Ancora viaggiando

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Ieri si parlava delle più strane ed improbabili occasioni che il Padre coglie per attirarci al Figlio Gesù. Eccone un’altra. Quella di un uomo che, a Gerusalemme, ottenne dal sommo sacerdote mandati di cattura per i discepoli di Gesù a Damasco. Partì orgoglioso e forte, spirando minacce e stragi, desideroso di legare in catene quegli eretici. Fu lui a trovarsi legato e avvolto da una luce e colpito da una voce. Finì poi che venne battezzato e annunciava che Gesù è il Figlio di Dio. Si chiamava Saulo, Paolo di Tarso.

At 9, 1-20  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=At+9%2C+1-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Fosse anche un viaggio

DSC_0056“Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”, disse Gesù alla folla. E sappiamo che il Padre attira sempre, tutti. Coglie ogni occasione per farci incontrare e conoscere Gesù. Fosse anche un viaggio seduto accanto ad uno sconosciuto che, chiacchierando, ci parla della Bibbia. Come accadde sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza, dove Filippo si fece dare uno strappo sul carro di uno straniero, africano, funzionario della regina Candàce d’Etiopia. E così, tra una buca e un sobbalzo, viaggiando, andò a finire che quello chiese il battesimo. E scesero tutti e due nell’acqua e Filippo lo battezzò. Forse fu la prima catechesi in autostop della storia. Di certo non fu l’ultima.

At 8, 26-40; Gv 6, 44-51  http://www.laparola.it/laparoladioggi.php

 

Quanto ti manca?

Copia di DSC_0785Se facessimo un sondaggio, risulterebbe di certo che la maggioranza dei credenti ritiene che la volontà di Dio sia quella di salvare i meritevoli e di cacciare all’inferno i cattivi. Siamo forse credenti OGM? Chi mai avrà  geneticamente modificato la nostra fede, il cuore della notizia del Vangelo? Gesù disse che questa è la volontà di colui che mi ha mandato: non perdere nulla di quanto mi ha dato. E a Gesù tutto è stato dato dal Padre. Vi è dunque un unico destino, una sola volontà di Dio: la salvezza per tutti. La domanda è semmai: riuscirà? Quanto gli ci vorrà? E a noi quanto manca per farlo entrare?

Gv 6, 35-40  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+6%2C+35-40&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Che si mangia stasera?

DSC_0643Vi è chi si butta sul cibo e chi il cibo lo butta. Chi mangia senza pensarci troppo e chi pensa troppo a ciò che mangia. Alcuni sono il dio della forchetta, altri la impugnano quasi fosse un peccato. Alcuni religiosi non praticano il digiuno sotto lo sguardo stupito di non credenti che hanno fatto della loro dieta naturalistica una vera e propria religione. Ognuno sia rispettato nelle sue scelte alimentari, ricordando che il lusso della scelta è solo di pochi fortunati. Gli altri muoiono di fame o malnutrizione. Giungeremo a mettere altrettanta cura nel cercare il pane della vita, ciò che nutre l’altro ‘corpo’, quello spirituale. Essendo invisibile, esso resta spesso ignorato, nutrito a caso o con cibi dannosi. Ma la rapida evoluzione nella cultura del cibo ci dà la speranza che presto si arrivi ad una conoscenza profonda e personale della propria dieta spirituale.

Gv 6, 30-35   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+6%2C+30-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

nella foto: Vienna, Schönbrunn, mensa imperiale

Cosa fare?

DSCF5355“Cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. Quali sono le opere che Dio vuole da noi? Ci sarà ben un elenco di opere buone, anzi esiste davvero l’elenco delle opere di misericordia! Si tratta quindi di farle? Gesù sorprende rispondendo: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che ha mandato”, cioè che crediate in me. Credere in Gesù è l’opera madre di ogni opera di misericordia. Perché solo dall’ascolto interiore di Cristo possiamo sapere quali opere sono chieste a noi, in questo istante, per questa persona o per noi stessi. Viceversa sarà solo una collezione di opere pie, fatte perché ‘si deve’ ma non perché si è ascoltato.

Gv 6, 22-29   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+6%2C+22-29&Cerca=Cerca&Versione_TILC=2&VersettoOn=1

 

 

Ricominciare all’alba

DSCF9295“Tu sei Simone, il figlio di Giovanni”. Entra in scena così Simon Pietro, nel primo capitolo di questo Vangelo, con Gesù che gli rivolge queste parole. Esce di scena in modo simile, nell’ultimo capitolo, con un dialogo personale tra i due sulla riva del lago, all’alba. Risuonano le stesse parole degli inizi: “Simone, figlio di Giovanni”. Segue la risposta ad occhi un po’ bassi di Pietro che, ad ogni “Mi ami?” di Gesù risponde un semplice “Ti voglio bene”, finchè il Maestro abbassa la pretesa e chiede “Mi vuoi bene?”. Pare un insegnante che, per ottenere la sufficienza degli alunni, semplifica la prova. Ma ciò che forse Pietro non si aspettava di sentire, ciò che aveva rinunciato anche a sognare, era quell’invito che aveva accettato con entusiasmo e che non era riuscito a mantenere. Eppure le sentì di nuovo quelle parole che credeva perse per sempre. Gesù infatti, detto questo, aggiunse: “Seguimi!”. E Pietro sentì il cuore farsi di brace ardente.

