Guarda

“Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio”. E questo, secondo gli erodiani e i farisei, sarebbe un bel complimento a Gesù! Come se fosse possibile insegnare la via di Dio senza guardare in faccia agli uomini. A dire il vero, da molti secoli si tenta di farlo ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti… Se insegni a camminare a un bimbo, non gli parli del labirinto dell’orecchio né dell’homo erectus. Lo guardi negli occhi sorridendo e, tendendogli le mani, lo incoraggi a venir tra le tue braccia. Se Dio non avesse voluto guardare in faccia agli uomini né personalizzare il nostro cammino di libertà, avrebbe gettato sulla terra dei catechismi e poi sarebbe tornato a dormire. Ma si fece uomo.

Mc 12, 13-17 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mc+12%2C+13-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
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In trasparenza

Il Signore usa come pietra d’angolo quella che i costruttori hanno scartato, ricorda Gesù nientemeno che ai sommi sacerdoti, sommamente esperti nello scartare il male. Purtroppo col male scartavano pure l’ammalato. Ora, a Gerusalemme, non vi è più né tempio né sommo sacerdote. Egli però non si è scollato dalla sua cattedra, l’ha solo spostata al centro di te stesso. Da lì siede e giudica e scarta. Dalla tua vita scarta altre persone e pure intere parti di te. Ma in te vive pure Dio che non scarta nulla. Ti aiuta a guardarti in trasparenza, così come sei, ad illuminare senza paura ogni male.

Mc 12, 1-12  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mc+12%2C+1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
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Trinità non solo

Forse è questo quello che chiamano peccato originale: aver lasciato casa e non saperci far ritorno. Avere un’origine e non esserne consapevoli. Eppure c’è un richiamo, una costante inquietudine che ci spinge a muoverci per non pensare, a riempirci le giornate per non guardare e ammettere: mi manca, mi manca casa, la mia Origine. Rientrare in noi stessi senza paura e scoprire di essere originati non da un peccato ma da una costante Luce di gioia dove tutti siamo interconnessi. La si chiama Trinità perché Dio non sta mai solo. Mai ti lascia. Non abbiate paura. Sono con voi tutti i giorni.

Mt 28, 16-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mt+28%2C+16-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Per opposti

Impazzivano come un gatto in un sacco, abituati com`erano a dividere tutto in opposti. Giusto o sbagliato, puro o impuro, sacro o profano, da Dio o dagli uomini. Erano bloccati, non riuscivano a rispondere quello che la domanda stessa di Gesù aveva suggerito: il battesimo di Giovanni veniva dagli uomini e da Dio. Dio è in ogni cosa e in ogni uomo. Tutto ciò che è umano coinvolge Dio.

Mc 11, 27-33    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+11%2C27-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Il resto dopo

Gesù, rispondendo a Pietro, insiste sull’enorme potere della preghiera fatta con fede certa e poi aggiunge: “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate”. Che strano! Perché collegare preghiera e perdono? Verrebbe spontaneo tenerli separati: la preghiera a Dio, il perdono a chi ci ha ferito. Gesù suggerisce di perdonare quando preghi, mentre preghi. Nel profondo della preghiera, della meditazione silenziosa, entri in dialogo con te stesso, con Dio e con l’altro. Proprio quell’altro che, forse senza saperlo, ti ha ferito. Inizia a perdonarlo così, nel segreto del tuo cuore. Il resto (le lacrime, le parole, i chiarimenti) verrà in seguito. Il resto sarà conseguenza del perdono segreto che hai già concesso di cuore pregando!

Mc 11, 11-26    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+11%2C+11-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Se non…

Se in Dio forse crediamo pur non vedendolo, è nell’altro che non possiamo credere prima di averlo visto cambiato o pentito o in ginocchio… Ma forse è giusto così. Se non vedo non credo: questa è scienza. A Bartimèo però, cieco, pareva di cattivo gusto dirlo e, quel giorno, invertì la frase: se non credo, non vedo. Un cieco che crede di recuperare la vista è un simbolo vivente di cosa sia la fede: credere prima ancora di vedere. Gesù gli disse: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. E subito vide.

