Non solo Pietro

Siamo abituati ai retroscena e alle indiscrezioni su tutti. Il Nuovo Testamento è invece avaro di dati personali sui protagonisti. Che ne sappiamo di cosa fece Gesù dai 12 ai 30 anni di vita? Nulla. Che dire di Giuseppe o della famiglia di Maria? Lo scopo non era raccontare storie altrui ma far avanzare la nostra. Due i dati certi sulla vita personale di Simone, il pescatore di Bethsaida, detto Pietro. Era sposato e sua moglie lo seguiva nei suoi spostamenti. Le fonti esterne al Nuovo Testamento ci dicono qualcosa in più: Pietro vide morire martire la moglie a Roma, dove vivevano con la figlia. Fermiamoci qui, è sufficiente. Ci basta per immaginarci il Maestro nella loro casetta in riva al lago, con in braccio la bimba. Ci basta per immaginare questo sposo mentre racconta a lei del Maestro, mentre col batticuore la presenta orgoglioso a lui. E poi magari la tipica domanda “come vi siete conosciuti?”. Forse negli occhi di lei un lampo di paura “me lo porti via?”. Nemmeno per sogno! Se a un papà dico seguimi, resta inteso che deciderà con la famiglia se farlo.

 

Festa dei Santi Pietro e Paolo.

Mt 8, 14; 1Cor 9,5; Clemente Alessandrino (150-215 d.C.); Eusebio di Cesarea (265-340 d.C.)

Sotto processo

Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare ma per salvare, dice Gesù. E, dato che comunque un qualcosa o un qualcuno nella tua vita la fa da padrone, tanto vale avere Lui come Signore, l’unico che non ti giudica. Ecco perché chi non crede è già giudicato, cioè vive sotto la signorìa dei giudizi, delle aspettative, dei sogni, dei sentimenti. Credere nel Figlio, credere quando annuncia il “non giudicare” di Dio, quando rivela l’amore di Dio. Ma perché è così difficile credere in un Dio buono? Come è possibile che siamo istintivamente portati a immaginarci un Dio che condanna? Del resto, se un cane scappa all’arrivo di un uomo è perché si è preso parecchie botte… Che esperienza abbiamo noi dell’amore? Che esperienza facciamo vivere agli altri? Abbiamo assaporato la dolcezza del perdono, la solidità della fedeltà, la pazienza dell’attesa? Se non troveremo un amore vero, saremo sempre portati a dubitare che possa esistere un Dio Amore.

Gv 3, 17-21

(Vangelo della Messa di rito ambrosiano)

Condizioni

A che condizioni Gesù guarisce il servo di un uomo che era venuto da Roma per render servi tutti? Nessuna condizione: verrò e lo guarirò. A che condizioni guarisce la suocera di Pietro? Forse a condizione che si faccia festa, che gli prepari qualcosa di buono… Ella si alzò e lo serviva. Gesù non porta via la divisa al militare occupante, né la moglie al suo apostolo. Gesù non porta mai via nulla a nessuno. Ha solo doni da offrire a chi chiede, a chi crede. Di’ soltanto una parola!

Mt 8, 5-17

Sacro Cuore

Venite a me, venite qui. Il mio giogo è dolce, il mio carico leggero, non sono venuto per appesantire o imbrigliare la vita di nessuno. E allora perché ti descriviamo in modo così diverso da noi? Tu così uomo! Il tuo giogo non è forse il gesto del porre il braccio sulle nostre spalle, come i bimbi all’uscita di scuola che camminano formando un tutt’uno di cartelle, braccia e merendine? Il tuo peso leggero non è che un cuore che incidi con le nostre iniziali al tuo passaggio.

Mt 11, 25-30

Consistenza

L’uomo saggio costruisce la sua casa sulla roccia, lo stolto sulla sabbia. Ovvio. Ma la sabbia non è che una roccia sbriciolata. Stando alla composizione sono identiche e con entrambe ci costruisci castelli… Tutto ti può apparire identico: le buone azioni, le devozioni, le parole, i miracoli e perfino le persone. Nel regno dei cieli però, cioè in una vita gioiosa e solida, non entra chiunque ma solo chi fa la volontà di Dio e ascolta e mette in pratica le parole di Gesù. Uno solo è il modo per non prendersi abbagli confondendo sabbia con roccia, scelte vere con incantesimi: adottare il criterio d’azione di Gesù.

