Né qui né là

“Credimi, è giunto il momento – ed è questo! – in cui né su questo monte né in Gerusalemme adorerete il Padre, perché Dio è spirito e i veri adoratori lo adoreranno in spirito”. Cioè ci sarà un giorno – e se vuoi è oggi! – in cui parlerai con Dio ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo. Perché Dio non è qui o là, Dio semplicemente è. Ci sarà un  giorno – ed è oggi! – in cui ti accorgerai che nemmeno ha senso dire che Dio è dappertutto, mentre inizierai a dire che tutto è in Dio e che Dio è in tutto. Perché lo Spirito è in ogni creatura, dall’arcangelo di luce al sasso sulla riva del fiume. Dio non è materia, Dio è spirito. E Dio è amore.

Gv 4, 19-24   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+4%2C+19-24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Non si esaurirà

“Non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo”, risponde una vedova libanese al profeta Elia che le chiede acqua e cibo. Questa è la mia vita: sfamo mio figlio un’ultima volta e poi non ci resta che crepare. Soddisfatto? “Non temere – risponde Elia – la farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà. Prepara una focaccia per me”. E così avvenne: la farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì. E così avviene in ogni istante: le forze per amare e continuare a credere all’amore non diminuiranno. Non tenteremo di rabboccare giara, orcio o cuore o vita, aggiungendo dall’esterno, ma credendo che è dall’interno che si riempiranno. Le forze dello Spirito che è in te non si esauriranno.

1Re 17, 10-16  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=1Re+17%2C+10-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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In cose di poco

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Osservare e osservarsi, per credere e constatare quanto queste parole siano semplicemente vere. Credere pure che non vi è nulla e nessuno di poco conto poiché in ogni piccola cosa mi gioco tutto.

Lc 16, 9-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Lc+16%2C+9-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Sconti

“Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione?”, si domanda l’amministratore fresco di licenziamento. Poi giunge l’idea: “So io che cosa farò!”. Farò lo sconto a tutti i debitori. Giusto o meno che sia, io lo farò. Sconti, sconti a tutti, pur di mantenere viva l’amicizia. Per me sarà sempre stagione di saldi! Perché, quando si vuole, le regole più rigide e le contabilità più pignole le si può elasticizzare. Chi l’ha detto che bisogna distruggere una relazione pur di spuntare una vittoria? Non sarebbe forse una sconfitta? E allora facciamo un po’ di sconto agli altri, a quelli che ci devono molte, moltissime scuse. Offro io stasera, vai tranquillo.

Lc 16, 1-8  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+16%2C+1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Cercare

Perdere un amico, un lavoro o un’occasione. Veder sfumare un sogno che ci ha tenuto compagnia per molte notti, dato forza ai nostri giorni, riempito d’attesa le ore di solitudine. Perdere, smarrire, non sapere più dove sia ciò che abbiamo amato e amiamo. Perdere il treno, la fede o la speranza. Perdere la vita od il sorriso. Perdere e lasciar perdere. Oppure perdere e cercare. Cercare con forza, cercare senza sosta, cercare ad ogni costo. Cercare dentro sé l’appiglio a cui agganciarsi e ritrovarsi. Ritrovarsi e gridare di gioia, dire a tutti senza ritegno: “Rallegratevi con me, perché ho trovato ciò avevo perduto! Io sono un tesoro e mi sono ritrovato!”.

Lc 15, 1-10  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+15%2C+1-10&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Fare i conti

Chi di voi, volendo costruire, non siede prima a calcolare le spese? Oppure quale re, partendo in guerra, non siede prima a esaminare se può affrontare il nemico? Così anche voi dovete fare i vostri conti se volete essere miei discepoli, dice Gesù. Solo che con lui i conti son presto fatti o, forse, nemmeno son da fare. Il linguaggio aspro del Vangelo di oggi risente delle espressioni della antica lingua semitica, che non ha sfumature d’espressione. Ma non ci spaventiamo e comprendiamo il senso: se vuoi essere mio discepolo, devi farmi entrare nella tua vita. Se qualcuno entra nella tua vita, o entra o non entra. Se è entrato, non puoi pensare ad un giorno senza un appuntamento con lui.

