ConDividiAmo

Inutile arrovellarsi sul come. Il fatto è che accadde. Cinque volte i Vangeli narrano l’impropriamente detta ‘moltiplicazione’ dei pani e dei pesci che, in realtà, avvenne perché Gesù li divise. Non accadde dunque per moltiplica ma per divisione. Tuttavia accadde davvero! Dicono che il pensiero di chi ha fede abbia una tale potenza ‘cristica’ da potersi materializzare. Ovviamente Gesù, che era il Cristo fatto uomo, non aveva molti problemi nel campo… Desiderò a tal punto condividere il cibo con tutta quella gente, che il cibo bastò davvero. Anche se non è abitudine di questa Locanda servire cibi dall’amaro retrogusto di rimprovero, stasera lo facciamo e ci chiediamo: Desidero e credo con fede certa che la condivisione del cibo può sfamare tutta l’umanità? Credo nel potere sovrannaturale della condivisione o attendo e confido in un moltiplicatore di reddito?

Mc 6, 34-44   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+6%2C+34-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
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Inarrestabile

Quando seppe che Giovanni Battista era stato arrestato, Gesù cominciò a predicare e percorreva tutta la Galilea. Come una staffetta: la fine corsa di uno dà inizio a quella dell’altro. Poi arresteranno Gesù e altri prenderanno il via. Inarrestabile corsa della Buona Notizia: il regno dei cieli è vicino! Come il passaggio dal regno animale a quello umano è a volte difficile da definire, tanto sono ‘umane’ alcune sembianze e atteggiamenti e intelligenze animali, così il regno del divino è vicino e confinante e sconfinante in quello dell’uomo. Questa è la buona notizia (=vangelo) di Gesù: il regno dei cieli è vicino alla terra.

Mt 4, 12-17.23-25    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+4%2C+12-17.23-25++++&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Chiunque ha cercato

Tutti cercano, anche quelli che non lo sanno. Cercano una risposta al senso di insoddisfazione che prima o poi prende chiunque. Si chiedono perchè d’improvviso ci si trovi scaraventati nella sofferenza, credendo di non uscirne mai più. E davanti a questa sete, tutti restano delusi e inappagati dalla loro religione perché tutti, di qualsiasi religione siano, pensano che essere un buon credente significhi essere un po’ buono e meno cattivo, mediamente tranquillo e del tutto innocuo. Ma nei secoli e ovunque, alcuni uomini e donne di ogni religione hanno cercato di più e hanno cercato meglio. Hanno cercato e non hanno smesso e l’hanno trovato. Hanno trovato colui che è nato, il re. Colui che da sempre tutti attendevano, quel Cristo che non ha potuto vivere confinato nell’Israele che l’ha partorito, che non potrà mai essere contenuto nelle Chiese che lo annunciano, che non può essere annunciato da singoli libri di carta che ne han fissato solo alcune parole. Libri ai quali vanno aggiunte le vite, le vite sante di chi ha cercato. Di chiunque ha cercato seguendo la stella della coscienza. Penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Epifania, Mt 2, 1-12;  ultima citazione: Gv 21, 25  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+2%2C+1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Il loro motto

Filippo (‘amante di cavalli’) e Natanaèle (‘Dio ha donato’). Che contrasto! Un nome da greco pagano e un nome da pio ebreo. Filippo che galoppa da Natanaele e, tutto d’un fiato, pare tenti di stupirlo e convincerlo con solenni proclamazioni bibliche: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti”. Invece questo lo smonta in un secondo, citando gli insegnamenti rabbinici: “Da Nazaret può forse venire qualcosa di buono?”. Non è facile con uno come lui, ‘cresciuto sotto l’albero di fichi’ (equivalente del nostro ‘tutto casa e chiesa’). Filippo non si scoraggia e riprende il gioco ma nel suo campo: inutile citare la dottrina a chi ne sa più di lui. Gli esce spontaneo ciò che ormai era divenuto il loro motto, il motto della scelta libera, dell’adesione non per credenza inculcata ma per esperienza personale vissuta. Ripete le parole del Messia Gesù: “Vieni e vedi”. E questa volta Natanaele esclama: “Rabbì!”.

