Prima ancora

Mi sembrava facile, almeno da spiegare. Mi pareva invece difficile farglielo capire. È facile cioè dare la definizione di preghiera. Arduo è convincer Dio che ciò che chiediamo ci serve davvero. Forse a forza di parole si sveglierà e ci presterà un po’ d’attenzione. “Come dicevi, scusa? – ci dirà indaffarato – Ah sì, ricordo… Farò il possibile” e ci accompagnerà alla porta. Se però fosse il contrario? Se lui sapesse quali cose abbiamo bisogno ancora prima che gliele chiediamo? Ma allora a che servirebbe pregare? Forse a chiarirci le idee. Solo pregando infatti si calmano i pensieri e dal caos emergono i profondi desideri. Quelli che Dio già conosceva e che a noi erano ancora nascosti.

Mt 6,7-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+6%2C7-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In foto: Pavia, San Michele, cripta

Sorridendo

Quando me lo spiegarono quasi non ci credevo. Non mi rimase che provare. Discendendo un fiume in canoa, sembra inutile remare nel verso della corrente. Eppure è l’unico modo per dominarla e non girare su se stessi come tronchi alla deriva. Vale anche in terraferma. Elemosine, preghiere, digiuni: più forti sono le difficoltà, più forte bisogna procedere e, profumandosi il capo, sorridere e cantare.

Mt 6 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=Mt%206,1-6.16-18

In-tascare

Ma no! Non si tratta di tariffe né di offerte obbligatorie. Non vogliamo più sentirne di quote di iscrizione al catechismo o ai sacramenti, come se avessero un prezzo… Qui si tratta di ben altro. Si tratta di mettere alla prova la sincerità dell’amore con la premura verso gli altri. Si tratta di dare secondo i nostri mezzi e anche oltre, spontaneamente. Si tratta, per farla breve, di non essere tirchioni e preparare sempre qualche soldo (sì, soldi, non temiamo di dirlo) da lasciare a chi lavora per il vangelo e per la gente. Come una madre che non lascia uscire il figlio senza in tasca una moneta, costoro non se ne vadano da noi ripagati solo da tanti bei sorrisi.

2Cor 8,1-9 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=2Cor+8%2C1-9&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Pensaci

Non li sopportiamo, hanno fatto il loro tempo e non è certo il nostro: i dogmi non ci dicono più nulla. Non sopportiamo più nemmeno loro, quelli che ci chiedono qualcosa. Se ci parlano è come se tacessero: non li sentiamo proprio. Come mai? Forse perché, sin da piccoli, siamo stati catechizzati per bene: anche se lo nega, ogni epoca ha i suoi dogmi e il nostro è “non dare mai nulla a nessuno”. Quello del vangelo è l’opposto: dà a chi ti chiede o almeno, prima di voltargli le spalle, pensaci.

Mt 5,38-42 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+5%2C38-42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Trinità

Era un enorme masso, una roccia immobile ma vivissima. Una fenditura la tagliava in orizzontale e, come da una ferita, sgorgava acqua. Quando, coi bambini, rientrando al rifugio a valle guadammo il torrente, feci loro notare che tutta quell’acqua veniva da quella roccia silenziosa e solitaria. La roccia madre, o Padre se preferite, è Dio che genera, che dà, che non si stanca di alimentare con la sua forza l’universo. Il torrente invece lo vedi, bevi la sua acqua, ci nuoti, lo tocchi. Come il Figlio di Dio che si fece Figlio dell’uomo e incontrò tutti. Ci sorprese però un acquazzone con forte vento e, giunti al riparo correndo, ci dicemmo che sì, così è Dio Spirito. Scompiglia i programmi, costringe alla corsa, stimola ad aiutarsi e, soprattutto, insegna a sorridere in ogni difficoltà. Dio: unico e trino fiume, per una sola varia umanità.

Ss. Trinità Gv 16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C12-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Questa forza!

Non è un inno da cantare per farsi coraggio né un motto da urlare in camicia nera. Tutt’altro: è un’esclamazione sussurrata nello stupore quando, a sera, rivediamo la giornata. Com’è possibile, com’è possibile – ci diciamo – crederci ancora e andare avanti? Siamo oppressi, ma non schiacciati; sconvolti, ma non disperati; perseguitati ma non abbandonati; colpiti ma non uccisi. Questa forza non viene da noi!

2Cor 4,7-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=2Cor+4%2C7-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Fino all’ultimo

Sono così gli uomini, te le fanno pagare tutte, sempre, fino all’ultimo spicciolo che tra l’altro, a volte, non giunge mai. Ma tu sei diverso. Ce n’è di gente che è sparita e ti ha piantato e tu, anziché mostrare il conto, ti danni il cuore cercando di capire. Non ti basta sentirti a posto, vorresti sapere perché hanno qualcosa contro di te, metterti d’accordo, riconciliarti. La tua è una giustizia diversa, superiore. Non bilancia le colpe come pesi sui piatti. I piatti della tua bilancia sono sempre in pari. Sono vuoti.

Mt 5,20-26 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+5%2C20-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Libertà nutrita

Ora che è uno dei protagonisti delle prime serate TV ce ne siamo dimenticati, ma il cibo sarebbe fatto per essere mangiato, non solo osservato. Lo stesso per la Legge religiosa: è fatta per nutrire e, nutrendo, sparire. Essa quindi non sparisce perché abolita, come un cibo gettato. Essa sparisce perché assimilata dall’anima che se ne è cibata. È entrata nella vita del credente e ora, più che limitare le sue scelte, dà forza alla sua libertà.

Mt 5,17-19 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+5%2C17-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Una app per non sprecare cibo https://play.google.com/store/apps/details?id=com.app.tgtg

Come se noi

Dovrebbe alimentare la nostra gratitudine ed allargare le maglie strette del cuore. Spesso invece ci gonfia a dismisura e ce ne andiamo in giro impallonati come un tacchino che fa la ruota credendosi un pavone. Chissà perché meno abbiamo lottato per qualcosa, più la consideriamo nostra. Più gratuitamente abbiamo ricevuto, meno gratuitamente diamo. Buffi che siamo a vantarci della nostra nazionalità, del nostro colore, della nostra lingua e persino della nostra “fede”. Come se noi avessimo scelto di nascere qui e gli “altri” avessero scelto di nascere “altrove”, magari in un campo zingari o in una casetta nella foresta di banani. E noi a vantarci, a vantarci e a sparare per difendere ciò che non è nostro, ciò che ci è stato semplicemente dato gratuitamente.

San Barnaba apostolo Mt 10,7-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+10%2C7-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Photo by Jake G.