Oltre

dscf9372“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, dice la legge di Lavoisier. Insomma, è come se tutto scivolasse da un modo d’essere ad un altro, senza sparire ma cambiando. Come il filo di lana che è pelliccia d’animale e poi maglione e poi coperta e di nuovo imbottitura di cuscino. Così pure il nostro corpo vive prendendo in prestito atomi e restituendoli nel corso della vita, fino alla restituzione totale e al suo dissolvimento. La legge dello Spirito Eterno però non sottostà a quella di Lavoisier. Lo Spirito non si dissolve né si trasforma in altro. Rimane se stesso per sempre. Il nostro io profondo, quello che molti chiamano anima o coscienza, insomma la nostra identità, scivola fuori dal corpo ma non sparisce, non cessa d’esistere nè cambia. Non perde nulla: procede il suo percorso di vita in una dimensione oltre le leggi della materia.

Commemorazione dei defunti Gv 6, 37-40 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+6%2C+37-40&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Il sergente e i santi

dscf6879Gridava a gran voce e diceva di aspettare: che non devastassero nulla e portassero pazienza! Prima di distruggere terra e mare si doveva imprimere il sigillo sulla fronte dei servi di Dio. A parlare era un angelo, forse con l’aria da sergente, preoccupato che i suoi quattro giovani colleghi non riuscissero più a trattenere le ali e si levassero in volo come dei caccia, seminando fuoco e morte. E non sapevano che la lunga fila dei santi da marchiare non sarebbe mai giunta alla fine, perché essi sono 12 x 12 x 1000 = 144.000 cioè mille volte il quadrato del numero perfetto. Insomma: impossibile contarli. E dunque la devastazione non comincerà mai e terra e mare  vivranno. Beati quelli che ci credono. Beati quelli che non scambiano un pianto per il diluvio universale, un giorno triste per la fine di ogni gioia, la propria morte per la scomparsa del mondo. Beati voi, rallegratevi ed esultate! 

Tutti i Santi, Ap 7, 2-4.9-14   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=ap+7%2C+2-4.9-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

leggi anche Mt 5, 1-12 https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2015/06/08/in-cammino-2/

Just your smile

dscf8037We just want your smile, mi dicevano delle ragazzine porgendomi dei doni. Io protestavo perché non avevo da ricambiare, ma loro non ci avevano nemmeno pensato. Volevano solo il mio sorriso, il loro era un dono puro. E se è dura offrire a chi non dà un contraccambio, a volte lo è ancor di più interpretare la parte di chi ricambiare proprio non può. E’ una buona occasione per imparare a lasciarsi amare e sorridere, dicendo semplicemente grazie.

Lc 14, 12-14  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+14%2C+12-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Ripariamo?

dscf68992.jpg.jpegPoteva finire con quel ricco disonesto che se ne andava in giro a sbandierare di averlo ospitato. Chissà quante altre volte era già accaduto, con tipi simili a Zaccheo. Ma vale la pena di rischiare d’essere usati. Non sappiamo come e quando avvenne in quell’uomo il cambiamento. Forse scendendo in fretta dal sicomoro o a metà pranzo, mentre si scattava il selfie godendosi già lo stupore invidioso degli amici. Sappiamo che il cambiamento ci fu e sappiamo cosa capì: che il male compiuto non va ammesso per piangerci sopra o detestar se stessi, ma per ripararlo con altrettanto amore. Io do la metà dei miei beni ai poveri – disse – e se ho rubato, restituisco quattro volte tanto. Ma allora perché i poveri sono ancora così tanti? O non abbiamo colpe, o non le ripariamo…

https://hadomitimor2014.wordpress.com/operazione-cartoline/

Lc 19, 1-10  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+19%2C+1-10&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Servido!

Ho deciso di accomodarmi nella vita altrui come al tavolo di un ristorante. Sedermi e farmi servire, ecco la bellezza della vita, se non fosse per il conto che, prima o poi, viene presentato. Certamente meno impegnativo servirmi da solo, vivere la vita come un grande buffet dove si usa della compagnia altrui per quel poco che basta, per quel tanto che serve, senza troppo impegno. Alla lunga però, questo aver sempre la bocca piena senza nutrirsi, dà la nausea. Sui tempi lunghi non è vincente il farsi servire né il servirsi degli altri. La gioia indelebile sta nel servire. Servire a qualcosa, servire a qualcuno.

