S. Marco

DSCF1467“Vi saluta la comunità che vive in Babilonia (=Roma) e anche Marco, figlio mio”. Con queste parole si conclude la prima lettera di Pietro. Ce lo immaginiamo – come ci dicono le antiche fonti – che vive a Roma con la sua famiglia, probabilmente nel quartiere ebraico, oggi Trastevere. Chissà se si recavano a pregare nella minuscola sinagoga che ancora è viva sull’isola tiberina. Il giovane Marco è con Pietro e non perde una sola parola dei suoi racconti, fino a che decide di fissarli sulla carta.

S.Marco evangelista   1Pt 5, 5-14  http://www.laparola.it/laparoladioggi.php

Foto: Roma, Isola Tiberina. Qui sorge una minuscola sinagoga di epoca precedente a Cristo. Nella chiesa adiacente ad essa è sepolto l’Apostolo Bartolomeo.

Se anche riuscissi

DSCF1279“Scusi prof, ma secondo lei è possibile parlare con i fantasmi? – Perché no? Basta imparare”. “E… con i morti? – Sapendo come, credo che si riesca”. “Mi dica ancora: con i demoni si può comunicare? – Certamente. Tutto si può fare, le capacità della nostra mente sono ancora sconosciute. Ho un amico che ha imparato a camminare sui carboni ardenti. Con molta pratica e ottimi maestri, credo che anche tu potresti imparare a farlo. Ma di più: puoi riuscire a camminare sull’acqua, a comunicare a distanza, a vedere nei cassetti chiusi. Insomma, non credo ci siano limiti. Ognuno di noi ha vari doni spirituali, carismi, e può imparare  a svilupparli con metodo e pazienza. Ma devi scegliere. Perché consumare anni ed energie per comunicare con spiriti ignoti? A che scopo dialogare coi fantasmi quando a stento ti intendi coi vivi?”. A Paolo i corinti posero domande simili e li consigliò di aspirare ai carismi più grandi: “Se anche spostassi le montagne, se anche parlassi lingue ignote, se anche… ma non avessi l’amore, a nulla mi giova”. L’amore è ciò che resta, è ciò che conta, è il dono dei doni. “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.

1Cor13; Gv 13, 31-35   http://www.laparola.it/ambrosiano/liturgiadioggi.php

Anche di più

DSCF1258“In verità vi dico: chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò”. E allora perché, perché non è così? Perché non compiamo miracoli e non è potente ed efficace la nostra preghiera? Lui ci ha aperto la Via per essere in Comunione con la potenza di Dio ma noi ce ne siamo dimenticati. Si aggira, non visto, in cerca di qualcuno che gli creda e gli chieda qualunque cosa. Ma che ne abbiamo fatto di Gesù?

Gv 14, 7-14  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+14%2C7-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Molte dimore

DSCF9376“Tu che maschera porti a carnevale?”, si chiedono i bambini curiosi di interpretare un personaggio insolito. In realtà pare che sia così tutta la vita. Alcune interessanti teorie psicologiche affermano infatti che veniamo al mondo come individui e che poi cresciamo come persone. Il tipo di personalità (letteralmente ‘personaggio mascherato’) si svilupperebbe quindi in base agli spazi che trova liberi. Spazi per farsi accettare e benvolere, in cui non essere rifiutati ed essere amati. Ecco quindi il ‘buffone di famiglia’ che cresce accanto al fratello ‘serio e responsabile’. Lo ‘sportivo’ che si fa apprezzare dove già c’è una sorella ‘sensibile e secchiona’, ecc. Nella casa del Padre – invece – vi sono molte dimore, non ci si deve conquistare spazi d’amore ed attenzione. Non si è costretti a recitare una parte zittendo l’altra. Non sia dunque turbato il cuore. Il contatto con Dio, dentro noi stessi, ci farà recuperare enormi parti di noi rimaste a lungo in letargo per ragioni di sopravvivenza. Scopriremo che in Dio abbiamo diritto ad essere noi stessi, ad avere una dimora tutta per noi.

Gv 14, 1-6   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+14%2C+1-6&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il grande mandante

DSC_0087Nota la vittima e la modalità di azione dell’esecutore materiale, possiamo ipotizzare l’identità del mandante. Se il killer è feroce, quanto più lo sarà il mandante? Lo stesso nel Vangelo. Noto il modo d’agire dell’apostolo e le persone a cui si rivolge, possiamo cercare di immaginare il volto di chi lo invia. Nel caso di oggi, Gesù si comporta da servo con i discepoli, lavando i loro piedi. Poi afferma che un inviato non è più grande di chi lo ha mandato. Dunque quanto infinitamente è servo Dio? E quanto è grande l’amore di Gesù, se ancor oggi manda qualcuno a lavare i vecchi piedi dei poveri?

