A Gerusalemme c’era un uomo e lo Spirito era su di lui. Non era un sacerdote né un capo, non aveva alcuna autorità gerarchica religiosa, ma fu lui a riconoscere che il piccolo Gesù era una Luce per illuminare le genti. Simeone era semplicemente un uomo. Era però un uomo con lo Spirito su di lui. E questo è tutto ciò che serve per riconoscere Dio. Per guidare gli altri verso la Luce di Dio non serve né basta alcun grado gerarchico, occorre la santità cioè la connessione interiore con Dio. I veri custodi della fede sono i santi, gli unici a cui dovremmo attribuire piena autorità spirituale, che abbiano o meno grado gerarchico.
Erode oggi
Se quella notte non avessero lasciato il proprio paese, noi non avremmo certo festeggiato il Natale. “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi”. Parlò così l’angelo in sogno a Giuseppe. Parlano così migliaia di angeli, ogni notte, a migliaia di padri e madri che fuggono dai vari ‘Erode’ che minacciano la vita dei loro bambini. Finchè ci saranno degli Erode, ci saranno stragi di bimbi e sacre famiglie in fuga.
foto UNICEF
Perché cercare?
Avete avuto bisogno di cercarmi. Mi avete cercato per ben cinque giorni e mi avete cercato ovunque. Solo da ultimo, quasi per caso, vi è venuto in mente di cercarmi nel tempio. Perché? Perché mi cercavate? Perché mi cercate ovunque meno che dove sono? Io sono la vita presente in ogni più piccola cosa. Sono quindi presente in te stesso. Perché, perché mi cerchi altrove?
Il crollo
Due giovani ragazzi. Uno immobile, a terra, circondato dalle pietre che l’hanno ucciso. L’altro in piedi, impietrito, circondato dai mantelli che ha custodito per lasciare agio a chi eseguiva la pena. Non sarà più come prima, per entrambi. Stefano non parlerà più, non camminerà mai più su questa terra. Paolo non dormirà più sereno e sicuro di sé, certo di essere nel giusto. La montagna di arrogante sicurezza religiosa inizia a franare. Le pietre che hanno lapidato Stefano sono state tolte dalle mura dei dogmi e dei giudizi divini dietro cui Paolo si difendeva. L’inizio della fine. L’inizio di una conversione alla libertà di Dio.
S.Stefano primo martire At 7, 54-60 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+7%2C+54-60&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
Tutto è qui
Buon Natale a tutti gli amici della Locanda!
Ti aspetto
Io ti aspetto sempre. Tra le case e le persone che corrono cerco il tuo viso, tra i pensieri e il mal di testa da smog. Io ti aspetto tra le lacrime di una solitudine che mi spacca il cuore, che tu non hai voluto per me. Io ti aspetto. Io credo all’amore e continuerò ad aspettarlo tra i sorrisi dei bambini piccoli e il calore della loro stretta alla mia mano. Io ti aspetto e continuerò sempre ad aspettarti, sicuro che arrivi come un’alba, certo che un sole ci visiterà. Sarà quando abbasserò lo sguardo, quando smetterò di scrutare ansioso l’orizzonte. Quando mi concederò del sonno o mi coprirò gli occhi con le mani, stanco e stufo, sarà allora che mi chiamerai, mi sorprenderai. Porrai la tua mano sulla mia spalla: eri già lì, e io a guardar lontano… Non ti avrei mai trovato fuori, perché sei da cercare dentro. Dentro la grotta che io sono.
Boh!
La giovane preside prende la parola alla festa di Natale. “Avete risposto alla domanda del nostro sondaggio: ‘In questo Natale, cosa chiederesti a Dio per migliorare te stesso?’. Vi leggo le tre risposte più forti”. Le centinaia di adolescenti ascoltano domandandosi chi sia stato scelto… Lei prosegue: “Ecco le risposte scelte. La prima risposta: ‘Boh’. La seconda: ‘Non saprei, ho già tutto’. La terza: ‘Vorrei essere un eroe per qualcuno, ma un eroe non visto, senza pretese, come Dio”. “Che sarà mai questo bambino?”, chiedeva la gente. È vero, che sarà mai un bambino per creare tutto questo festeggiare? Che sarà mai per te? Boh, ho già tutto, però vorrei…
Slogan?
“Di generazione in generazione la sua misericordia è per quelli che lo temono”, canta Maria parlando di Dio. Quindi Dio è misericordioso solo con chi lo teme? Cosa vorrà dire temere Dio? Significa prenderlo sul serio, non sottovalutare quanto dice. Chi prende sul serio Dio potrà sperimentare quanto è misericordioso. La misericordia di Dio è una cosa seria, vera, non trascurabile. La misericordia è l’identità stessa di Dio, non è la fissazione di un Papa che, sceso dal letto col piede sbagliato, ha lanciato lo slogan ‘a Natale siamo tutti più buoni, Dio compreso’.
foto Ale C.
Effetto caldo
Il calore leva il ghiaccio più lentamente di un piccone, ma certamente in modo meno dannoso. Come il sole su quelli che stanno nell’ombra, che battono i piedi congelati, infilano le mani in tasca e alzano le spalle nello sforzo di non far infilare spifferi di freddo giù per la schiena… Così è l’effetto caldo di un gesto di tenerezza e misericordia, un gesto di gratuita e immeritata attenzione, una battuta di humor che scongela una situazione che sta diventando troppo seria.
Donna grotta
Entrando nel mondo, Cristo dice: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato.” In queste poche parole del Nuovo Testamento che citano l’Antico, è racchiuso tutto il mistero dell’Incarnazione del Messia. Tutta la forza creatrice del cosmo, la forza di ogni vita e di ogni big bang, la forza che mette pace tra gli opposti e comanda che tutti siano uno, la divina forza cristica… tutto questo in un uomo. Nel corpo di un uomo, di un bambino racchiuso nel corpo di una donna. Come tutti, come noi. E noi, come lei, racchiudiamo in noi stessi la presenza di Cristo. La grotta di Betlemme è in noi. La grotta siamo noi. La stella ci guida in noi stessi, nell’oscurità del nostro inconscio brilla la cometa e si ferma al centro del nostro cuore, dove ad ogni istante nasce il Cristo. Ad ogni istante in cui consentiamo alla sua energia di Vita di scorrere attraverso di noi e illuminare il mondo. Come Elisabetta, ascoltiamo il bimbo scalciare di gioia nel nostro grembo.
Eb 10, 5-10; Lc 1, 39-48 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=eb+10%2C+5-10&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1






