Bianchi sepolcri

Quando Gesù morì, la terra si scosse e i sepolcri si aprirono e uscirono molti corpi di santi che entrarono nella città santa. Si aprirono anche le bocche dei sacerdoti in un grande sorriso. Si aprì di stupore la bocca di Pilato. Si aprirono di paura le bocche dei soldati. Tutto e tutti, prima o poi, si aprono. Ci sono case più povere di bianchi sepolcri monumentali, ma dentro sono abitate da santi. Se cerchi la vita dove vai? Ci sono persone che paion giuste, ma dentro… Se cerchi la vita, da chi vai?

Mt 23, 27-32; 27, 52

Percentuale

Menta, anèto e cumìno: tre pianticelle tassate al 10% sul mercato. Paghi e sei in pace con Dio e gli uomini. Giustizia, misericordia e fedeltà: non sono tassate, sono cose da fare dice Gesù. Oppure non le fai e basta. Ahimè, non c’è percentuale. Non puoi essere un po’ giusto, un po’ misericordioso, un po’ fedele. La misura è infinita, non frazionabile. Questa gente passava il tempo a curare l’esteriorità delle cose, l’esterno del bicchiere e del piatto, da cui però beveva avidità e mangiava intemperanza. Se questa è la tua dieta…guai a te! Ma se proprio non riesci a limitarti, sii avido e incontrollato nella giustizia, misericordia e fedeltà!

Mt 23, 23-26

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Queste cose dovevate fare, senza trascurare quelle…

Burocrati

Gli era insopportabile e lo faceva soffrire moltissimo questa massa di regole e complicazioni che scribi e farisei (teologi della legge divina gli uni, membri di un movimento di laici integralisti gli altri) continuavano a frapporre tra Dio e la gente. E la gente si allontanava, si sentiva tagliata fuori, non frequentava più volentieri. E loro se ne davano spiegazione dicendo che si eran persi i valori, che un tempo c’era più fede e che il benessere aveva annacquato le anime. La gente invece desiderava entrare nel regno dei cieli, desiderava fortemente cioè sentirsi tra coloro che Dio ama, orienta e non esclude. La gente era tutta lì, che premeva alla porta, pronta ad entrare e a conoscere l’Amore di Dio senza il filtro dei permessi rilasciati dai burocrati che, tra l’altro, Dio non aveva mai nominato. E loro, i burocrati di Dio, eran così impegnati a chiudere, che eran rimasti fuori pure loro. Pure loro esclusi da una vita illuminata dalla presenza costante di un Dio che, se lo frequenti, ti rende pienamente uomo o donna. E Gesù parlò dicendo loro: ipocriti, guide cieche, ciechi! Chiudete il regno dei cieli davanti alla gente e di fatto non entrate voi…

Mt 23, 13-22

 

Nella pietra

Mi hanno sempre chiamato Simone, ma il mio vero nome è Pietro. Ora che me l’ha detto lo so. Lui conosce la mia identità, lui sa chi sono. Prima di dirmelo mi ha fatto una domanda, l’ha fatta a tutti: voi chi dite che io sia? Ho preso fiato e ho risposto d’impeto, ma la mia non era una risposta improvvisata. Da tempo andavo pensando ciò che uscí d’un fiato quel giorno. Lui stesso me ne diede spiegazione: Dio mi aveva aiutato a capire che l’uomo Gesú era il Cristo cosmico. Rimanemmo tutti in silenzio, dando allo Spirito il tempo di incidere nella pietra dei nostri nomi i suoi: Gesù-Cristo. Da quel giorno scritti insieme, da quel giorno un unico nome, una sola identità.

Mt 16, 13-20

Inedito

Siamo di fronte ad un testo assolutamente inedito! La certezza è scientifica. Rileggiamo piano la pagina del Vangelo di oggi. Se volete, attualizziamo pure alcuni termini ma non ce ne sarà gran bisogno. Ecco, ora siamo scientificamente certi che alcune pagine di Vangelo non sono mai state lette. Forse sono state stampate, forse anche proclamate in pubblico e nelle chiese. Si può ipotizzare che siano state udite. Certamente non sono mai state ascoltate. Siamo pionieri! A noi onori e oneri delle nuove scoperte.

Mt 23, 1-12

Te stesso

Verissimo! Se non ti prendi cura di te stesso, come potrai prenderti cura degli altri? Amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma cosa vorrà dire prendersi cura di se stessi? Il Vangelo lega questo comando all’amore per Dio con tutto il cuore con tutta l’anima con tutta la mente. Se vuoi prenderti cura di te stesso non sottrarre nulla alla sua presenza e decidi tutto con lui: cuore, psiche o mente.

Mt 22, 34-40

Alla festa

Ancora una parabola e, ancora, si scatenano in noi vari sentimenti. Chi prende le parti del re che vuole a tutti i costi festeggiare il figlio. Chi quelle del poveretto che prima viene costretto ad entrare e poi buttato fuori perché non è vestito bene… Questa alternanza di sentimenti ha in noi effetto terapeutico. Come per il profumo: la nota di cuore la senti dopo ore. Cosa resta dopo esser stati pure noi coinvolti in questa parabola, in questa festa, in questi rifiuti all’invito e rimproveri di corte? Da una parte un infinito amore: la festa di nozze per il figlio del re. Dall’altra una rozza incuranza: gli invitati non volevano venire e chi poi ci viene non indossa l’abito nuziale, l’abito della gratitudine, l’abito che indossa chi si rende conto di quanto bene riceve.

Mt 22, 1-14

Un soldo

Come tutte le parabole ti cattura, ti trascina e coinvolge nella storia, ti fa parteggiare per qualcuno e, alla fine, anche tu esclami “non è giusto!” quando vedi che a ciascuno viene data la stessa paga, poco o tanto che abbia lavorato. Ma il cambio di scena è in finale, nelle parole del padrone: io posso fare delle mie cose quello che voglio e io sono buono. Non stiamo quindi parlando di paghe e contratti né di equità sindacale. Qui si parla di bontà, d’amore. E l’amore è sempre uno, come la moneta data a ciascuno. Non quantificabile amore, non divisibile. Amore sempre infinito.

Mt 20, 1-16

Ricco

Il ricco è padrone. Se non avesse nulla non si sentirebbe ricco. Ma anche chi non possiede alcun bene è padrone almeno di pensarla come gli pare, è padrone delle proprie idee. Cambiare idea, ecco l’impresa impossibile agli uomini! Impoverirsi e abbandonare la propria mentalità, i propri schemi mentali, i propri comportamenti, le proprie certezze per entrare nel regno dei cieli. In poche parole: per pensarla come Dio. E chi la pensa come Dio, chi entra nel regno dei cieli, è salvo. Salvo non tanto dall’inferno che verrà, ma da una vita d’inferno quaggiù. Vita d’inferno per te e per chi ti sta accanto. Facile? No, impossibile agli uomini. Ma a Dio tutto è possibile!

Mt 19, 23-30

Che altro?

Tutta una vita concentrata sul fare qualcosa di buono e l’elenco si allungava sempre, mentre non arrivava mai la pace interiore. Maestro, che altro devo fare di buono? E il Maestro risponde: perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno. Tu cerchi qualcosa, io ti propongo qualcuno. Non è facendo cose buone che troverai Dio, ma è seguendo Lui che farai solo cose buone. Seguimi!

Mt 19, 16-22