Siamo così convinti che Dio stia lassù e noi quaggiù, ce l’han detto così tante volte e lo ripetiamo a così tanta gente che Dio ha creato il mondo e poi lo sta a guardare dal cielo, che ci sarebbe da domandarsi a che religione apparteniamo. Perché poi, oltre ad ascoltarla e a ripeterla, noi viviamo come se questa notizia fosse vera. Ecco perché, alla fin fine, tante volte Dio ci fa venire il nervoso e, sul più bello di una difficoltà, di un lutto o una sofferenza gratuita, ce ne usciamo con espressioni del tipo “Dio non vede, non sente, non ha tempo per me, che si dia da fare, che guardi un po’ giù…!”. A ben pensarci infatti, che ce ne facciamo di un Dio così? Cambia forse le nostre giornate? Poi ci si imbatte in questi sette versetti e qualcosa sì che cambia. Gesù nemmeno parla, piuttosto elenca tutti i verbi che conosce per tentar di farci passare dal credere che Dio “c’è” a credere che Dio “è in, è con”. Il Paraclito dimora presso di voi; in voi in eterno; non vi lascio; sarà in voi; vengo da voi; io sono nel Padre, voi in me e io in voi; sarete amati; mi manifesterò; mi vedete. Dio vive dentro ciò che ha creato. Anzi vive dentro ciò che sta creando ora. Perché la creazione è al presente, è ora, è qui. E’ nel calore del tuo corpo e di quello di chi ti sta accanto. E’ nei fiori, nelle rocce, nelle onde, nel cane buffo che abbaia alle auto, nell’intelligenza e nelle idee di bene. Dio Spirito creatore, Dio Figlio risorto, Dio Padre origine d’amore, è all’opera in ogni sua creatura. Puoi decider se aiutarlo a creare o se rallentare la sua creazione. Dipende tutto da ciò che decidi in ogni istante: se ami o se preferisci dormirci sopra.
Gv 14, 15-21