Gv 1, 43-51    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+1%2C+43-51&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Trovato!

Gli risposero: “Rabbì, dove dimori?”, ma non erano interessati a conoscere il suo alloggio. Volevano sapere dove stava il suo cuore, a chi era connesso il suo animo. Andarono e videro e rimasero con lui quel giorno. E rimasero con lui tutta la vita, lo sappiamo. E invitarono altri a stare con lui. Per tutta la vita invitarono tutti a stare con lui: i fratelli, gli amici e via via sino a noi. Se lo ricordarono per sempre quel giorno, persino l’ora: erano circa le quattro del pomeriggio. E sono sempre le quattro del pomeriggio, ogni volta che stiamo con lui, ogni volta che dimoriamo lì dove lui dimora, nel profondo del nostro animo, nel profondo animo di ogni vita. Rimasero con lui per sempre, perché avevano capito chi era: “Abbiamo trovato il Cristo”.

Gv 1, 35-42     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+1%2C+35-42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Chi cerca…

Lo cercavano e spesso lo confondevano con uno falso, ma lo cercavano. Cercavano il Cristo. Volevano sapere chi fosse, desideravano a tal punto appagare la loro attesa che dovette dissuadérli: “Non sono io!”. Se Giovanni Battista avesse detto ‘Sì’, gli avrebbero creduto. Fu umile e forte nell’allontanarli da sé. Fu ripagato dalla gioia di conoscere migliaia di persone che cercavano, che aspettavano, che volevano incontrare e sentivano il bisogno di un Cristo nella loro vita. “Chi cerca trova” dirà Gesù, il Cristo.

Gv 1, 19-28  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+1%2C+19-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Nuovo giorno

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Era una magìa veder ruotare la data, i giorni, i mesi. Era una gara, per i bambini, avere l’incarico di cambiare il giorno e lui, il nonno, non mancava di enfatizzare il gesto con un suo tipico “braviiiissimo!” accompagnato da una calda carezza. Ma quando toccava a lui tutto diventava solenne. Recitava. Si sporgeva sulla scrivania e, col braccio buono, ruotava i piccoli cilindri con una lentezza cosmica. Il nuovo giorno sorgeva, lento come un sole. Guardava il bambino e, sorridendo per non spaventarlo con la sua massima, la pronunciava: “Un giorno in più o un giorno in meno?”. Ma il bambino non capiva il peso che avrebbe avuto una risposta. Per lui era semplicemente un nuovo giorno di vita, di gioco. Così gli aveva insegnato il nonno. Tuttavia custodiva queste cose, meditandole nel suo cuore.

Lc 2, 16-21  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+2%2C+16-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

 

Giorni e notti

Un anno è un alternarsi di notti e giorni, di luce e tenebra, come lo sono le nostre emozioni, come lo è il corpo stesso. Un interno al buio, illuminato ogni volta che apriamo occhi, orecchi e bocca. Una tenebra che viene vinta dallo sguardo, dall’ascolto e dalla parola. Viene nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Gv 1, 1-18 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Gv+1%2C1-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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foto Ale C.

Forze

Gesù bambino esce di scena così, nel Vangelo di Luca, proclamato luce di tutte le genti nel tempio di Gerusalemme dai vecchi santi Simeone e Anna. Lo ritroveremo nello stesso tempio, dodicenne, tra i dottori teologi. Poi, adulto, al fiume Giordano. Questa potremmo dunque chiamarla ‘Epifania secondo Luca’? Non i magi stranieri che riconoscono nell’ebreo Gesù la salvezza, ma il cammino inverso: i santi di Israele che lo proclamano Messia di tutti. Espansione e concentrazione, forza centrifuga e centripeta del Cristo!

Lc 2, 36-40  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+2%2C+36-40&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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