
Da chi andremo, Signore e chi verrà da noi? Chi busserà alla nostra porta e chi ci aprirà la sua? Sempre in cerca di un qualcosa e di un luogo dove andare, mentre tutto ciò che conta è chi incontrare. Da chi andremo?
da Ataùro, Timor Est

Da chi andremo, Signore e chi verrà da noi? Chi busserà alla nostra porta e chi ci aprirà la sua? Sempre in cerca di un qualcosa e di un luogo dove andare, mentre tutto ciò che conta è chi incontrare. Da chi andremo?
da Ataùro, Timor Est

Sulla cattedra di Mosè si sono seduti scribi e farisei, ad appesantire la vita altrui con inutili fardelli di regolette religiose. Sulla cattedra della scuola elementare di Maquili mi sono seduto io anzi loro, quelli in foto. D’accordo col maestro, si sono trasformati in giornalisti e mi hanno intervistato. Porsi domande giuste è infatti ancora più importante che fornire risposte esatte. “Perché sei venuto sin qui?”, mi chiedono. “Per imparare leggendo libri che da me non trovo e questi libri siete voi!”. Sorridono, increduli di esser tanto interessanti. Eppure ogni uomo è un inedito romanzo di umanità.
da Ataùro, Timor Est

Qualcosa, qualcosa, cerchiamo sempre qualcosa di buono anche quando abbiamo davanti qualcuno, qualcuno di buono. Non è di giocattoli che abbiamo bisogno, ma di chi giochi con noi. Ecco perché ci fa bene stare con i bambini poveri, perché non possono darci nulla se non che il loro sguardo. Che a volte fa male e sveglia l’anima.
da Ataùro, Timor Est

Calze e scarpe, pantaloni lunghi e camicia ben abbottonata. È così che tocca pure a me soffocare di caldo a Messa o alle feste, mentre penso ai nostri adolescenti, volgari e seminudi sui social, e maledico il frate portoghese che impose a questa gente di vestirsi all’europea. Anticamente qui ci si copriva giusto i fianchi con una pezza di rapin hiri, un tessuto di fibra di palma (in foto). Altro non serviva a causa del clima. Ma sarà questo l’abito della festa di cui parla il Vangelo? Forse intende altro. È il capire dove sei, accorgerti delle porte che hai varcato, degli ambienti in cui ti sei introdotto. Renderti conto di chi hai di fronte, dell’occasione che puoi vivere e calarti nella realtà presente. Non essere stonato negli abiti certo, ma nemmeno nelle abitudini. Spogliarsi dunque, altro che vestirsi.
da Ataùro, Timor Est

Alba o tramonto? Difficile dirlo, l’apparenza spesso inganna. Diamo a tutti la possibilità di ricominciare, di cambiare un triste tramonto in alba. Questo vuole il nostro Dio buono. Anche la vita più disoccupata e sfaccendata può mutare d’un tratto e prender senso. Non importa quanto ci hai messo a intuire il passo. Importa compierlo e ripartire. Ricominciare sempre a vivere.
da Ataùro, Timor Est
In foto: alba sul Mar di Timor

Le religioni, tutte, hanno un difetto di fabbrica. Quello di lasciarti con la coscienza a posto, una volta assolte le tue pratiche di pietà. Quel senso di “fatto”, come quando finivi i compiti e li dimenticavi. Gesù ha spostato il perno della religione dal rito all’azione. Per lui ciò che conta è essere persone che amano. La bontà illimitata distingue il cristiano, non altro. Ecco perché cerchiamo gli ultimi, perché sono ai limiti della vita umana. Fino a lì e anche oltre deve spingersi il nostro amore. Essi saranno i primi a riceverlo.
da Ataùro, Timor Est

Le traduzioni discordano, ripetendo così l’equivoco tra il giovane e Gesù. Questi probabilmente si limitò a dirgli vendi ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo. Quello capí vendi tutto e, spaventato, se ne andò. Che poi il ricco sia proprio colui che, scambiando una parte per il tutto, non dia mai nulla a nessuno, è un’altra storia. La solita storia di divario economico, miseria, fame, sete, ignoranza, ingiustizia. Tutte cose che sappiamo benissimo.
da Ataùro, Timor Est

Chi è inesperto venga qui. Intendiamoci, non tutti qui ad Ataùro! Non sia mai di dover nutrire anche voi, che già si fanno i buchi alla cintura… Non per tutti si tratta di andare lontano, per tutti però si tratta di andare vicino. Vicino ad ogni essere umano il cui cuore grida Vieni qui! E chi si crede esperto della vita resti pure lì dov’è. Ma l’inesperto venga qui, dove vivono gli uomini.
da Ataùro, Timor Est

È ormai un mese che vivo qui, nel villaggio di Maquili, ma non sono ancora riuscito a scovarlo, tanto è piccolo. Ogni volta che passo sulla strada sento la sua vocina da dietro gli steccati di palme e bamboo. Avrà tre, quattro anni al massimo. “Peduu, Peduu”, mi chiama senza tregua finché alzo il braccio in saluto. Poi sento la sua risata scomparire in casa, felice d’esser stato salutato. Altro non chiede.
da Ataùro,Timor Est

Come ti sentiresti se ti forzassero a spingere in acqua la barca con un mare così? Vi è chi sa prendere queste onde, ma lo fa da sé. Lo stesso con la famiglia. Nessuno può essere forzato a sposarsi e a nessuno può essere impedito di farlo. Vi è chi sceglie una vita di solitudine per il regno dei cieli. Ma se la sceglie lui, non gliela scelgono gli altri. Se da queste parti sbarcasse un prete assolutamente celibe ma avido di soldi e potere, annuncerebbe il regno dei cieli più di un santo prete con famiglia? E lì in Europa, dove sposarsi è una rarità ed esser single la norma, vietare la famiglia al prete è ancora una testimonianza incisiva? In questa pagina di vangelo, Gesù sta istituendo l’obbligo di celibato sacerdotale o sta lottando per la libertà di scelta e di coscienza? A te che leggi cosa importa realmente: la Messa o il celibato? Che il prete sia obbligato a vivere da solo o che sia capace di infinito amore?
da Ataùro, Timor Est
Papa Francesco celibato https://m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-3496485.html