Furti

Che sia il furto la madre di ogni reato? Chi uccide ruba vita, chi truffa ruba fiducia, chi calunnia ruba dignità. La tarma ruba il calore dei tuoi vestiti e la ruggine la forza del ferro. Lo sconosciuto ti soffia la donna che ami mentre il tuo capo ti toglie il posto di lavoro. Venga il tuo regno, dove non si rubano nè vita nè amore, dove l’occhio è semplice e non vede in ogni cosa una preda. Tu solo, morto tra i ladri, mai ci rubi la pace.

Mt 6, 19-23

Padre nostro

Padre e Madre dei cieli, origine di ogni vita! Dacci la forza di passare dal regno degli umani al tuo. Venga il tuo regno! Dacci la forza di abbandonare la violenza che vive in ogni nostra idea di vittoria e di ragione e in ogni nostra legge. Sia fatta la tua volontà! Dacci la forza di non firmare tutto ciò che esce da noi, di non reclamare la paternità di nulla. Non il nostro ma il tuo nome sia santificato! Pane e perdono vengono da te, non da noi. Per questo siano per tutti e non solo per alcuni. Pane e misericordia per tutti o per nessuno: se non perdonerete agli altri neppure Dio perdonerà. Non abbandonarci quando siamo brutti e tentati, non vergognarti di noi quando siamo diversi da come ci hai sognato. Ma il solo dirtelo è tentazione: Tu sei con noi comunque.

Mt 6, 7-15

Chi vede?

Appena salita in tram si siede, si infila gli auricolari e si incolla allo schermo del telefono. Solita scena, segno dell’isolamento dei giorni che viviamo. E se quella ragazza si fosse connessa alla app di radio vaticana e stesse ascoltando l’omelia di Papa Francesco? Se stesse leggendo il Vangelo di oggi? Come quel collega sempre in ordine, che però porta sempre le stesse scarpe ai piedi e non esce più di una sera a settimana. Tirchieria? Poi noti sulla scrivania la foto di un bimbo straniero e scopri che lo ha adottato a distanza. Chi l’avrebbe mai detto! La preghiera, l’elemosina e i digiuni, se sono autentici, non si notano e restano nel segreto. Solo il Padre vede nel segreto.

Mt 6, 1-6. 16-18

Su tutti

Il Padre fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Il calore, la luce e la freschezza della vita sono dati a tutti, perché tutti ne hanno bisogno. Non ti curo, non ti ascolto, non ti aiuto, non ti amo perché te lo meriti, ma perché ne hai bisogno. Non il merito ma il bisogno: ecco il criterio di Dio.

Mt 5, 43-48

Inteso?

Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente… No, non abbiamo inteso affatto! Siamo pronti a sparare a chi scavalca una recinzione, a processare e incarcerare chi è privo di visto d’ingresso. Per uno sgarbo teniamo il muso per anni e se non ci fai subito un miracoletto diventiamo atei. Magari fossimo all’occhio per occhio! Il più delle volte siamo a “testa per occhio”. Il Vangelo è un cammino e oggi, davanti alle tue parole, ci accorgiamo che la strada è ancora lunga! Portaci almeno alle soglie della Bibbia, portaci almeno all’occhio per occhio.

Mt 5, 38-42

Trinità

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Cercavo un’immagine della SS.Trinità e mi sono imbattuto in questo affresco. Non vi è traccia di Trinità… Del resto è come la vita: tu cerchi Dio, ma non vedi altro che un’umanità sofferente. Gesù in croce, morto. Nessuna traccia di Padre e Spirito.

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“Dov’è Dio?” pare chiederti questa madre, che ti guarda perplessa, con la sua veste rossa d’amore ormai ricoperta da un manto marrone come la terra che coprirà suo figlio. Che dire a questa donna? Dov’è la Trinità?

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“Perché? Perché?” grida la ragazza bionda che abbraccia il legno della croce. E’ disperata, ti dà le spalle, nemmeno ti vede, fissa i piedi distrutti di colui che ama. Dov’è la Trinità d’Amore?

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L’apostolo è in piedi ma pare morto: il vestito color verde marcio, simbolo di morte, il volto e le mani grige. A confronto Gesù in croce pare vivo! Eppure questo giovane dai capelli d’oro, ucciso dal dolore, è ricoperto dal manto rosso dell’Amore divino: ora tocca a lui rivestirsi della veste di Cristo e continuare. Fissa la ragazza disperata: cosa le dirò? Come ripartire?

