Non si riesce a uscire dal Vangelo di ieri, con quella notizia che si diffuse in tutta la regione. La notizia del miracolo, certo. Forse anche la notizia dei protagonisti. Chi l’avrebbe mai detto che questo capo della sinagoga nutrisse un debole per Gesù? Non si era mai esposto per prudenza, forse per timore di perdere la carica o la stima della gente. Poi d’un tratto te lo ritrovi in casa di un pubblicano, prostrato dinanzi a Gesù, a supplicarlo di far rivivere la figlia appena morta. Certo che la gente, quando ha bisogno, è capace di tutto! Questo si teneva stretto il titolo di capo ma segretamente si beava delle parole liberanti e nuove del Maestro. Poi, davanti alla figlia morta, scatta, capisce, sceglie da che parte stare. Tutto all’improvviso gli appare chiaro: Gesù è la Via. Ma… non è un po’ tardi? E’ prima che si deve mostrare fede e coerenza! Non dopo le disgrazie… In Gesù però nessuna traccia di questi ragionamenti. A lui interessa che questo uomo sia giunto a destinazione. Non giudica la preghiera, non una parola: si alzò e lo seguì.
Mt 9, 18-26