Mc 10, 46-52   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+10%2C+46-52&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Paurissima

Paura, abbiamo tutti tanta paura e spesso nemmeno sappiamo perché. Quelli che lo seguivano avevano paura. E la paura ci può portare molto lontano. Se il bimbo per paura piange, fa tanta tenerezza ma se, da adolescente, pianta qualche scena, ci tira i nervi a fior di pelle. Quando, cresciuto, passa il tempo a giudicare, criticare o scomunicare il prossimo; quando scatena la sua violenza contro le vetrine delle banche, fumando droghe o sparando alla moglie… allora non ci intenerisce affatto! Ma è sempre quel bimbo, ed è sempre la paura che lo porta ad essere così diverso da quell’essere di Luce che è. Paura, paura di non piacere, di restar soli, di esser criticati o fraintesi. Paura di lasciar andare, di lasciar crescere e cambiare. “Abbiamo udito i tuoi passi e abbiamo avuto paura”, dicono Adamo ed Eva a Dio che risponde con i continui e ripetuti inviti di cui è pieno il Vangelo: non abbiate paura!

Mc 10, 32-45   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+10%2C+32-45&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Il frate chiese

Si attendevano una domanda seria e impegnativa. Il frate invece chiese al gruppo di giovani: “Cosa occorre per riempire un bicchiere d’acqua?”. Nessuno voleva rompere il silenzio con una risposta banale ma poi una voce si alzò: “Occorre dell’acqua!”. No, non bastava. Seguirono allora altre risposte, quasi una gara dell’ovvio: occorre la sete, l’arsura, la generosità. Poi si avventurarono in risposte più esistenziali: occorre la sorgente o l’altruismo o il Battesimo… No. La risposta del frate venne lapidaria e semplice: “Occorre che il bicchiere sia vuoto”. Gesù rispose a Pietro: “Non c’è nessuno che abbia lasciato… che non riceva già ora”.

Mc 10, 28-31   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+10%2C+28-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Entrare o uscire?

Non riusciva a entrare nel regno di Dio, era sempre fuori, altrove, là dove lo portavano le sue preoccupazioni. Però qualcosa certamente lo rendeva inquieto. Nei pochi momenti di silenzio interiore, sentiva che quella sua vita non era felice, era solo tanto piena. Ricca di eventi ma non illuminata da qualcosa di eterno. Cosa devo fare per aver la vita eterna in me? “Quanto è difficile entrare nel regno di Dio!”, commenta Gesù. Più facile uscire. Anche per un cristiano può esserci l’abbaglio dell’uscire, del confondere il seguire Gesù col seguire i problemi dei poveri. “Dai ai poveri e segui me”. Gesù insegna anzitutto ad entrare nel Regno di Dio, a trovare il contatto con Dio in noi: lo Spirito. Difficile? Di più: impossibile. “Ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio”.

Mc 10, 17-27  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+10%2C+17-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Pentecoste

E’ innegabile e persin logico ritenere che siamo più ampi del nostro corpo. La nostra identità si espande ben oltre i confini tracciati dalla pelle. L’anima, la psiche, è libera di muoversi nei tempi e negli spazi e non è legata dalla materia. Come il corpo fisico, anche l’anima muta: cresce, matura, cade e si rialza, arretra e riprende il suo cammino, impara ad amare. Vi è però un nucleo ancora più profondo in noi, un nucleo che non è sottoposto al tempo né ai cambiamenti né alla rovina. Una parte della nostra identità che è divina, eterna, immutabile. E’ la presenza stessa di Dio in noi: lo Spirito. Nulla può eliminare lo Spirito da noi. Non ci sono però formule o ricette che garantiscano di raggiungerlo: a volte la connessione è lenta, altre superveloce. Ci basta poco per disconnetterci e poi riprendiamo il contatto. Ma è certo: Lui è lì e il segnale è sempre forte, la copertura è totale. A noi trovare gli strumenti per captarne il messaggio pacificante.

Gv 16, 12-15   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+16%2C+12-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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