Sanno di Cielo

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse. Possiamo ancora scriverlo o dobbiamo usare giri di parole per evitare imbarazzi? Li toccava, li accarezzava con affetto, li baciava. Cosa c’era di più bello per una mamma che dare il proprio bimbo in braccio a Gesù? Non vogliamo cambiare le parole del vangelo né quelle della vita. Non vogliamo smettere di abbracciare i bambini né smettere di dire che sono belli. I bimbi sono sacri perché da poco sono in terra. Sanno ancora di cielo. Chi li tocca, tocca Dio.

Mc 10,13-16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+10%2C13-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Accetti?

“Prof, ho fatto di tutto per la mia migliore amica. Lei ha un sacco di problemi e ho passato le notti ad ascoltarla ma non c’è nulla da fare, non vuole tirarsi fuori…”. “Quindi non vi vedete più?”, interviene la compagna. “Non ci siamo mai viste. È di Instagram”. “Ma questa tua ‘migliore amica’ esiste davvero?”, chiedo. “Be’ non lo so… Inizio a dubitare che sia un falso profilo. Magari in realtà è un uomo o un bambino… Che ne so prof!”. I nostri figli non vivono le loro amicizie e i loro amori “al” telefono ma “nel” telefono. Quando scaricano una app, accettano veloci delle clausole, liberatorie solo per il gestore. Sarebbe più utile far “accettare” loro il testo al link qui sotto. Quanto sono vere queste parole! Basterebbero da sole a guidarci una vita evitando molti guai.

Il vero amico Sir 6,5-17 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Sir+6%2C5-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Tagliare

Pare che, pur essendo amici, non avessero facili rapporti. Dicono che tra Milano e Roma viaggiassero lettere per nulla affettuose, giungendo fino a darsi del ladro. Un giorno uno propose all’altro di separarsi e rivedersi in Paradiso, piuttosto che camminare insieme in questo mondo litigando e guadagnandosi così un’eternità di solitudine all’inferno. Con tanto senso pratico del proprio limite, tagliarono. Filippo Neri e Carlo Borromeo sono oggi entrambi grandi santi.

Mc 9,43-50 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C43-50&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In foto: Collegio Borromeo, Pavia

A modo suo

Ognuno ha il suo Gesù e lo segue un po’ come gli riesce, a modo suo. Chi se ne vergogna, chi con lui e sua madre si fa i selfie, chi nel suo nome fa miracoli eppure non è dei nostri. Se ancora credo in questi distinguo, posso spenderci energie. Ma piuttosto: qual è l’ultimo miracolo che ho fatto io nel nome di Gesù? Quando è stata cioè l’ultima volta che ho pregato serenamente, con fede certa, assolutamente sicuro che ciò che chiedevo sarebbe accaduto? E poi, a parte i miracoli, che dire di me e lui? Chi è?

Mc 9,38-40 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C38-40&Cerca=Cerca&Versione_TILC=2&VersettoOn=1

Chi tra noi

Chi è il più grande tra noi? Chi ha più successo, chi è che attira le attenzioni? Chi sta assorbendo le mie energie, a chi di fatto mi sto dedicando? Può capitare di non accorgersi e investire interi blocchi di vita ad aiutare o inseguire chi in realtà del nostro amore non ha bisogno. La ex che fa il tira e molla, l’alunno che non vuol cambiare, il parente che non si cura… Chi aiutare, per chi spender le nostre limitate forze nel nostro limitato tempo? Gesù mise in mezzo un bimbo, un debole. Ecco: non colui che frigna ma colui che piange; non colui che disturba ma colui che è disturbato. Il più debole è colui da servire.

Mc 9,33-37 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C33-37&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Per chi crede

Come raggiungere, come comunicare e farsi capire da chi pare si sia chiuso in se stesso, muto di fronte ai nostri tentativi di riprendere un legame? Da che parte cominciare, che soluzione adottare con chi ci considera come morti, non ne vuole più sapere di noi e, più gli parliamo più si irrididisce e digrigna i denti? Non serve insistere. Questo genere di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera. Non con ‘le preghiere’ ma la preghiera. Essa è uno stato in cui l’anima si pone, è una frequenza profonda purtroppo poco usata. Da lì, dallo stato di preghiera, è possibile raggiungere tutti, sempre, e parlare, perdonare e chieder perdono. Poi ci si rialza e si va alla propria occupazione, credendo che avrà il suo effetto. Perché tutto è possibile per chi crede, per chi prega.

Mc 9,14-29 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C14-29&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Photo by Madalena, East Timor

Già meglio

A voi che ascoltate, io dico come spegnere ogni male. È il cuore del vangelo, la forza di ogni pace e giustizia. Se davvero ascoltassimo queste parole, cambierebbe la nostra vita. Eppure tutto, attorno a noi, ci insegna l’opposto. Il solo dare qualcosa a chiunque ci chieda ci fa sentire sbagliati e irresponsabili. Figuriamoci se dovessimo pregare per chi ci fa del male o addirittura perdonare. Eppure se queste parole le ascoltassimo, se almeno le leggessimo qui sotto, ci sentiremmo già meglio.

Lc 6,27-38 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+6%2C27-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Guardare

“Nel mondo tutti guarderò tanto che poi gli occhi mi faranno male, e ancora guarderò e amerò in modo che il mio cuore mi farà tanto male”. Aveva ragione Zucchero a cantare così. Gli occhi fanno male a guardare ma è bello per noi stare qui su questa terra. Vedere chi col tempo è trasfigurato dall’amore e chi invece di amore ne avrebbe tanto bisogno.

Mc 9,2-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C2-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In cattedra

Pare che una volta un vescovo, con ironia solo apparente, abbia detto ai fedeli di starsene seduto in cattedra per esser meglio bersagliato dalle più strane accuse. Li avrebbe anche tranquillizzati: lui sulle critiche ci avrebbe dormito. Simon Pietro invece no, lui tranquillo non stava mai. Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli, gli aveva detto Gesù e lui l’aveva preso sul serio. È come una barca la Chiesa, è tutto un legare e scioglier nodi, è tutto un dare a ciascuno il suo posto non assegnando mai a nessuno il ruolo di zavorra, è ricordare che tutti, soprattutto i più piccoli, possono sedere in cattedra ed insegnare a vivere.

Cattedra di S.Pietro http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+16%2C13-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Voi che dite?

Magari la gente non lo dice ma, in fondo al cuore, nelle cose di Dio si sente libera di pensarla come gli pare. In barba alla dottrina ufficiale, i contemporanei di Gesù dicevano che era Giovanni Battista o Elia o uno dei profeti. Reincarnazione dunque? I nostri amici induisti credono che l’animo si purifichi attraverso molte vite in terra e poi giunga alla santità, ad essere una cosa sola con Dio. Dicono pure che alcune di queste anime sante accettino di scender di nuovo quaggiù come cristi, non per purificare se stesse ma per indicare agli uomini il cammino del bene. I vangeli dicono con Simon Pietro che Gesù è il Cristo, il Figlio, uno-con-Dio, sceso in terra come Via di ritorno al Padre. È bella e misteriosa questa concordanza di vedute.

Mc 8,27-33 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+8%2C27-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1