Il segnaposto

ITALIA – Come i segnaposto di Google Maps, la regola religiosa serve per non dimenticare un punto essenziale alla vita spirituale o per evitarne uno mortalmente pericoloso. Certo, un segnaposto sulla mappa non significa che esso sia l’unico luogo frequentabile! Crederlo sarebbe comico come chi rispetta una regola religiosa senza chiedersi quale sia il suo scopo, quale tesoro essa difenda. Ricordiamo che ogni figlio dell’uomo é signore del sabato, è cioè superiore alle regole come il viaggiatore è più grande della mappa che usa per non smarrirsi.

Lc 6,1-5 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+6%2C1-5&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

L’ultimo saluto da Timor est

Il problema

DA DOHA AEROPORTO, QATAR – I problemi sono sempre relativi a chi li vive. Questi tizi si scontrano sulla questione del digiuno religioso volontario. Giusto, sbagliato, e perché loro non digiunano? Io non mangio questo, io non mangio quello… La questione non è tuttora risolta e ognuno vanta i valori su cui fonda la propria astensione dai cibi. Ciò che ugualmente non è ancora risolto, ma su cui nessuno si arrovella, è l’altra forma di digiuno. È quel digiuno che miliardi di persone vivono ma non scelgono. Non lo osservano né per far felice un dio né per rispettar le bestie, ma perché esse stesse sono considerate meno importanti di quelle. Se religioni e animalisti dibattessero su questo, forse saremmo tutti un po’ più in forma!

Lc 5,33-39 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+5%2C33-39&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Nuovo articolo https://www.cittanuova.it/lultimo-saluto-timor-est/

Lasciare

DA DILI, TIMOR EST – È vero, preparando la borsa per il rientro in Italia
viene proprio voglia di lasciare tutto. Lasciarlo qui a chi ne ha bisogno. Ed è sempre così, si torna con la borsa vuota. Una maglietta, una penna, le medicine… Come riportarsi a casa ciò che qui è difficile trovare? Ma ciò che più si lascia qui è l’anima. Quella impiegherà tanto a tornare. Se mai vorrà farlo.

Lc 5,1-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=Lc%205,1-11

Così

DA DILI, TIMOR EST – Abituiamoci a vederlo chinato a guarire i malati dal calar del sole all’alba. Mai che lo descrivano a compiere pratiche di pietà. Quelle le assolvevano tutti, la sua dedizione ai bisognosi era invece unica. Era come senza limiti, sempre in cerca di altre città. Come se tutti fossero suoi.

Lc 4,38-44 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C38-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Terra d’altri

DA DILI, TIMOR EST – Erano dei poveri diavoli e gli chiedevano se fosse venuto a rovinarli ulteriormente. Domanda legittima come quella che molti altri, dopo di loro, posero non a Gesù ma a noi, chiamati ora conquistatori ora turisti, missionari o imprenditori o forze di pace. Quando si entra in casa d’altri, in terra d’altri, nella vita altrui, è meglio non presumere di fare del bene solo perché l’intenzione è buona. Chiediamoci come sarebbe andata se non ci avessero mai conosciuto. Impossibile trovare una risposta ed è inutile fare i bianchi complessati, ma è bene che la domanda sia costante.

Lc 4,31-37 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C31-37&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Intervista a suor Alma Castagna https://www.vaticannews.va/it/podcast/le-nostre-interviste/timor-est-intervista-suor-alma-castagna.html

Come la fiamma

DAL MONTE RAMELAU, TIMOR EST – Attorno al fuoco ci si scalda, nella notte in montagna, e si parla. Chi racconta del lavoro come bracciante in Australia, chi spera di essere riconfermato in ufficio anche se, da paio di mesi, non vede stipendio. Il discorso però non cade mai nel lamento anzi, sale in alto come la fiamma che lo accompagna. Questi giovani non hanno vergogna di parlare del divino, del rispetto che si deve ai luoghi sacri, a questi monti che sono santuario. Raccontano di chi fu punito per la sua superficialità con mortali cadute. No, non fu Gesù a punirli, lui no. Ma… accadde. “I know that malae people can’t understand this” – gli stranieri non possono capirlo – dice una ragazzina. Ma se è vero che nessun profeta è ascoltato in patria, essendo io “malae”, vi ascolto volentieri e imparo.

Lc 4,16-30 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C16-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Intervista a sr.Alma Castagna https://www.vaticannews.va/it/podcast/le-nostre-interviste/timor-est-intervista-suor-alma-castagna.html

In vetta

MONTE RAMELAU, 2959 m, TIMOR EST – Eccoci, siamo noi. Facciamo un’eccezione e ci pubblichiamo qui. La redazione di questa Locanda sono anche loro, questi ragazzi di Timor, che mi hanno portato sulla loro più alta cima. Così, senza nulla aspettarsi in cambio, per la gioia di avermi con loro. Io non potrò mai ricambiare, non potranno mai venire sul Monte Bianco con me. Ecco perché il loro è amore puro, disinteressato.

Lc 14 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+14%2C1.7-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Loro no

Voglia di vivere

DA DILI, TIMOR EST – Ironia della storia o dell’economia: a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. È vero: i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Ma la parabola dice altro. Parla di chi ha voglia di vivere, di investire le proprie ricchezze umane per fare crescere l’amore nel mondo. In queste persone la vita scorre più densa, il tempo si moltiplica, trovano modo di dar retta a tutti. Ne vedono di ogni eppure, anziché deprimersi, ripartono con energia sempre più nuova. Chi ha il coraggio di entrare nella vita, vivrà intensamente.

Mt 25,14-30 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+25%2C14-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Loro no

Aban, domani

DA DILI, TIMOR EST – Cogliere l’unica occasione, ecco cosa dobbiamo imparare. L’occasione di parlare e quella di tacere, di aiutare qualcuno o lasciare che se la cavi. Qui mi sento sempre dire “aban”, domani, ma in realtà qui si impara a vivere il presente perché il domani, come sarà non lo possiamo nemmeno immaginare. Venti anni fa, come oggi, questa gente votava per la propria autonomia e si avviava il processo di indipendenza. Vi scrivo da uno dei più giovani Stati del mondo. Come tutti i bambini vive di presente e quando dice “aban” lo dice un po’ così, senza sapere il giorno né l’ora.

Mt 25,1-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+25%2C1-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Loro no