“Come può accadere questo?”, chiese Nicodemo a Gesù che lo invitava a rinascere dall’alto. Come, ci chiediamo sempre come, al punto che a volte diviene più importante del ‘cosa’. Se non so come è avvenuto un fatto, non lo ritengo vero. Se non mi dicono come ho appreso una notizia o come sia stato possibile giungere ad una decisione, non le ritengo rispettabili. Viceversa, prendo per valore ciò che invece ne è privo ma mi abbaglia con le sue risposte ai miei come. ‘Come’: è la domanda che guida lo scienziato ed è dono dello Spirito di Scienza. Esso però non giunge mai solo, ma per mano a quello di Sapienza. Essa ci aiuta a non fermarci ad indagare solo il come delle cose e della vita, ma ad amare ciò che ha sapore e fa rinascere dall’alto. Magari senza nemmeno spiegarci da dove viene e dove va.
Giovane vecchio
Certamente fa paura a chi è abituato agli schemi fissi e ai poteri certi. Non sapendo più come difendersi dalla verità di quanto afferma, alcuni iniziano a diffondere la voce che sia un uomo capriccioso. Si alza al mattino e prende una decisione inaspettata, espone un’idea non programmata, lancia un’iniziativa sorprendente. Spesso non sai da dove viene né dove va e questa sua imprevedibilità indispettisce i vecchi, quelli che non vogliono mai rinascere e cambiare le cose. Lui, papa Francesco, di anni ne ha ben 79, ma vecchio non è. Perché il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito.
Credo se
Sarà stato “incredulo e di poca fede ma certamente, rispetto a noi, era un grandissimo mistico. Tommaso crede solo se vede il segno della croce nel corpo risorto. Noi a suo confronto abbiamo la velocità spirituale di una lumaca: ci occorrono a volte 70 anni per giungere a balbettare un misero “forse qualcosa c’è, forse un aldilà esiste”. Per lui questo non era un problema. Non era un non credente alla nostra maniera: non dubitava dell’esistenza di una vita oltre la materia. Non disse: “Se non vedo non credo”. Dichiarò ben altro: “Se non vedo il segno dei chiodi…”. Voleva essere sicuro che non fosse un fantasma ma un corpo ferito, quello davanti a cui inginocchiarsi e dire “Mio Signore e mio Dio!”.
Come potrei?
Apparve a Maria di Magdala. Poi a due in cammino verso la campagna. Apparve anche agli Undici mentre erano a tavola. “Conosciamo nei dettagli la morte di Gesù e sappiamo che è risorto. Ma non si dice nulla della sua seconda morte”, chiede la sedicenne all’insegnante. “Vedi, non vi è stata una seconda morte per Gesù”, le spiega e lei continua: “Ho capito! Appariva in una sorta di visione”. “No, molto più di questo – lui risponde – Il maestro risorto aveva un corpo fisico ma trasfigurato. Incontrava i suoi discepoli ovunque essi fossero”. Lei spalanca gli occhi e la sigaretta si consuma da sola tra le dita della mano rimasta a mezz’aria: “Ma… Ma… Sa dirmi come potrei incontrarlo?”.
Fortissimo il cuore
Batteva fortissimo, quel cuore risorto, come pochi attimi prima che scatti una festa a sorpresa. “Gettate dalla parte destra della barca e troverete”, aveva detto ripetendo le parole del primo giorno in cui li aveva conosciuti. Poi l’attesa sospesa. Già si gustava la scena di quando l’avrebbero riconosciuto vedendo le reti stracolme. “È il Signore!”, sentì gridare il discepolo che lui amava, e a dir la verità se lo aspettava. Ciò che lo colse di sorpresa fu l’altro, Simon Pietro, che si vestì e si gettò in mare verso di lui a riva. ‘Ancora non sai camminare sull’acqua – pensò – ma certo mi ami’.
