Come loro

Nei villaggi che raggiungiamo con ore di jeep, i bimbi sono più timidi. Il vecchio padre salesiano lo conoscono da sempre, io invece me li devo conquistare. Pure per me è strano vederli così, abituato come sono alla sfacciataggine fin arrogante dei principini europei. Eppure qui i piccoli hanno un che di adulto, quando camminano in fila a lato strada, portando la legna o le taniche d’acqua, col fratellino in braccio. Li rivedo anche nel sonno uscire dalle loro case di bamboo, al rumore dell’auto, e alzare il braccino in saluto, gridando in un portoghese da bimbo “Taaarde”. Buon pomeriggio a te, che nemmeno mi conosci e corri a salutarmi. Non fatico a credere che a chi è come te appartiene il regno dei cieli. 

 Mt 19, 13-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+19%2C+13-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Nemmeno le piante

Ho incontrato lungo la strada questo enorme ficus. O forse sono due, come le casette addossate al suo tronco. Vedo però, tra i rami, affacciarsi una parete: che le case siano tre? E come distinguere rami, radici e tronco? Com’è che formano un corpo solo eppure li si vede distintamente, tanto da poterli separare? Chissà poi da dove nasce questa esigenza di separare ciò che Dio ha creato unito. Pare che alcuni giungano addirittura a pensare il mondo (e la Chiesa) solo al maschile o solo al femminile. Speriamo sia solo una voce perché qui, sulla terra, nemmeno le piante sono ben separate. Figuriamoci uomo e donna a vivere come se l’altro non ci fosse!

Mt 19, 3-12  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+19%2C+3-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Divenute una

Per poco mi andava di traverso il caffè quando le ho viste. So bene che frequentano il corso professionale agricolo, ma non ci sono proprio abituato alle quindicenni che zappano la terra. Non sono nemmeno uno da feste a sorpresa, ma non la scampo. In perfetto italiano una di loro parla: “Grazie per essere venuto a visitare la nostra terra” e, in bocca a loro, questa parola pesa. Poi il via alle danze, tradizionali e non, e risate e gioia… Una tipica serata di adolescenti, tranne il finale. È il momento della preghiera ma, dopo il segno della croce, non iniziano i mormorii, le risatine, gli insopportabili ‘ssst’ degli educatori. Non avverto la solita ondata di poca fede e insofferenza. Scende un silenzio strano, un silenzio compatto, di respiri unificati. Mentre recitano le preghiere sono un corpo unico, una sola voce. Mi sento quasi spostare dalla vibrazione di quelle cento voci quindicenni divenute una. Il loro canto mi trasporta, non c’è coro che mi abbia mai fatto percepire tanta umile unità. Rientrato in camera, penso a Chiara d’Assisi che, con la sorella sedicenne, fugge di casa nella notte per unirsi alla preghiera di Francesco e degli altri.

S.Chiara (Assisi 1193 – 11 agosto 1253)

Ti incanta mentre va

Impossibile resistere a fotografare un tramonto, a rischio d’esser banali, così come ripetendo le parole arcinote del vangelo di oggi: Se il chicco di grano non muore… Eppure è vero: se il sole non accettasse di morire, certo di ri-sorgere, il cielo non ci incanterebbe con questi colori. È il difficile lasciare, sapendo che altro nascerà. L’anziana vedova, incontrata l’altro ieri, era nella sua casa ordinata e pulita ma molto simile ad un box auto. Proprietaria di alcune sedie di plastica, si guadagna qualcosa affittandole all’occorrenza. Da quella casa, il suo unico figlio era appena ripartito, missionario salesiano in Mozambico. Lei ammoniva i parenti in lacrime: “Guardatevi: lui va ad aiutare i poveri e voi piangete! È figlio mio ma non è mia proprietà. È un uomo, deve andare!”.

Gv 12, 24-26 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+12%2C+24-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Come fiaccole

Sto fotografando un’incredibile tramonto dall’alto del muraglione di sostegno dell’edificio che mi ospita. “Mistér! Mistér!”, dicono proprio a me quei ragazzini che guardano all’insù, dieci metri sotto. Nella penombra spiccano le loro divise da basket e gli sorrido. “Foto! Foto mistér!” e, appena notano che li voglio accontentare, si mettono in posa felici. In verità non li conosco, ma la porta non è mai chiusa per chi bussa nella notte fiammeggiante di vita, con il volto illuminato da un sorriso che pare una lampada a cui non manca olio. Non vogliono nulla, nemmeno la foto. Vogliono che io gliela faccia. Chiedono di essere guardati, che punti su di loro il mio tele. Sperano in 1/250 di secondo di attenzione di un occidentale. A loro basta, a me no. Per questo li passo alla vostra attenzione.

