Sacrifici?

Misericordia voglio, non sacrifici. Anche noi! Anche noi vogliamo abbandonare una religiosità fatta di mortificazioni, rinunce e sacrifici per il buon Dio. Anche noi vogliamo una fede piena, adulta, basata sull’amore! Per questo non ci limitiamo a sacrificare 45 minuti la settimana per una Messa, lasciando il resto delle energie per i nostri affari. Per questo crediamo all’amore ogni istante! La misericordia è più bella dei sacrifici, ma molto più scomoda. Ti impegna “h 24”, ti costringe a domandarti di continuo se stai amando o no, ti chiede un dialogo costante con Gesù e con te stesso. Stanne certo: se segui la misericordia, non mancheranno momenti in cui avrai gran nostalgia dei sacrifici! Una volta offerto il tuo sacrificio, te ne torni a casa tranquillo. La misericordia invece resta sempre con te.

Mt 12, 1-8

Ristoro

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Va bene, grazie! Ma cosa sarà mai questo ristoro? Una sosta al rifugio di montagna? Il tè della nonna quando si è malati? Lasciarsi aggiogare da Gesù, avere l’umiltà di lasciarsi mettere il suo braccio sulle spalle e farsi condurre. Troverete riposo per le vostre anime, letteralmente “per la vostra psiche”. Il mio giogo infatti giova, il mio peso non pesa. Non puoi pensare di essere felice e fare scelte che non opprimano e non pesino, se continui a scegliere per conto tuo, ascoltando solo ciò che provi. Segui la tua coscienza, ma la coscienza è molto più di ciò che “senti”. Segui la tua coscienza, ma se è aggiogata, abbracciata, alla coscienza di Gesù. Altrimenti? Altrimenti tu per un poco sarai anche spensierato e gaio, ma dietro di te lascerai una fila di morti e feriti dal tuo egocentrismo.

Mt 11, 28-30

Piccoli

Padre, così ti piace. Ti piace che ci affidiamo a te in tutto, come un bambino che vive ogni fase della sua vita rivolto a te, confidando in te e nelle tue promesse. Quelli così sono la tua consolazione! E pensare che, mentre ti supplicano e ti pregano, magari si sentono pure noiosi… Ma è solo la nostra assoluta fiducia in te che scatena la tua forza d’intervento. E’ solo se ci mostriamo a te nei nostri bisogni così umani, così terreni, che tu ti puoi manifestare a noi nel tuo amore divino. Allora anche noi ogni giorno potremo gridare con Gesù, Dio-uomo bisognoso, tutto mi è stato dato dal Padre mio!

Mt 11, 25-27

Non ad altri

Anche lui quel giorno ebbe la sensazione che fosse stato tutto inutile e lottò con lo sconforto d’aver faticato per nulla, d’aver seminato amore e di ricevere in cambio poco più che un sorriso di circostanza. Se altri avessero ricevuto i prodigi che sono stati fatti in mezzo a te…! Invece a noi, a noi e non ad altri è stato dato tanto e ne siamo responsabili. Quanto bene ricevuto, quanti insegnamenti, cure, attenzioni, affetto. Quante persone belle poste sulla nostra strada! Siamo una terra coltivata con cura, dissodata, concimata, curata in ogni particolare. Siamo una vigna amatissima. Allora perché, perché l’amore che produciamo è così selvatico, così banale? Perché i frutti della nostra vita umiliano Gesù anziché renderlo orgoglioso di aver speso energie per noi?

Mt 11, 20-24

Classifica

E no, non vogliamo proprio perdere per strada interi pezzi di vita! Ce la vogliamo tenere per noi questa vita, queste persone che amiamo e che ci amano. Eppure Gesù ci avvisa che il modo migliore per perder tutti è fare una classifica: prima amo i miei, poi amo Gesù. Prima mi assicuro qualcosa di concreto e possibile, poi penserò alle cose spirituali e belle. Lui però non è venuto a portarci via nessuno e chiede accoglienza. Se vivremo davanti a lui ogni relazione, ogni amore e ogni legame, tutto troverà il suo giusto posto.

Mt 10, 34 – 11,1

Uscì

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare, si radunò tanta folla e parlò loro di molte cose e disse: “Il seminatore uscì a seminare”. Gesù e il seminatore escono di casa insieme. Uno va a seminare, l’altro a parlare alla gente. E’ così che il Maestro coltivava la crescita delle persone: parlando, raccontando storie con “effetto parabola” cioè così coinvolgenti che ti educano senza che tu te ne accorga. E te ne vai a casa diverso. Quel terreno sei tu: lascia che lui lo coltivi.

Mt 13, 1-23

Temete

Ciò che vi dico nelle tenebre delle vostre notti di preghiera, nel segreto del vostro cuore, ciò che udite all’orecchio quando dialogate con me faccia a faccia, ditelo nella luce, annunciatelo dalle terrazze. Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo o la vostra reputazione, non abbiate paura di non essere capiti. Temete piuttosto di non capire voi, temete piuttosto di essere incoerenti e doppi, temete scelte di ripiego e compromesso, temete piuttosto di gettare nella Geenna il corpo e l’anima, il senso della vostra vita, l’amore che vi ho donato.

Mt 10, 24-33

Cento volte

Chiunque avrà lasciato, riceverà. Gesù non è infatti venuto a rovinarci gli affetti o a chiederci di viverli come un impedimento, quasi che amare genitori, figli, lavoro o donna o uomo, possa essere una diminuzione di fedeltà a lui. Non è venuto a farci lasciare le persone che amiamo chiedendoci un’insopportabile gelosa esclusiva. Se mettiamo Gesù prima di tutto, scopriremo che tutti i nostri affetti sono suo dono. Allora il cuore si allargherà e cento volte tanto, cento volte più intensamente ameremo i nostri e lui. E ogni giorno e per tutta la vita eterna lo ringrazieremo di averci circondato di persone da amare e che ci amano con lui e in lui. Gesù prima di tutto e tutto dinanzi a Gesù.

Mt 19, 27-29

E’ qui

E’ quando una persona manca alla tua presenza che ti accorgi quanto spazio occupa in te, quanto forte è l’amore. Forse prima non lo sapevi o lo davi per scontato e solo la sua assenza ti rende consapevole del dono. Il regno dei cieli è qui! Devi solo rendertene conto. L’amore ci circonda e ci attende.

Mt 10, 7-15

Rete

I nomi dei dodici apostoli sono… E troviamo tra loro due coppie di fratelli, tutti pescatori. Uomini che ad ogni alba potevano rientrare a mani vuote, per lunga che fosse la loro esperienza. I pesci arrivano se e quando vogliono, portati da chissà quali correnti incontrollabili. Un campo lo concimi, il gregge lo allevi, ma il pescatore tra le mani ha solo una rete. Strumento fortissimo. Forte poiché elastico. Ecco la forza dell’apostolo del regno dei cieli: l’elasticità. E i pescatori gettano la rete e non sanno cosa succeda laggiù, devono lasciar fare. Lo Spirito agisce nel profondo dei cuori. A te crederlo, lasciarlo fare, raccogliere con elasticità chi sale nella tua barca.

Mt 10, 1-7