Forse spinti da un po’ di invidia, i discepoli di Giovanni e dei farisei chiesero a Gesù: “Perché i tuoi discepoli non digiunano?”. Perché i cristiani non hanno alcuna norma divina che vieti alimenti? Perché l’insegnamento di Gesù riguarda altro. Riguarda tutt’altro. Indica la via per raggiungere la comunione personale con Dio, per avvertire la sua presenza serena come quella di uno sposo alle nozze. Già secoli prima, Samuele disse a re Saul: “Il Signore gradisce forse i sacrifici quanto l’obbedienza alla sua voce?”. Come ascoltare la voce di Dio che sussurra nella propria coscienza: ecco cosa insegnava Gesù. Ecco perché non aveva e non ha tempo per elencare ricette proibite. Quelle le lascia alla nostra libera fantasia. O meglio: alla nostra fantasia di libertà…
Mc 2, 18-22; 1Sam 15, 16-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=mc+2%2C18-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1



Siamo spiriti incarnati, per questo ci è più spontaneo comunicare con creature corporee che con quelle immateriali. E’ spontaneo, eppure ha del miracoloso il farsi intendere da un animale o addirittura constatare in una pianta una sorta di risposta alle nostre attenzioni. E’ sorprendente ma è constatabile, sperimentabile. Perché non cimentarsi mai in un dialogo con l’invisibile? Perché non constatare le risposte, l’efficacia delle nostre parole e delle nostre preghiere? Forse ci scoraggia un’eventuale mancanza di prove tangibili. Fu così anche quel giorno, quando tutti dissero che Gesù bestemmiava perchè usava a vuoto il Nome di Dio, per perdonare un paralitico. Diede loro prova fisica dell’efficacia delle sue parole: se avranno effetto sul corpo, l’avranno anche sull’animo. Se guarirò le gambe paralizzate, sanerò pure il cuore. E disse: “Perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, ti ordino: alzati e va’ a casa tua!”. E così avvenne. E così avviene ogni volta che si parla credendo. Che lo si veda o meno con gli occhi, è secondario.




