Guidati

Un vangelo che ci prepara alla festa di domani, la Ss Trinità. Dice Gesù: strada facendo. Perché siete sempre in cammino, avete una meta, non girovagate. Lo Spirito vi guida. Strada facendo, guarite i malati. Occupatevi degli altri, dei vostri fratelli. Siete tutti figli di Dio, discepoli del Figlio, l’uomo-Dio Gesù. Non procuratevi oro, avrete il vostro nutrimento da Dio che è provvidente come un padre e una madre.

Mt 10,7-13 Disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Il prossimo 20 luglio partirò per Timor Est, dopo due anni di assenza. Ricordo che al mio primo viaggio, nel 2016, feci un solo scalo: Milano – Singapore – Dili. Questa volta starò in ballo tre giorni: Milano – Doha – Singapore – Darwin – Dili. Il mondo dei poveri si allontana. Interessano sempre meno ed è sempre più difficile raggiungerli. Visiterò alcune delle persone e delle comunità che, grazie a voi, abbiamo assistito in questi anni. Naturalmente viaggerò a mie spese, ma i vostri aiuti economici sono graditissimi e necessari per aiutare loro. Come qui, anche laggiù la vita è sempre più cara. Vi racconterò in prima persona perché, come sempre, questa Locanda non chiude mai.   https://lalocandadellaparola.com/bdbf-onlus/

Ovunque

Ovunque puoi essere, Gesù. Forse cammini, risorto, in giro per il mondo. Non visto. Cercate il mio volto, ci dici, cercate ovunque, in chiunque. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, non abbassate la guardia. Potrei essere lì, dietro l’angolo, sorridente nel vedervi all’opera a sollevare chi è stanco. Cercatemi, cercatemi ovunque, fino ai confini del mondo.

Il prossimo 20 luglio partirò per Timor Est, dopo due anni di assenza. Ricordo che al mio primo viaggio, nel 2016, feci un solo scalo: Milano – Singapore – Dili. Questa volta starò in ballo tre giorni: Milano – Doha – Singapore – Darwin – Dili. Il mondo dei poveri si allontana. Interessano sempre meno ed è sempre più difficile raggiungerli. Visiterò alcune delle persone e delle comunità che, grazie a voi, abbiamo assistito in questi anni. Naturalmente viaggerò a mie spese, ma i vostri aiuti economici sono graditissimi e necessari per aiutare loro. Come qui, anche laggiù la vita è sempre più cara. Vi racconterò in prima persona perché, come sempre, questa Locanda non chiude mai. https://lalocandadellaparola.com/bdbf-onlus/

Dal salmo 26 Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!». Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

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Oltre la legge

Lo dicevamo ieri: viene il tempo, se si cammina davvero, di spingersi oltre i confini della legge religiosa, non certo per ridurla o cancellarla ma per espanderla, superando così una giustizia formale. Allora, dice Gesù, il non uccidere diviene non adirarti, ben più difficile da rispettare perché ben più facile da commettere. Ogni volta dunque che ci si avventura oltre il confine della regola e ci si prende la responsabilità di seguire da soli la propria coscienza, ciò deve essere per un bene più grande, non per un impegno minore.

PS Un paio di esempi speriamo efficaci. 1. Il sacerdote promette di pregare con i salmi recitando ogni giorno la liturgia delle ore dal breviario. Supponiamo che, dopo 30 anni, un sacerdote avverta nella propria coscienza che la sua preghiera è divenuta pura formalità legale, senza più alcuna efficacia. Potrebbe costui decidere di interrompere per un periodo questa pratica? Tecnicamente no, perché ha promesso e per lui è regola. Se però si assumerà questa responsabilità, lo dovrà farà in vista di un bene maggiore, cioè di una maggiore preghiera. Non lo vedrete più dunque in cortile a leggiucchiare i salmi dal breviario, giusto per adempiere al dovere, ma di certo starà un’ora in preghiera silenziosa, magari su una sola parola di un solo salmo. Se invece non facesse né questo né quello, sarebbe semplicemente mancante per aver abolito legge e profeti (come diceva il vangelo di ieri) senza superare la giustizia della regola religiosa.

2. Una donna rispetta scrupolosamente da sempre il magro del venerdì. Giunta a sessant’anni d’età, percepisce che questa legge è divenuta per lei vuota e sterile, pura abitudine. Può infrangerla? Sì, ma per un bene maggiore. Il venerdì la vedrete mangiare di tutto, ma verrete a sapere che offre un pasto a chi digiunerebbe a causa della povertà.

