Anche voi

Dunque esistono cose sante e poi esistono i cani. E i cani non sono santi. Né lo sono i gatti né altri animaletti simpatici sui quali, a volte, riversiamo tanto di quell’amore e tante di quelle attenzioni, che la metà basterebbe a sfamare molti e a fare la pace con tutti. Stretta è la porta che ci fa entrare in una relazione umana. Pochi sono quelli che la trovano, meno ancora quelli che la cercano. Raramente infatti gli uomini e le donne sanno comprenderci l’anima, apprezzando le perle di vita che vi custodiamo. Spesso ci deludono non facendo per noi quello che vorremmo. Ma questa è la via angusta che conduce alla vita: fare agli altri quello che vorresti che facessero a te.

Mt 7,6.12-14   Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Consigli

Non giudicate per non essere giudicati. Da chi? Il primo interprete del testo biblico è la Bibbia stessa. Per questo osiamo dire che Dio Padre non è un giudice ma un amore che perdona. Gesù quindi si starebbe riferendo al giudizio umano, dandoci consigli per vivere nella pace con gli altri. Sono loro, gli altri, i nostri primi imputati e i nostri più temuti giudici. È davanti ai nostri fratelli che abbiamo paura di perdere la faccia e ciò accadrà nella misura in cui mettiamo in cattiva luce la loro. Le nostre incoerenze sono tanto evidenti – ci avvisa Gesù – da renderci addirittura ridicoli. Attenzione dunque a dispensar giudizi e facili consigli. Rischieremmo, come diceva sempre un anziano sacrista, di “insegnare al Papa a dir Messa”. O, più volgarmente, di fare come il bue che dice all’asino cornuto.

Mt 7,1-5 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Corpus Domini

In quasi tutte le religioni troviamo elenchi di alimenti vietati. Nel mondo occidentale, che ormai di religione non ne ha più, sono in aumento le persone che per i più disparati motivi, si astengono da alcuni alimenti. Resta Gesù a dire mangiatene tutti. Resta il cristianesimo la religione del nutrimento. Nutrimento dell’anima e del corpo, proprio e altrui. Se il corpo senza cibo resiste ben poco e te ne accorgi, la denutrizione dell’anima non la noti subito. Ti sembra che fare o meno la Comunione, cambi ben poco. E piano piano la luce va calando.

1Cor 11,23-26  Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Oggi

Non preoccupatevi, semmai occupatevi. Non vivete una vita sincopata, fuori tempo, anticipando il domani ad oggi. State nel presente, nell’adesso. Non preoccupatevi dunque del domani, occupatevi dell’oggi. La vostra pena, la vostra fatica, sia aderire adesso al regno di Dio e alla sua giustizia. Cioè ragionare e agire come il vangelo insegna.

Mt 6,24-34  Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena»

Cosa desideri

Mt 6,22-23 Gesù disse ai suoi discepoli:
«La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

Ciò che guida la tue azioni, sono i desideri. Perciò, se hai desideri buoni, tutte le tue azioni saranno luminose; ma se i tuoi desideri sono sbagliati, anche tutto il tuo agire lo sarà. Se quindi sei interiormente guidato da ciò che è sbagliato, quanto male farai!

Padre nostro

Dio del cosmo e nostro padre, vorremmo che tutti ti chiamassero così. Vogliamo che regni tra noi la tua mentalità e che facciamo ciò che tu vuoi, così che cielo e terra siano una cosa sola. Da te ci verrà ciò di cui abbiamo bisogno oggi. Consapevoli d’esser perdonati da te, ci perdoneremo tra noi. Non lasciarci troppo a lungo sfidare dal male che ci inganna, e vieni presto a liberarci.

Mt 6,7-15 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

La base

Elemosina, preghiera, digiuno: i tre punti base della religiosità giudeo-cristiana e, probabilmente, di ogni corrente religiosa. Potremmo definirla la santissima trinità della pratica, cioè della morale. Infatti o stanno insieme, o non stanno. Se si prega davvero, non solo per farsi vedere, lo Spirito suggerirà il volto di chi necessita il nostro aiuto. Ecco allora che, usciti dalla preghiera, si correrà a fare elemosina, senza aspettarsi lodi dalla gente. E accadrà che, frequentando i bisognosi, il digiunare, ovvero il distacco da cibi e cose, assumerà senso nella misura in cui la nostra elemosina avrà nutrito il prossimo. Insomma: tutto ha senso solo se è in connessione con Dio Amore e se serve ad unirsi a lui.

Mt 6,1-6;16-18 Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Ancora

Continuano i ma io vi dico, dove quel ma – ricordiamolo – non è in opposizione alla regola, ma per una sua applicazione più ampia. Gesù diceva infatti: non sono venuto ad abolire la legge ma a darle compimento. Interrogato dal dottore della legge su quale fosse il comandamento più grande, Gesù citò proprio questa regola: Ama il prossimo e odia il nemico. Ovviamente non è un obbligo di odiare, ma di limitarsi ad odiare solo i nemici e non il prossimo. Spesso invece ci inimichiamo proprio chi ci si approssima, chi ci è vicino, fosse vicino di casa, di parentela o di confine. Questa santa regola biblica, che Gesù oggi ci invita a espandere, è constantemente violata da noi. Non siamo nemmeno nell’Antico Testamento! Certo, se dovessimo trovare la forza di pregare per il nemico e amarlo, allora con un balzo entreremmo diretti nel Vangelo.

Mt 5,43-48 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

https://lalocandadellaparola.com/bdbf-onlus/

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Io vi dico

Lo confesso, un po’ temo di irritare chi mi legge. Credetemi: il primo a restar perplesso davanti a queste parole del Maestro sono io. Ma sta scritto e non possiamo ignorarlo: Io vi dico di non opporvi al malvagio. Non ha detto di non attaccare per primi bensì solo per difesa. Questo lo dice la nostra Costituzione, e sarebbe già bello seguirla. Gesù di Nazareth va oltre questa legge. Non opponetevi al malvagio. A chi ti prende la tunica, lascia anche il mantello. Gesù, noi ti seguiamo e ce la mettiamo tutta. Ma a volte non riusciamo a tenere il tuo passo. Restiamo indietro. Siamo in guerra da febbraio e finora, per aiutare l’Ucraina ad opporsi, pare che gli USA abbiano speso ottocento milioni di dollari alla settimana. Che si scrive così: $800.000.000/settimana. Ognuno ora avii un dibattito. Con se stesso.

Mt 5,38-42 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

https://it.insideover.com/difesa/quanto-ha-speso-loccidente-per-sostenere-lucraina.html

https://quifinanza.it/editoriali/video/quanto-stiamo-spendendo-per-la-guerra-in-ucraina-cifra-record/643426/

Trinità

Uno dei più grandi misteri, quello della Trinità. Essendo mistero, mai si comprenderà appieno. E tanto meglio così, di modo che ogni volta ci dice cose nuove. Gesù parlò così di Dio, disse che lui, il Padre e lo Spirito sono uno. Non tanto uno e non tre, ma uno perché uniti al punto da essere uno dell’altro, uno nell’altro. Lo Spirito non parlerà da sé, ma dirà quello che è mio. E mio è ciò che è del Padre. Eppure Gesù pregava Dio. E aveva ricevuto lo Spirito al Giordano.

Gv 16,12-15 Disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».