee perché, come ci dice il vangelo, il semplice adirarsi apre la strada all’omicidio. Noi andiamo perché, potendo farlo, ne siamo responsabili. Ognuno infatti è responsabile di ciò che, potendo fare, fa o non fa. Contiamo sulla vostra amicizia e sulla vostra preghiera.

Mt 5,20-26 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+5%2C20-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Chiedete

Non sprecate parole pregando, dicevamo qualche giorno fa. Un cenno però datelo, aggiungevamo. Chiedete insomma. Perché chi chiede riceve, chi tace non chiede. Non si tratta certo di scambiare Dio per il genio della lampada, che esaudisce ciecamente ogni desiderio del padroncino. È piuttosto questione di entrare in una relazione filiale che, come ogni relazione, non si costruisce certo coi mutismi enigmatici ma con azioni e parole. L’azione è fermarsi, rallentare respiro e pensieri, mettersi alla sua Presenza. E poi poche parole, che siano vere. Almeno con Dio PadreMadre tiriamoli fuori i nostri pensieri, le nostre richieste. Almeno con Dio sentiamoci liberi.

Mt 7,7-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+7%2C7-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Un senso

È vero, cerchiamo un segno, una luce, un senso. Ma non ci viene dato. Attorno a noi tutti hanno ragione, quindi tutti hanno torto. Tutti sono degni d’ascolto, quindi siamo soli. Le vecchiette russe si fanno arrestare in nome della pace, mentre il loro patriarca dice sì alla guerra. Cerchiamo un segno, ma non ci viene dato. Tutto è possibile. Dunque nulla si può fare. Resta un segno, uno solo. Il segno di Giona. Il segno di Gesù. Abbiamo un solo segno che vale la pena di seguire, che resta fermo e vale sempre. Il segno di Giona, il Vangelo.

Lc 11,29-32 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+11%2C29-32&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Paolo Nicolini, Verso Occidente, Algra Editore 2021

Verso Occidente https://www.amazon.it/dp/8893415208/ref=cm_sw_r_apan_glt_i_RETP8SHSYBDHXGMVPYPT?_encoding=UTF8&psc=1

Universale

L’avete fatto a me ci sentiremo dire, prima o poi, che ci crediamo o meno. L’avete o non l’avete fatto a me. Perché il giudizio è sempre sulle nostre azioni od omissioni. Sui fatti: avete fatto o non avete fatto. Tutto qui. Così sarà il giudizio universale. Così come ogni azione ha un valore universale: chi salva un uomo, salva l’umanità. Chi ne uccide uno soltanto, uccide tutti. Anche se stesso.

Mt 25,31-46 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+25%2C31-46&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Deserto

Eccole, le tentazioni base, i pensieri fissi che seguono ogni uomo e donna della terra, come tentarono Gesù in ogni istante. Il primo: sarò più felice se avrò più cose, dovessi pure mangiare sassi come fossero pane. Il secondo: starò meglio quando avrò il comando, il potere di decidere sugli altri. Il terzo: se osservo le regole religiose, tutto andrà per il meglio. Le tre medicine contro tali tentazioni sono le più antiche. Digiuno: non di solo pane vive l’uomo. Elemosina: non sono venuto per essere servito ma per servire. Preghiera: la tua fede ti salva, non l’osservanza timorosa e interessata.

Lc 4,1-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C1-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Medico

Lo prenderemmo per matto, un medico che accettasse solo i sani. Eppure continuiamo a immaginare un Dio che esige da noi la perfezione, non l’amore. Lui ci vede come bimbi che, un po’ goffi e forse buffi, ogni tre passi cadono ma gli vanno incontro. A lui basta, a noi no. Noi vorremmo avanzare marciando a passo spedito. A lui chi marcia non piace. Marciare gli ricorda marcire.

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È ufficiale! Confidiamo in qualche aiuto perché le spese non sono ancora coperte.

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Perché?

Parola sconosciuta, digiuno, nel nostro mondo grasso e ingordo. Parola sconosciuta anche a Gesù? Parrebbe così, da questo vangelo. Eppure domenica lo vedremo, dopo quaranta giorni di digiuno, tentato di mangiare pure i sassi. Perché noi digiuniamo? gli chiedono. Una domanda che lo accompagnò tutta la vita. Perché noi non mangiamo, non beviamo, non ci vestiamo, non abbiamo casa? Perché noi no e voi sì? Gesù sentiva l’umanità gridare di ogni fame e digiunava eccome. Digiunava però di un digiuno evangelico: non la regoletta che vieta questo e quello e fa di Dio un dietologo. Un digiuno nobile, quello di chi condivide e mangia meno perché fa mangiare, non acquista per sé ma per altri, non accumula ma dona. È un digiuno che porta alla generosità. Verranno giorni in cui i miei discepoli digiuneranno, si leveranno il cibo di bocca e i soldi dalle tasche, e andranno per le strade a operare misericordia. Perché misericordia voglio, non sacrifici fini a se stessi.

Venerdì dopo le ceneri http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+9%2C14-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Da leggere https://www.cittanuova.it/guerra-ucraina-testimonianza-mosca/?ms=003&se=025