Lc 14, 7-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+14%2C+7-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Bisogna provare

Non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini e familiari. Bisogna provarlo, se no queste sono solo parole. Bisogna provare a vivere all’estero, a sentirsi analfabeti, a non potersi esprimere. Bisogna provare ad essere ospitati, sotto il costante sforzo di capire cosa sia opportuno dire e cosa sia meglio tacere. Bisogna provare, altrimenti si vive credendo che essere straniero sia una cosa che succede sempre agli altri e mai a noi. Si passa la vita pensando che l’ospitalità sia quella buona azione che costa solo a chi la offre, mentre invece è faticosa anche per chi la riceve. Bisogna provare, prima che sia troppo tardi, prima di ritrovarci a sera ancora illusi che il mondo sia l’Europa, la Chiesa sia Roma, l’umanità sia bianca e la terra piatta.

Festa S.Apostoli Simone e Giuda Ef 2, 19-22  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Ef+2%2C+19-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Tra cielo e terra

2016_1011_1155180022.jpg.jpegAnche se, dalle nostre parti, ormai anche i bambini si dichiarano atei e materialisti, la verità non cambia. Paolo ha ragione: la nostra lotta non è tanto contro creature umane, quanto contro creature invisibili che dominano un mondo tenebroso. Le mille paure e ansie che, come parassiti, abitano il buio del nostro profondo. La rabbia repressa, le malinconie e le vere e proprie colpe che ci zavorrano il cuore. Questi sono i veri, reali inafferrabili nemici quotidiani. Non c’è droga né fumo, non ci sono ponti né feste, che ci possano scampare dalle agitazioni. L’unica è rivestirsi della forza che Dio ci dà. Perciò non stancatevi mai di pregare, di fermarvi, di connettervi tra cielo e terra a quell’Infinita Energia di Vita che tutti chiamano Dio.

Ef 6, 10-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Ef+6%2C+10-20&Cerca=Cerca&Versione_TILC=2&VersettoOn=1

foto Giada C.

In tua presenza

dscf9550Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e abbiamo un bello stomaco a vantarcene pure. Hai insegnato nelle nostre piazze, ma noi non abbiamo imparato nulla. Abbiamo continuato a ipernutrire i nostri figli, facendoli scoppiare di grasso e di attenzioni. Non siamo corsi con loro ai quattro angoli della terra, a oriente e occidente, a settentrione e mezzogiorno, ad incontrare gli ultimi, che per te saranno sempre i primi. E li vedremo con te seduti a mensa nel regno di Dio e saremo a disagio. Allora ci sentiremo noi quelli diversi, come cacciati fuori. Ah che fatica, alcuni giorni, ad accettare il colore della mia pelle! Quanto imbarazzanti mi erano le scarpe e la camicia, camminando in un mercato di poveri seduti in terra, che mi guardavano mansueti e muti, sorridendo. Non so di dove sei  sembravano dirmi – e anch’io me lo chiedevo.

Lc 13, 22-30  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+13%2C+22-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Tutto è seminato

Non c’è pensiero o azione, non idea né desiderio, che cada nel nulla. Attenzione dunque, perché tutto viene seminato e crescerà. Tutto è come lievito che farà lievitare la pasta, la vita. I semi più potenti sono quelli seminati nel giardino segreto del cuore, nel profondo terreno della preghiera e della mediazione silenziosa. 

Lc 13, 18-21  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+13%2C+18-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

6+6+6 ≠ 6+1

dscf7071E’ lunedì e si torna a scuola. Un po’ di matematica biblica non guasta… Uno spirito cattivo teneva inferma una donna da 18 anni. Sappiamo che 6+6+6 = 18  Sappiamo pure che 6 è il numero dell’incompiuto, dell’inconcludente, dell’opera mai terminata. Dio invece crea tutto in 7 giorni, usa tutta la settimana, non si ritira dalla corsa all’ultimo chilometro. Se dunque 7 è il numero di Dio e del suo lavoro full time per noi, il 6 è il numero del nemico dell’uomo, del “Satan”, di colui che invece di concludere, semplicemente smette. Tre volte 6 è quindi il marchio del diavolo che – si sa – fa le pentole ma non i coperchi. Il male, alla lunga, perde sempre. Non diventerà mai 7. Il sabato è il giorno di Dio, e infatti è il settimo giorno della settimana ebraica. Alla faccia del capo sinagoga furioso, non poteva che essere un sabato quel giorno in cui Gesù disse alla donna: Sei liberata dalla tua malattia!, cancellando 18 anni di male nel settimo giorno!

Lc 13, 10-17  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+13%2C+10-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1