Vedono sempre

Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Cosa vorrà dire diventare come bambini? Cos’hanno mai di così fondamentale per entrare nel regno dei cieli, al punto che senza di essa se ne resta esclusi? Gesù ce lo spiega dicendo che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. In altre parole: i bambini sono in costante contatto con la loro parte angelica, divina, e per questo riescono a vivere il presente, senza preoccupazioni per il domani. Vivere così è vivere già ora nel regno dei cieli. Crescendo acquistano sempre più consapevolezza d’esistere, pagandola però a prezzo di nostalgie ed ansie. Così è la vita.         La madre si recava di tanto in tanto in chiesa, spingendo il passeggino del figlio disabile, ormai quindicenne, rimasto un simpaticissimo bambino nel corpo e nella mente. Il parroco, forse un po’ ansioso di regolarizzare la situazione, spesso insisteva con lei che gli facesse fare la Prima Comunione. La donna avrebbe potuto rispondere spiegando che il figlio non era in grado di ‘capire’ e che dunque sarebbe stato inutile. Diede però un’altra risposta: “Vede, mio figlio non ha bisogno di fare la Comunione perché lui è sempre in Comunione”.

Mt 18, 1-5.10.12-14  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+18%2C+1-5.10.12-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF7049

Non si strappa

No, non è come pensiamo spesso. Le grazie non si ‘strappano’ a Dio come, dalla moto in corsa, si strappa la borsetta all’anziana che arranca sul marciapiede. Le grazie non si rubano, le grazie si seminano. Gesù di se stesso afferma d’essere un seme caduto in terra. Per questo porta frutto, perché crede con fede che nascondendosi sotto terra accadrà il miracolo di ritrovarsi salito in alto ed espanso in una spiga. Se invece il seme rimanesse fuori dalla terra, sforzandosi di saltare per crescere, farebbe solo ridere. Nascondiamo in Dio i nostri desideri e poi dimentichiamocene quasi e torniamo al nostro lavoro. Verrà il tempo della mietitura.

Gv 12, 24-26  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+12%2C+24-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF5356

Nutrimento

Gesù ha moltiplicato il pane e, subito dopo, si è dileguato. La folla lo cerca, lo trova e lui, con pazienza, avvia un discorso sul pane della vita eterna, disceso dal cielo. La gente allora pensa subito alla manna, a Mosè, al miracolo d’esser nutriti nel deserto, sull’orlo della morte per fame. Lui coglie al volo l’occasione e incalza: “Sono io il pane della vita, sono io il pane vivo disceso dal cielo”. La desertificazione della vita si ferma attraverso il contatto con Gesù. Come fare? Cosa fare? Ci riusciremo? Dalle parole di Gesù si capisce che non è questione di conquistarlo, di raggiungerlo. Non ci sono sforzi da compiere, semmai il contrario: non opporre resistenza. E’ Dio infatti che ci attira verso Gesù. E’ Dio che istruisce tutti e suggerisce come rimanere in contatto col Figlio. Ognuno di noi troverà la sua personale via di nutrimento, di contatto con l’anima e con lo Spirito.

Gv 6, 41-51  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+6%2C+41-51&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCN5961

Spostamenti

“Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile”. Davanti a parole come queste non sappiamo se gioire o disperare… Infatti un granellino di fede l’abbiamo tutti, le montagne però non le sposta nessuno. O forse… Forse gli spostamenti causati dalla fede sono simili a quelli di un albero che cresce, di un ghiacciaio che si scioglie, della terra che ruota su se stessa. Forse avviene come quando un bimbo impara a parlare: una parola alla volta, nel tempo, e poi succede che ti fa i discorsi e nemmeno ricordi che sei stato tu ad insegnarglielo. Lui oggi parla perché ieri non hai smesso di credere che sarebbe accaduto.

Mt 17, 14-20  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+17%2C+14-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF7013

Vi assicuro

“Vi assicuro che vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno”, disse Gesù duemila anni fa. Dunque, stando a ciò che usualmente intendiamo con Regno di Dio, le cose sono due: o Gesù prese una cantonata solenne o da qualche parte in Israele si aggirano persone vecchie duemila anni… Oppure vi è una terza soluzione: il Regno di Dio non è ciò che immaginiamo. Non è cioè quel “paradiso”, quel posto che sta da un’altra parte e nemmeno è un posto dove si debba andare. Il regno che Gesù ha faticosamente annunciato per anni è uno stile di vita. Un modo di vivere la vita nel regno terrestre tale che il regno celeste vi si incarni. Insomma: se ognuno di noi si rendesse finalmente conto di essere una goccia d’energia divina racchiusa in un corpo terrestre, la terra stessa non si illuminerebbe? Vi assicuro che vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno prima di essersi resi conto di essere dei semi di cielo seminati in terra. Che stile aveva Gesù? Lo stile del Figlio, lo stile di chi vive affidato all’Amore del Padre della vita che sa di cosa avete bisogno, ancor prima che glielo chiediate.