Lc 14, 25-33  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+14%2C+25-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

wpid-img_20151104_170720.jpgfoto Roberta C.

Comico

Chi ha il dono dell’insegnamento insegni, scrive oggi Paolo ai Romani, e Gesù certamente era un grande insegnante. Pur di farsi capire inventava storie, parlava per immagini, suscitava domande e giungeva a gettare nel comico le questioni forti. Perché in fondo anche ridere è una cosa seria. E la gente rideva a sentirlo parlare e, ridendo, accoglieva il messaggio e capiva. Quel giorno risero ad ascoltar Gesù e a vedere le sue facce mimare quell’uomo che diede una grande cena e tutti gli tirarono bidone. E corse ai ripari agitato e preoccupato che non si spargesse la voce, che non si dicesse in giro che la festa era stata disertata, che qualche invitato aveva preferito andare a lavorare nei campi con i buoi piuttosto che cenare da lui. Non sia mai! E allora si accorse dei poveri, dei ciechi e degli zoppi e li invitò, ma la casa era tanto vuota che manco con loro si riempì… E il padrone, sempre più agitato, perse la testa ed il controllo e fece spingere tutti in casa a forza, fino a che la gente non se ne usciva dalle finestre. E, ascoltando Gesù e ridendo, la gente capì. Capì che Dio è un allegro Signore che detesta i musi lunghi e non vuole che di lui si parli con timore. Le risate quel giorno spensero i dubbi suscitati da quel commensale fariseo che, col suo “Beato chi mangerà nel regno di Dio!”, aveva messo in cuore a tutti il dubbio che i posti lassù siano pochi e riservati. Macchè!

Rm 12, 5-16; Lc 14, 15-24  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+14%2C+15-24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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In me tutti

Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Principio e la Fine. Parole del misterioso personaggio dell’Apocalisse, che è il Cristo eternamente sempre vivo. In me non vi è un inizio e una fine, una nascita e una morte, un bene e un male. In me sono contemporaneamente presenti ciò che voi chiamate contrari e opposti. In me tutto è uno in lui, non vi sono dualità e divisioni. Questa è la forza del Cristo Cosmico: tutto è uno. Ecco perché, immergendoci nella preghiera, ritroviamo tutti.

ricordo di tutti i defunti   Ap 21, 6-7  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=ap+21%2C+6-7&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Sempre il mattino

Riusciremo a ridere prima che il pianto finisca, per questo finirà. Ce la faremo a perdonare prima che il male si allontani, per questo se ne andrà. Beati voi che piangete…    Era come oggi, il giorno dei santi, e si respirava un clima più pesante del solito. Il cappellano era stato rimosso e stava per celebrare l’ultima Messa in galera. Un misto di rabbia, angoscia e tristezza infinita si leggeva nei suoi occhi che si incrociarono con quelli del suo “sacrista”. Con quel detenuto si era stretta un’amicizia leale che andava oltre i ruoli e le colpe. Il dannato lo fissò negli occhi e lesse la fatica. Poi strinse il prete dicendogli: “Dopo la notte buia viene sempre il mattino”. E la notte venne e non si videro né si sentirono più per anni. Poi una notte – non poteva che esser di notte – il prete ricevette un messaggio privo di testo sul telefono. Passò del tempo e notò una foto e subito scrisse: “Sei tu?” e, preso dall’entusiasmo, lo chiamò imprudentemente per nome. Chiunque avrebbe potuto rispondere un “Sì”. Ma la risposta allontanò ogni dubbio: “Dopo la notte buia, viene sempre il mattino! Sono uscito. Presto ti manderò la foto della mia bimba”. Beati voi che piangete, perché riderete.

Mt 5, 1-12  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+5%2C+1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF2697 “L’amico di ogni stagione”, acquarello di Alberto B.