Gv 21, 1-19   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+21%2C+1-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sogno creatore

imageSi dice che ogni sogno di Dio divenga realtà all’istante e che Lui sia costantemente indaffarato a sognare un mondo sempre più bello. Tutta la creazione potrebbe essere frutto di un esplosivo sogno divino ancora in corso. Gli scienziati stessi captano l’onda sonora del grande big bang. Ebbene, se questa forza creatrice, questa energia cristica, fosse racchiusa in un corpo umano, che difficoltà avrebbe costui a dialogare col creato, camminare sull’acqua, risorgere da morte? E che difficoltà dovremmo mai avere noi, che lo seguiamo, a credere che Gesù-Cristo camminava sul mare, sfamava cinquemila uomini con cinque pani, guariva i malati con la parola? Che difficoltà dovremmo mai avere noi, che lo seguiamo e siamo in Comunione con lui, a fare le stesse cose?

Gv 6, 16-21   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+6%2C+16-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto IronManbern

 

Risolvi il problema

Problema. Con 200 denari Filippo riesce a comprare un pezzo di pane a 5000 uomini. Se Maria spende 300 denari, quanti pezzi di pane avrà a disposizione?

img_20160408_194258.jpg“Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?”. Queste parole sono ancora fresche nella nostra memoria. Le pronunciò Giuda sei giorni prima della Pasqua, mentre Maria cospargeva di nardo purissimo i piedi di Gesù. Ecco ora, leggendo a ritroso il vangelo di Giovanni, ci imbattiamo in un’altra valutazione economica. Questa volta è Filippo a valutare: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo” e sappiamo che parla di circa cinquemila uomini. Il calcolo è presto fatto: Maria, a Betania, versò in profumo sui piedi di Gesù l’equivalente di 7500 pezzi di pane. Aveva ragione Giuda a definire tutto ciò uno spreco? Forse Maria ricordava le parole di Gesù: “Io sono il pane della vita”. Solo la comunione con Il Pane, con Gesù, rende possibile ogni miracolo. Viceversa è un affannarsi a calcolare le spese e i fondi che non bastano mai.

Gv 6, 1-15   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+6%2C+1-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Soffocante convinzione

DSCF8732Si ha spesso la netta sensazione che Dio stia voltato di spalle dedicando le sue cure ad altro e ad altri. Che abbia messo il muso? Che sia arrabbiato? Dev’essere proprio così, altrimenti non ci spiegheremmo come mai tutti i mali capitano a noi. E’ cosa certa: siamo sotto l’influenza nefasta dell’ira di Dio. Non ci passa per la testa di pensare che – lo dicevamo ieri – è il male che vive in noi a calamitarne altro e troviamo più semplice attribuirlo a Dio e alla sua ira. In realtà Dio non si arrabbia, non può. Dio è amore immutabile e non può diventare diverso da se stesso. Siamo noi che parliamo di Lui come se fosse soggetto a sbalzi d’umore umano e appartenesse alla terra. Il Figlio è venuto a salvarci da questa visione, a dare lo Spirito senza misura. Ma chi non lo ascolta e non gli crede, rimane convinto di vivere sotto la cappa soffocante dell’ira di Dio. Resta schiacciato dalla religiosità del castigo e della maledizione di un Dio adirato e vive sentendosi maledetto e abbandonato. Un vero peccato, dato che Dio non è assolutamente così.

Gv 3, 31-36   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+3%2C+31-36&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Segnati

DSCF9103Alcuni dicono che, più che uomini, siamo calamite. Ognuno attira ciò di cui è fatto e ognuno è fatto di ciò che ha sperimentato. Restiamo segnati da ogni esperienza in un misto di bianco e nero, vita e morte, bene e male. Dunque il bene sperimentato resta e ne attira altro. Chi ha vissuto e vive il male e il dolore ne è ricolmo e dunque ne attira di simile. Chi non crede al Figlio è già dunque condannato a rimanere nello stato in cui si trova. Chi invece crede non è condannato ma salvato. Ha la possibilità di interrompere l’eterno circolo in cui è intrappolato e salvarsi. Il Figlio di Dio è venuto nel mondo perché il mondo sia salvato.

Gv 3, 16-21   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+3%2C+16-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1