Mt 16, 24-28  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+16%2C+24-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF6951

Brillare

Brillano gli occhi per la gioia, si accende il viso di chi è felice. Persino la pelle è più bella quando si è sereni. Non stentiamo dunque a credere al racconto del Vangelo che ci descrive Gesù trasfigurato, illuminato dall’interno mentre parla con Mosè ed Elia. Più difficile è invece credere che tale lucentezza di volto venga dall’aver pregato. La preghiera è infatti spesso causa di enormi sbadigli, sinonimo di noia, conferma di inutilità. Ma allora cos’è preghiera? E come pregava Gesù?

festa della Trasfigurazione   Mc 9, 2-10  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+9%2C2-10&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF6682

Stridere

Chissà quante volte i discepoli stessi avevano pensato e detto che ai cani (= i pagani) non si deve  dare la grazia di Dio. Ora questa loro affermazione era realtà, era lì davanti a loro, fatta carne in una donna siro fenicia che implorava aiuto da un Gesù che non le rivolgeva neppure una parola. Ora le belle teorie teologiche erano udibili, non più dalla voce degli scribi, ma da quella del Maestro: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Era tutto uno stridere. Era tutta e solo distanza tra teoria e vita. Una distanza colmata dalla fede di questa infedele: “...i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. E tutto tornò alla realtà, alla terra, alla vita concreta: “Avvenga per te come desideri”.

Mt 15, 21-28

image

Diffusione

“E’ ciò che esce dalla bocca che rende impuro l’uomo, non ciò che entra!”. Siamo delle sorgenti, diffondiamo parole, pensieri, sentimenti. Il nostro stesso stato d’animo, la nostra visione della vita, influisce su quella altrui e sulla nostra. Se ciò che esce da noi ha il potere di rendere impura la vita, allora è vero anche il contrario. Possiamo illuminare la vita facendo uscire da noi la luce.

Mt 15, 1-2.10-14

DSCF6932
foto Benny R.

Sulle onde

Sta scritto: Pietro scese dalla barca e si mise a camminare sulle acque verso Gesù. Avvenne davvero o fa da cornice alle solenni parole di Gesù: “Uomo di poca fede perché hai dubitato?”. Pietro scese davvero dalla barca in mezzo al lago, tra le onde, di notte, sostenuto come i nostri bimbi che camminano sui gonfiabili alle giostre? Avvenne. Pietro camminò davvero sull’acqua. La presenza di Gesù gli infondeva una tale pace che il suo cuore, in quel momento, non differiva da quello del maestro ed era in connessione diretta con lo Spirito. Cosa distrasse Pietro facendogli perdere connessione? La mente con i suoi dubbi e le sue paure. E come mai Gesù non affondò? Era forse esente da paure, dubbi e ansie? Ne era colmo, come noi, ma non vi affondava. Sorrideva alle paure, non temeva di averne, e quelle si placavano.

Mt 14, 22-33    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+14%2C+22-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

wpid-2015_0731_22180300.jpg

 

Sfamatevi

La gente corre dietro a Gesù che, il giorno prima, ha sfamato una folla di cinquemila famiglie. Lo trovano al di là del mare e gli dicono: “Rabbì, quando sei venuto qua?”. Lui, certamente ridendo, risponde: “Mi cercate perché avete mangiato! Siete dunque capaci di procacciarvi cibo. Benissimo: datevi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna!”. Questi capiscono subito che piega prende la cosa e si difendono ponendo la classica usurata domanda per simulare un po’ di devozione: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. La risposta è però assolutamente nuova: “L’opera di Dio è che crediate in colui che ha mandato”. Credere è un’opera. Credere è un fare. Se credi stai già operando. Gesù ha moltiplicato il pane, ha fatto mangiare una folla, perché ha creduto che fosse possibile, ha creduto di essere ascoltato dal Padre. Credere non è tanto affermare che Dio esiste, ma piuttosto che Dio è all’opera in te. E’ credere che, attraverso di te, Egli guarisce, sfama, rallegra, illumina le folle che si aggirano cercando di sfamare i propri legittimi bisogni di amore e di vita.

Gv 6, 24-35  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+6%2C+24-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF6686