Mischiati alla folla
Mangiare, chiese di mangiare per dimostrare di esser vivo e di essere uomo. Ci teneva così tanto alla sua umanità! Il suo comando non è forse “Prendete e mangiatene tutti”? Forse mai come oggi il mondo ha sete e fame di trovare Dio nella carne, di incontrare uomini e donne credenti incarnati. “Un fantasma non ha carne e ossa come me!”, grida Gesù a chi lo fissa stupito e incredulo. Che gioia incontrare discepoli di Gesù aderenti alla terra, coi piedi impolverati dalle strade che tutti percorrono, mischiati alla folla umana che fatica e vive sotto il sole. Fanno paura i fantasmi digiunanti ed impalpabili, vuoti nelle loro vesti così diverse, così lontane…
Lc 24, 35-48 http://www.laparola.it/laparoladioggi.php
Lo stesso giorno alla locanda
Mai più avrebbero potuto vivere con gioia la festa ebraica più bella. L’anno seguente, la Pasqua sarebbe stata vissuta nella nostalgia di cui già erano prigionieri: “Speravamo che fosse lui… ma i capi l’hanno crocifisso”. Ogni benedizione sui pani azzimi sarebbe stata un rivivere quell’illusione durata una sera. Speravamo, ma… Ma lui non attese un anno. In quello stesso giorno, il primo della settimana, rifece Pasqua, rifece ‘passaggio’. Passarono attraverso tempo e spazio e si ritrovarono là, a Gerusalemme, nel cenacolo, il ‘giovedì santo’. Non erano più alla locanda di Emmaus, a 11 km da Gerusalemme, a tre giorni da quella che ormai chiamavano ‘ultima cena’. Mangiarono quel pane e lui sparì dalla vista, perché entrò in loro. E i loro cuori ardevano, in Comunione con lui ovunque.
Perché piangi?
“Perchè piangi? Chi cerchi?”. Chi cerchi, donna, chi cerchi? Da dove vengono le tue lacrime, da dove nasce la tua inquietudine? Cercavo qualcuno e l’avevo trovato. Dopo una vita di pianto l’avevo incontrato, era divenuto per me un maestro. Riconoscevo in lui la forza divina del Cristo e la seguivo. Cercavo qualcuno e l’avevo trovato. Ma l’hanno ucciso e ora cerco qualcosa. Cerco il suo corpo, non è che un oggetto, ma è tutto ciò che mi resta di lui. “Se l’hai portato via tu, dimmi dove e andrò a prenderlo”. Ma lui risorto le disse: “Maria!”. E lei smise di cercar qualcosa. E ritrovò Qualcuno. “Rabbunì!”, gli disse, e andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!”.
Per terre e mari
I capi dei sacerdoti e gli anziani pagano le guardie perché dichiarino che i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato. Cercano di tacitare così la notizia della risurrezione di Gesù. Spesa inutile, dato che questa è un’ipotesi che sorge spontanea in chiunque sia minimamente razionale, senza bisogno di pagarlo. Davanti ad una tomba vuota è naturale pensare all’occultamento del corpo: chi mai suppone la risurrezione del defunto? Maddalena stessa disse: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove”. E quindi perché la notizia della risurrezione si diffuse e perché fu creduta? Le bugie, si sa, hanno le gambe corte: come fece questa a varcare millenni d’anni e migliaia di miglia di terre e mari e giungere a noi ora? Impossibile per una notizia falsa durare così a lungo. Dunque…
Fuoco e acqua e Resurrezione

In principio Dio disse: “Sia la luce!”. Dunque ‘in principio era il Fuoco, e il Fuoco era presso Dio e il Fuoco era Dio’, potremmo dire parafrasando Giovanni, che ci insegna che Dio è amore, fuoco e calore. La veglia che celebra la resurrezione non inizia forse con un fuoco? Non è un cero infuocato ciò che illumina le tenebre della chiesa buia al grido di “Lumen Christi”? Dio è fuoco. Chi non arde d’amore si brucia al suo passaggio. Sta scritto anche che in Lui era la vita e che si fece carne ed è dall’acqua che nasce ogni vivente. E Dio ordinò all’acqua di partorir la terra e separò le acque e chiamò l’asciutto terra. E l’uomo Adàm, fatto di terra Adamà, ha bisogno di chi lo faccia nascere e rinascere e lo tiri fuori dai guai in cui sprofonda e si inabissa. Per questo Gesù disse che avrebbe fatto di noi dei pescatori di uomini, capaci di ridarci vita l’un l’altro tirandoci all’asciutto. E’ Pasqua, è ‘passare’, ogni volta che si attraversano e si fanno attraversare gioie e dolori, vita e morte, camminando sull’acqua con un fuoco in cuore.