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Sulla croce Gesù è martoriato ma pare sorridere. Si dice che Gesù spirò, ma giustamente il nostro affresco lo mostra coi polmoni pieni. Così si muore in croce, soffocati perché non si riesce ad emettere aria. Giovanni dice che Gesù emise lo Spirito. Non l’aria, che trattenne, ma lo Spirito che donò. Dal suo fianco uscì acqua e Giovanni ne fu colpito: anche da morto il Maestro ci battezza, ci dona lo Spirito. Nell’affresco allora lo Spirito c’è! E dove sarà il Padre, se non c’è che buio e nero ad avvolgere la croce? Dio mio, perché mi ha abbandonato? dirà Gesù morente, ripetendo le parole del salmo. Gesù, mostraci il Padre e ci basta, aveva chiesto Filippo la sera prima. Mostraci il Padre, questo Padre di cui sempre parli e che mai nessuno ha visto. Filippo, chi vede me vede il Padre. Io sono nel Padre e il Padre è in me. Trinità, invisibilmente presente in ogni croce.

 

 

Festa della Santissima Trinità, affresco di Michelino da Besozzo, XV sec, Eremo San Salvatore – Erba

Non te lo giuro

Udendo queste parole, Giacomo rimase sconvolto tanto che la sua lettera le riporta identiche. Gesù abbatteva un altro pilastro religioso per far spazio alla semplicità della fede: non giurate né per il cielo, né per la terra e non fate alcun altro giuramento. Giuramenti, voti, promesse… come se foste in grado di avere il controllo della situazione, voi che non avete il potere di render bianco o nero un solo capello del vostro capo. Come se foste così sicuri di farcela da poter invocare Dio a eventuale castigatore. Umiliare l’amore di Dio riducendolo a una maledizione in caso di spergiuro. Che presunzione! Per poi magari giungere a invertir le parti, a vincolare Dio a voi: “ho fatto voto di far questo se Dio mi dona quello…”. Quanto davan fastidio queste cose a Gesù! Il vostro parlare sia sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Gc 5, 12; Mt 5, 33-37

In spiaggia

Anni ’70. Al giovane salesiano era stato affidato un gruppo di seminaristi per le vacanze al mare. Bianchi come fantasmi e un po’ a disagio, andavano aiutati. Fece loro notare la quantità di bellezza di cui erano circondati: sole, stelle, vento, sabbia, luce, onde…elencarono di tutto. “Ora scenderemo in spiaggia a vedere la cosa in assoluto più bella che Dio ha creato”. Curiosi lo seguirono al mare dove continuò: “Ecco, guardate e vedrete tantissimi corpi pressoché nudi: uomini, donne, ragazze… Ecco, guardateli così, sono opera di Dio!”. Questo giovane prete, ora anziano vescovo ai confini del mondo, quel mattino insegnò ai suoi ragazzi a non adulterare la bellezza. Adulterare: “corrompere, snaturare, aggiungere o togliere qualcosa a un prodotto, a un alimento, a un discorso”.  Non commettere adulterio nel tuo cuore.

Mt 5, 27-32

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Regni

Chi di noi non ha avuto tra le mani, da piccolo, un libro sul regno degli animali? Chi non si è fatto incantare dalle 350mila specie del regno vegetale? Chi non ha raccolto qualche roccia chiedendo ad un adulto di svelargli i segreti del regno dei minerali? Abbiamo anche sentito parlare del regno di Dio, detto anche regno dei cieli. Il Vangelo dice che nel regno dei cieli non solo non si uccide, ma nemmeno ci si arrabbia o si dà dello stupido o del pazzo agli altri. Nel regno dei cieli i disaccordi non si risolvono a colpi di denunce e sentenze, ma con l’accordo spontaneo delle parti. Anzi, è la parte lesa che corre per prima a cercare una riconciliazione con il fratello che ha qualcosa contro di lei. Questa è la giustizia del regno dei cieli. Sotto questo livello vi è la giustizia del regno degli uomini, molto complessa, fatta di leggi, denunce, indagini, ricorsi, processi, sentenze, condanne, risarcimenti, gabbie, catene, pene, appelli, rancori, attese… Tutte cose necessarie, ma se la vostra giustizia non supererà tutto ciò, non entrerete nel regno dei cieli. Rimarrete in quello degli umani.

Mt 5, 20-26

E’ qui

E’ qui e non altrove. In questi gesti e non in altri. E’ nel guarire i malati, risvegliare quelli che si sono lasciati morire, mondare i corrotti dalle varie lebbre, scacciare i dèmoni che turbano la serenità. E’ nel dare gratuitamente poiché gratuitamente si è ricevuto, è nel non procurarsi oro, argento, cose, denari ma è nel confidare che qualcuno riconoscerà i vostri bisogni e i vostri diritti. In questo e non in altro, in questo consiste il regnare di Dio. Strada facendo, predicate che il Regno di Dio è qui.

Mt 10, 7-13