S.Edith Stein, patrona d’Europa Mt 25, 1-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+25%2C+1-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Fioretti?

Mi viene incontro con queste rose in mano. È timidissima, giovane e pure carina, con gli occhialetti da universitaria che brillano tra la pelle scura e il velo bianchissimo. La prendo in giro: Oh thank you! Sorride e mi risponde a tono: È per Gesù! Che frase da suora, avrei normalmente detto. Ma non ci sono riuscito. Anzitutto perché quei fiori li stava davvero portando al tabernacolo, e poi perché queste parole mi ricordavano altro. Quando Pietro andò al mare, gettò l’amo, aprì la bocca al primo pesce che venne su, vi trovò una moneta d’argento, la prese e la consegnò a quelli che riscuotevano le tasse del tempio, pagando così per sé e per il maestro, probabilmente disse le stesse parole: È per Gesù! Queste dunque sono parole da uomo, altro che suorina. E questa ragazza ha la forza di un apostolo, altro che fioretti!

Mt 17, 21-27 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+17%2C+21-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Figlia di uomo

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina, perché nell’ora che non immaginate viene il Figlio dell’uomo. E sarà una figlia di uomo, come questa in foto, o forse invece il vostro bambino. Avrà lo sguardo antipatico di un parente o il vostro stesso volto che vi chiede aiuto dallo specchio. Avrà il volto che avrà, ma di certo verrà. Chi dunque gli darà la razione di cibo a tempo debito? Chi nutrirà il suo corpo o la sua anima? Chi si prenderà cura di chi non ha nulla? Eppure abbiamo tutti da dare qualcosa! Sarà chi avrà occhi per accorgersi che l’altro è nel bisogno.

Lc 12, 32-48 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+12%2C+32-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Goodafternoon

Non ce n’è motivo anzi, ci sarebbe da dire il contrario, eppure in questi mondi ti trovi sempre a ripetere le parole di Pietro: È bello per noi essere qui. Cinque ore di viaggio sul cassone della jeep, mangiando polvere e odore di mare misto al fumo nauseante di rifiuti incendiati a lato strada. Tra i sobbalzi e le frenate non rinuncio a scattare qualche foto con un mezzo di fortuna. Ad un tornante, nella penombra di enormi alberi, la jeep rallenta e sfiora un gruppetto di ragazzine. Notano lo straniero e sorridono saltellando per farsi notare. La più coraggiosa mi lancia tutto d’un fiato un “Goodafternoon!”. Al volo alzo la mano e ricambio mentre ci allontaniamo rapidi e loro, ridacchiando, tornano a casa. Casa… Meglio dire in quella ‘cosa’ della foto. E quel puntino rosso è una bambina. E perché lei deve abitare lì? E se fra dieci anni, a Milano, si invertissero le parti, le griderei Good afternoon? 


Trasfigurazione Mc 9, 2-10 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+9%2C+2-10&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Ci giocavano


I bimbi ci giocavano, li raccoglievano a mucchi, forse ancora fumanti di sparo. Finita la guerra, le suore ne trovarono ovunque nella loro casa che aveva nascosto e salvato donne e bambini. Una di loro mi diceva che qui a Timor Est capita, in questi anni di dopoguerra, che qualche giovanotto osservi questa croce e quasi riconosca, tra i bossoli che la compongono, il suo. Ero qui, ero qui da voi! – esclama con riconoscenza – ma forse la suora neppure lo ascolta, è già andata di là a preparargli il caffè. Lei, dopotutto, lo sapeva già che non c’è vantaggio a salvare la propria vita se poi si perde la propria anima. O quella di un bambino. 

Mt 16, 24-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mt+16%2C+24-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Resta nei cieli

Forse nessuno nota mai davvero ciò che fai. Ti piacerebbe che qualcuno accendesse una luce di attenzione su di te e che, magari, finalmente ti arrivasse un grazie. Ma è proprio quando i riflettori in terra sembran tutti guasti, che val la pena di alzare gli occhi al cielo. Sono miliardi di fari accesi per riprendere la scena di te che inosservata – credi – giochi in spiaggia col tuo bimbo. Sono milioni di sistemi solari e galassie e umanità e angeli che ti stanno guardando mentre dici “qui non prende” e finalmente, dopo anni, spegni tutto ed esci da solo a guardare in su per ore, zitto. E allora ti accorgi e credi che tutto ciò che fai e leghi sulla terra resta fissato nei cieli, dove ogni tuo gesto ha immenso valore.
Mt 16, 13-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mt+16%2C+13-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1