Gv 13, 16-20   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+13%2C+16-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Io sono luce

image “Sono venuto nel mondo come luce”, dice Gesù, e lo stesso vale per noi: “Voi siete la luce del mondo”. Ripetiamoci dunque come costante preghiera, a ritmo di respiro, questa verità: “Io sono luce”. Nessuno sforzo, nessun buon proposito. Essere luce non è un obiettivo da raggiungere ma una verità da scoprire: io sono già luce. In queste tenebre di tristezza, io sono luce. In questa noia di traffico, io sono luce. Con questa persona difficile, io sono luce. Nella preoccupazione, nell’ingiustizia, nella rabbia, io sono luce. Nei miei sogni e nelle speranze io sono luce. Io sono fatto di luce, ecco la realtà.

Gv 12, 44-50 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Gv+12%2C+44-50+&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Totale apertura

image Perfino la persecuzione scoppiata a motivo di Stefano fu occasione di diffusione del Vangelo. Perché, fuggendo, i seguaci di Gesù divennero di fatto degli evangelizzatori. Come frecce infuocate scagliate lontano, come tizzoni ardenti che propagano l’incendio, portarono il suo nome all’estero, tra le genti, senza distinzione di razza o cultura. Totale apertura. E tutto il loro annuncio era fondato su due parole: Gesù-Cristo. La loro fede era questa, era tutta lì: l’uomo Gesù è il Cristo eterno divino. Questi nomi così esotici e misteriosi colpirono le popolazioni che li udivano, al punto che per la prima volta, ad Antiochia (ora in Turchia), i discepoli furono chiamati ‘cristiani’.

At 11, 19-26 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=At+11%2C+19-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
19-26
Foto Silvia M.

La porta

DSCF0849“Io sono la porta”, dice GesùSono l’apertura mentale, l’ampiezza di vedute, la possibilità di  dialogo, la certezza di essere ascoltato nelle tue ragioni. Io sono la porta, non il muro. Sono la porta, il passaggio verso altro. Sono alfa e omega, l’aldiquà e l’aldilà. Io sono la porta, non la piazza. Mi so chiudere al male, ti so difendere, ma mi so aprire a chi bussa. Ti posso insegnare ad aprirti, a cercare, ad andare sempre oltre, sempre avanti. Dio ha sempre la porta aperta. Io sono la porta.

Gv 10, 1-10  http://www.laparola.it/laparoladioggi.php

Sì, ma quando?

image Ci potrà sembrare strano, tanto siamo abituati a vedere due destinazioni equivalenti: inferno e paradiso. Rischiamo di passare incuranti di parole come quelle di Gesù: “Non andrete perduti in eterno, nessuno vi può strappare dalle mani del Padre mio”. Gesù è certo che saremo salvati, che saremo nella gioia eterna. La domanda non è quindi ‘se’ ci salveremo ma ‘quando’. Quanto tempo ci occorrerà per scoprire il Vangelo, per non accontentarci di essere solamente un po’ buoni, per evolverci nelle profondità dello Spirito e conoscere i sentieri interiori del regno dei cieli? Fra quanti millenni gli stati cesseranno di affidarsi alla forza per risolvere i problemi? E, nella Chiesa, quante vite dovremo veder passare perché chi ha subìto la croce di un divorzio non voluto possa veder benedetto il suo nuovo amore? Fra quanti anni luce la donna conterà qualcosa nelle decisioni e non solo nelle cucine parrocchiali? Quando si abolirà il divieto di matrimonio per i preti cattolici e quando le sante monache ci assolveranno dalle colpe? Fra quanti ‘papa Francesco’ dalle parole si giungerà ai fatti? Arriveremo a tutto, certo, perché l’evoluzione spinge in questa direzione. Arriveremo pure a Dio. Ma quando? E a che prezzo di lentezza, a che costo di attesa? Di quanto ‘tempo supplementare’ avrò ancora bisogno, dopo la morte, per iniziare a far qualche passo bello? Quante ‘vite’ dovrò vivere per evolvermi da uomo spirituale australopithecus a uomo spirituale sapiens? Per poi giungere a uomo spirituale Christus ed affermare finalmente che io e il Padre siamo una cosa sola.

Gv 10, 27-30  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Gv+10%2C+27-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
foto: chiesa di Sartirana, Merate LC

Eccezione o regola?

image“Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”, dissero molti discepoli a Gesù. Allora lui disse ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?”. “Mahatmaji, voi siete un uomo eccezionale. Non potete attendervi che il mondo agisca come voi”. “Riusciamo a fare nuove scoperte e nuove invenzioni e tuttavia dobbiamo dichiarare il nostro fallimento nell’ambito spirituale? È dunque impossibile moltiplicare le eccezioni in modo che diventino la regola?”, rispose Gandhi.

Gv 6, 60-69 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Gv+6%2C+60-69&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1