Mt 5,10-26 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Maturando

“Per fare un tavolo ci vuole un fiore”, conclude la canzone da cui tutti abbiamo imparato il mistero della nascita e della concatenazione delle cose. “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” enuncia Lavoisier. Non sono venuto ad abolire legge e profeti, dice Gesù, ma a darne pieno compimento. Il messaggio del vangelo è il frutto maturo della moltitudine dei precetti religiosi ebraici. Non è ‘nonostante’ la Legge biblica che esiste il vangelo, ma semmai grazie ad essa. Gesù stesso è ebreo, frutto e figlio del popolo della Legge. Del resto, anche nella vita di ciascuno accade questo. A periodi di tempo o di pensiero in cui il bisogno di appoggiarsi a leggi e prescrizioni religiose è forte, succedono poi visioni più ampie e mature, capaci di andare oltre le leggi, verso l’unica legge dell’amore cosmico misericordioso.

Mt 5,17-19 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Voi siete

Chissà perché questo siete lo leggiamo sempre ‘siate’. Forse perché una raccomandazione è meno impegnativa di una constatazione. Gesù invece lo dice chiaramente: tu sei il sapore del mondo. Se non hai sapore tu, che segui il vangelo, chi mai lo potrebbe avere? Tu sei la luce dell’umanità. Non lamentarti dunque se fuori è tutto buio: finché starai nascosto, non ci sarà il sole. È ora di dare, è ora di essere, di fare il bene e risplendere. Il mondo non ha il vangelo, come potrebbe dunque avere più sapore e luce di te? Trova in te stesso il sapore della vita, nel tuo cuore, dove arde il fuoco dello Spirito.

Mt 5,13-16 Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+5%2C13-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_TILC=2&VersettoOn=1

Come tuo figlio

Forse non lo dava a vedere, forse non ci facciamo caso noi. Gesù era preoccupato per i suoi. Aveva fatto di tutto per loro, ci teneva tantissimo alla loro vita. Gli ci volle una grande fede nello Spirito per lasciarli, per credere che ce l’avrebbero fatta senza di lui. Sulla croce soffrì anche per questo. Donna, ecco tuo figlio!, disse morendo a sua madre Maria. Il suo sguardo lo rasserenò. Era lo sguardo di una madre che sente suoi i figli del figlio. Era lo sguardo che abbiamo noi, ogni volta che trattiamo gli amici del nostro prossimo come fossero i nostri stessi amici e non lo lasciamo da solo a lottare per loro.

Gv 19,25-27 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+19%2C25-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Pentecoste

Ne sentiamo ancora il bisogno? Dopo due anni in cui tutti hanno insegnato ai medici il da farsi, ora ci troviamo circondati da geopolitici ed analisti. Quale sarà la prossima laurea che ci ritroveremo in tasca? Per chi sentisse ancora il bisogno di crescere ed imparare, per chi non fosse così sicuro di sé da insegnare agli altri il loro mestiere, per chi credesse ancora nella Trinità, ecco una bella notizia: oggi è Pentecoste! Sempre è Pentecoste per chi vuole che lo Spirito scenda e rimanga e guidi parole e scelte. Vieni Spirito creatore, vieni e abita in noi!

Atti 2,1-11 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+2%2C1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Pronti per Pentecoste

Così termina il vangelo di Giovanni, con queste parole molto emozionanti in riva al mare di Tiberiade. Il mondo intero non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere, se fossero scritte una per una le molte cose che Gesù fece dopo la sua resurrezione. E un po’ ci dispiace, perché l’avremmo trovato volentieri un posticino per qualche libro in più, che ci dicesse ancora e ancora di lui risorto. Ma forse non è vero, perché nemmeno abbiamo mai letto per intero un vangelo (Marco, il più breve, lo si legge tutto in tre quarti d’ora). Il vangelo dunque finisce, ma in verità tutto inizia: tu, il vangelo e lo Spirito. Buona strada, buona Pentecoste!

Gv 21, 20-25 (camminando col risorto) Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere. http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+21%2C20-25&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Vestito a festa

Mi ami tu?, chiede tre volte il risorto a Pietro. Domanda misteriosa. La resurrezione dunque non cancella ma semmai aumenta la sete d’amore? L’uomo risorto, l’uomo pienamente maturato, necessita amore. Mi ami tu? Un bisogno dunque che non viene dalla mortalità e dalla debolezza ma, al contrario, dalla resurrezione e dalla divinità. Anche la più piccola creatura cerca di rispondere alla domanda, cerca di dire il suo sì, tu sai che ti voglio bene. Come questo fringuello maschio, che ho sorpreso indaffarato a portare cibo a moglie e figli, vestito a festa da Dio Amore.

Gv 21,15-19 Gesù risorto disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+21%2C15-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Unità

Che siano una cosa sola, una casa sola. Ognuno con la sua porta, il suo colore e la sua forma. Ma così vicini da essere una cosa sola. L’unità secondo Gesù non è certo l’uniformità di un regime. Certo, è più difficile essere uniti mantenendo ognuno la propria identità, il proprio dono unico. La tentazione di sentirsi uniti solo perché si recitano le stesse identiche preghiere è sempre in agguato. Ma, nel dubbio, basta osservare il vangelo. Sono uno o quattro? Vangelo o vangeli? Unità perfetta senza perdita d’identità. Così noi.

Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+17%2C20-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1