Mt 7, 21-29

Frutti

Si può certo riconoscere un albero dalle foglie, ma i frutti non ti lascian dubbio. Lo stesso con gli uomini, dice Gesù, soprattutto con chi vuole profetizzare sulla tua vita e vuole dirti quale sia il tuo bene. Vengono a voi in veste, ma è dai loro frutti che li riconoscerete. Non è il ruolo che ti dai ma il frutto che produci a dire chi sei. Un albero cattivo produce frutti cattivi. Fortuna che non siamo alberi ma uomini! Non siamo destinati ad esser cattivi per sempre né possiamo contar sul rimanere buoni a vita. Ogni giorno scegliamo dove affondare le radici e di cosa nutrire chi si avvicina a noi.

Mt 7, 15-20

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Giovanni

Lo chiamerai Giovanni, aveva detto l’angelo a Zaccaria. Si chiamerà Giovanni, aveva detto Elisabetta ai parenti. Giovanni è il suo nome, aveva confermato il padre scrivendo. E si stupirono tutti.  E noi ci chiediamo: come poteva Elisabetta sapere del nome se l’angelo era stato udito solo da Zaccaria e se questi era nel frattempo ammutolito? Evidentemente questo nome era risuonato una quarta volta, tra la pareti di casa, tra le confidenze del sacerdote e sua moglie.  Forse, dopo tanti anni, si erano nuovamente incontrati, confidati, reciprocamente scelti. Pillow talk. Una coppia per essere feconda decide al plurale i passi da compiere.

Lc 1, 57-66

La trave

Con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Chi sarebbe questo qualcuno che ritorcerà contro di noi la severità con cui giudichiamo e misuriamo gli altri? Forse le nostre stesse vittime o Dio o la vita. Forse noi stessi! Il mare di pretese e pressioni che poniamo sul cuore degli altri, i livelli “alti” che imponiamo alla loro vita morale o spirituale, sono davvero dettati da un desiderio di bene e verità? E se il più delle volte non fossero che lo specchio delle rigidità e della severità che noi imponiamo a noi stessi solo per risultare bravi? Un po’ come quelli che dicevano: “dato che noi ci imponiamo una legge di digiuni e rinunce, tutti devono digiunare e maledetto sia chi non lo fa!”. Poi passa il Maestro e, infrangendo il digiuno del sabato, ti sorride e ti insegna che ognuno ha il suo personalissimo percorso con lui e di non preoccuparti di far la sua parte ma la tua. Sistema il tetto della tua casa, prima che una trave entri nel tuo occhio, il resto viene dopo.

Mt 7, 1-5

Corpus Domini

Un corpo, un corpo! Ci ha lasciato un corpo, non delle idee né dei libri né dei bei ricordi. Ci ha lasciato un corpo, come di un corpo di donna ha avuto bisogno per nascere, come di un corpo ha avuto bisogno per mostrarci il suo amore, per camminare, per ridere, per mangiare con noi. Come di un corpo ha avuto bisogno persino per morire d’amore. Ci ha lasciato un corpo! Ora è una presenza corporea di pane e di vino. Non sono da osservare ma da mangiare e bere. Mangiatene tutti, bevetene tutti! Accettate il mio gesto corporeo per voi. Un corpo che ha sempre lasciato uscire da sé tutte le energie possibili, non trattenendo nulla per sé. Un corpo che è stato ed è strumento di guarigione gioiosa di tutti quelli che lo accettano.

Dirompente

Questo Vangelo è una bomba! Cosa sarebbe il mondo se anche una sola scelta nella vita fosse fatta con questa fiducia e semplicità? Non preoccupatevi… Quante risate in più si udirebbero per strada! Quanta gratitudine vicendevole! A quanti amori e a quanti figli si rinuncia per calcolo razionale, per questioni spazio temporali o d’opportunità varie? Quanta gente è messa da parte perché non garantisce un futuro certo! Un giorno feci notare ad una donna che il suo fidanzato era ben più adulto di lei, che stesse attenta, che si preparasse ad una vedovanza giovanile… Si infuriò: “Ma che ne sai, che ne sai che non sia io ad ammalarmi domani e lui a sopravvivermi? Ma morirei nella gioia d’averlo amato!”. Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la sua vita? Cercate invece il regno di Dio e la sua giustizia, tutto il resto vi sarà dato in più. La “mentalità” di Dio abbia la meglio sulla vostra!

Mt 6, 24-34

 

Propongo un esperimento. Leggete con attenzione il Vangelo di oggi e ripetetelo con parole vostre. Alla prima occasione, ve ne uscite con espressioni di questa portata e state a veder le reazioni degli ascoltatori che, come minimo, vi daranno dell’irresponsabile. Gesù però non propone una vita “alla giornata”, ma di far regnare Dio e non i calcoli nelle nostre scelte.