Se all’origine ci fosse

Come un pulcino tra le onde, ho avuto paura. Se fosse questa la causa di ogni nostro sbaglio, persino di ogni nostra violenza? La paura. Ho avuto paura e mi sono arrabbiato. Ho avuto paura e mi sono drogato. Oppure ho mentito, insultato, mi sono ammutolito. Paura di che? Di essere sgridato, non capito, deriso. Paura di aver fame, di esser da meno degli altri, di non piacere. Se davvero all’origine di ogni male ci fosse la paura, varrebbe la pena di starci più attenti, di non farci mai temere da nessuno e non allarmare le folle con “pacchetti sicurezza” come fossimo in guerra.

Gen 3 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gen+3%2C+9-15.20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

3 colori e 7 doni

Ogni volta che stampo una foto a colori grido sempre al miracolo. Mi pare infatti impossibile che tutte quelle meravigliose sfumature non siano altro che il risultato di soli tre colori base perfettamente miscelati: ciano, magenta e giallo. Ci hanno detto che lo Spirito Santo ha sette doni. Forse sono come sette “spiriti base” con cui Dio crea ogni nostra personalità, sette colori con cui ottiene quella immagine di Dio che ciascuno di noi è. Alcuni “colori” saranno quindi dominanti e altri, pur non vedendosi, saranno ugualmente presenti miscelati tra loro. Su ciascuno infatti lo Spirito si posa nel modo che crede. È proprio la diversa distribuzione di colori che crea un’immagine unica! Altro che tutti identici, altro che tinta unita…

Pentecoste At 2 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+2%2C1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Quando la sera

Non lo diremo mai abbastanza: i Vangeli non sono dei libri elaborati a tavolino ma la trascrizione della testimonianza dei discepoli. Avrebbero potuto scrivere ancora molte altre cose compiute da Gesù ma, se fossero state scritte una per una, il mondo intero non sarebbe bastato a contenere i testi. E non diremo mai abbastanza pure questo: in fondo al vangelo vi sono delle pagine bianche. Lì verranno scritte le testimonianze dei discepoli di oggi, l’intera vita di alcuni, qualche giornata di altri. Qualche nostro respiro quando stanchi, la sera, trovavamo ancora la forza di far sorridere i tristi.

Gv 21,20-25 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+21%2C20-25&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

I barbari e il muro

I Romani non hanno l’abitudine di condannare un uomo prima che abbia la possibilità di difendersi, spiega il governatore Festo. I Romani avevano molti altri principi a cui dobbiamo il titolo di “patria del diritto”. Lo manterremo? Il diritto infatti è ben di più di un insieme di leggi che pure un dittatore scrive. È un muro di coscienza che traccia il confine con il barbaro. È l’unico muro che vale la pena di alzare, in questi tempi in cui chi caccia giù dal letto il cane rischia una condanna al pari di chi vi adagia un naufrago. Torneranno i tempi dei Romani?

At 25,13-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+25%2C13-21&Cerca=Cerca&Versione_TILC=2&VersettoOn=1

Photo by Sandra N.

Ci vuole coraggio

Gli venne accanto e gli disse: “Coraggio!”. Ci fa strano questa espressione in bocca a Gesù, per quanto in sogno. A noi evoca un dolore straziante, davanti al quale pochi intelligenti si limitano a dire Coraggio! mentre molti fanno prediche sul senso del dolore. Il secolo scorso poi è stato segnato da questa parola, che però usciva sempre da bocche di fessi in divisa: Abbiate coraggio! Andate a morire! Ma il suo significato è un altro: “avere cuore”. Vero e bellissimo: ci vuole coraggio, ci vuole cuore, per amare.

At 22 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+22%2C30%3B23%2C6-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Preferiamo più gioia

Alle necessità mie e di quelli che erano con me ho sempre provveduto con il lavoro di queste mie mani. Anche noi, con Paolo, preferiamo peccare d’orgoglio lavorando piuttosto che ingegnarci per scroccare questo o quel sussidio. E, come Paolo, anziché affidare a Dio i loro problemi, dimostriamo che è necessario lavorare per soccorrere i deboli, ricordandoci di quello che disse il Signore Gesù: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere”. Buon lavoro dunque, e tanta gioia a tutti!

At 20,28-38 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+20%2C28-38&Cerca=Cerca&Versione_TILC=2&VersettoOn=1

Co-stringere

Noi che siamo i genitori del “se te la senti”; noi che non osiamo ammonire nemmeno chi amiamo, per timore di violare la sua spontaneità; noi che crediamo sinonimi “libertà” e “istintività”, come accetteremo questa parola? Vado a Gerusalemme costretto dallo Spirito, dice infatti Paolo. Costretto, voce del verbo costringere, stringer forte, legare. Ma anche abbracciare, amare. Costretto dallo Spirito: avvolto e catturato dall’amore di Dio.

At 20,17-27 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+20%2C17-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

La penna e lo Spirito

“Gli chiesi se aveva qualche suggerimento contro la depressione. Chó Drak rispose che ‘la depressione è una malattia soprattutto occidentale e la ragione – aggiunse – è che voi occidentali siete troppo attaccati alle cose, siete fissati sulle cose! Uno perde ad esempio la sua penna e da allora non fa che pensare alla penna persa, senza dirsi che la penna non ha alcun valore, che si può scrivere anche con un lapis. In Occidente vi preoccupate troppo delle cose materiali’. Lo ascoltavo e, automaticamente, prendevo appunti con la mia vecchia Mont Blanc nera.” Questo dialogo di Terzani con un vecchio medico tibetano apre la settimana di Pentecoste. Lo Spirito sfida noi occidentali, noi che quasi non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo. Cosa vi è di più immateriale di Lui? Cosa di più vero della sua Energia onnipresente?

At 19,1-8 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+19%2C1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Cit. Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra.

Dall’alto

“Non ho mai avuto il coraggio di dire a nessuno il motivo per cui non credo più. L’ho fatto qui, in questa verifica, l’ultima di tutti questi anni di scuola, perché sono più che certa che lei, leggendo, non giudicherà quello che sento”. Così scrive un’alunna e ha ragione. Perché giudicarla se non riesce più a credere? Non è forse questo il motivo per cui Gesù risorto si staccò da loro? Lasciarli liberi persino di non credere. Avesse continuato ad apparire loro, li avrebbe costretti a credere, ci avrebbe costretto tutti. Ma lui preferisce un discepolo in meno e un uomo libero in più.

Ascensione di Gesù Lc 24,46-53 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+24%2C46-53&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Chiedere ma come

Vi è mai capitato di pensare ad una persona e di ricevere una sua chiamata il giorno dopo? Oppure di domandarvi che fine abbia fatto un tale e di incontrarlo di lì a breve? Se avete sperimentato cose simili sapete che sono di più di una semplice e casuale coincidenza. Se questa “cosa” che avete fatto, se questo tambureggiare di un pensiero fisso lo chiamassimo “preghiera”? Se essa non fosse quindi un supplicare con insistenza e sacrifici un Dio che non ci dà retta e fosse invece quel non domandare più nulla di cui parla Gesù? Sentirsi cioè così amati dal Padre da non preoccuparsi di ripetere parole ma di concentrarsi sulla consapevolezza dei propri pensieri e desideri profondi.

Gv 16,23-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C23-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1