Capire

“Li udiamo parlare nelle nostre lingue”, esclamano il giorno di Pentecoste quelli che ascoltano gli Apostoli. Sentirsi capiti è una meravigliosa sensazione. Constatare che l`altro parla la mia lingua, intuisce i miei sentimenti, vede i miei bisogni. Certo, se avessimo una sola lingua, se la Torre di Babele non fosse mai crollata, non ci toccherebbe la fatica di interpretare gli altri. Eppure è bello così! Che amore sarebbe, il nostro, se sapessimo già tutto degli altri?

At 2, 1-11

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Invisibile vita

“Questioni relative a un certo Gesù, morto, che Paolo sostiene essere vivo”. Per Festo, governatore romano, il caso di Paolo è tutto qui. Vista dall’esterno, la vicenda di Gesù non è altro che quella di tante altre persone passate su questa terra. Del resto, incarnandosi, il Figlio di Dio ha proprio voluto così: essere semplicemente un uomo, un certo Gesù. Paolo sostiene che sia vivo, benché morto. E dunque? Libertà d’opinione, par dire Festo. Anche oggi è così: ognuno dica ciò che vuole riguardo a Gesù. Ma lui, Gesù, che dice? Che dice oggi a chi, nel profondo di sè, ne percepisce l’invisibile vita? Come a Simon Pietro, pone la domanda: “Mi vuoi bene? Seguimi”.

At 25, 13-21;  Gv 21, 15-19  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+25%2C+13-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1       http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+21%2C+15-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Per paura

Siamo a Gerusalemme e Paolo è stato arrestato. La gente urla e, urlando, giudica. Giudicando, crede di difendersi e liberarsi da chi sbaglia. Trovando qualcuno di ‘sbagliato’, si sente giusta. Anche oggi è così, sempre è così. In realtà, a tutto ciò ci spinge la paura. La paura di restare soli, incompresi e non stimati. La paura di piangere ammettendo le nostre stesse sofferenze. Poi, quando scende la notte e si fa silenzio, le urla tacciono e l’anima sognando può andare dove vuole. E Dio ci può finalmente raggiungere. A Paolo, la notte, venne accanto il Signore e gli disse: “Coraggio!”. L’invito di Gesù è sempre lo stesso: non avere paura. Lui sa quanta enorme parte delle nostre azioni è comandata dalla paura.

At 22,30; 23, 6-11  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+23%2C+6-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

wpid-img_20150504_234810.jpg“Il lupo sarà sempre cattivo se ascoltiamo solo Cappuccetto rosso“

Affidati

“E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare”. Paolo conclude così il suo “testamento”, sul molo di Mileto. Il suo è un grande atto di fede. Crede fermamente che nei suoi giovani discepoli, nel cuore di quella gente che lui ama tanto, risiede una forza che li può costruire, edificare, far diventare degli edifici stabili. Non serve che lui li sostenga a vita, come un muro cadente o troppo fresco. Saranno sostenuti dalla potenza di Dio che abita in loro. Crede nella forza divina che loro stessi possiedono. E così non se ne va preoccupato e teso, ma li affida, come chi lancia in mare il messaggio nella bottiglia, sicuro che verrà raccolto. Come chi prega e affida a Dio i suoi sogni e desideri, certo che saranno ascoltati. Come e quando, è affare di Dio. E lo accompagnarono fino alla nave.

At 20, 28-38   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+20%2C+28-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Vado

Eravamo un piccolo gruppo, a Mileto, il porto da cui Paolo partì e in cui pronunciò queste parole. Pareva di sentire il mare, i gabbiani, il beccheggio delle barche ormeggiate e pronte a salpare. Il vento ci veniva incontro da dietro le dune di erba verde portando l’odore di salsedine. Raggiunta la cima della duna ecco il mare e le onde. Onde di erba alta e verde mossa dal vento. Nei secoli il fiume ha riempito il porto e spostato altrove la riva. Uno dei due leoni di pietra che facevano la guardia, agli estremi dei moli, ancora fissa il mare con nostalgia, emergendo tra l’erba. Tutto passa. Resta l’amore. Tutto si cancella, restano gli uomini che non si lasciano guidare dalla rigidità delle norme, dalla paura di deludere o di non esser compresi. Restano le scelte di chi si lascia ‘costringere’ solo dallo Spirito di Dio che abita nella propria coscienza. Chi giunge a una tale consapevolezza della propria unione con Dio in sé da dire, come Paolo, “Vado a Gerusalemme, costretto dallo Spirito”. Come una nave che, preso il vento, non può star ferma.

At 20, 17-27 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+20%2C+17-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

CAPRAIA 2 059

Mai sentito…

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+19%2C+1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Tre sono le feste principali dei cristiani. Una la festeggiano anche i non cristiani. L’altra è vissuta intensamente dai seguaci di Gesù, mentre per tutti resta un’occasione di riposo e stacco. La terza festa non è molto sentita nemmeno in chiesa… La prima è il Natale. La seconda è la Pasqua. La terza è la Pentecoste, festa del dono dello Spirito Santo, la forza creativa di Dio in noi. Ma su questo, forse, siamo un po’ tutti come gli efesini che risposero a Paolo: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo”…

At 19, 1-9

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Ascensione

“Signore, è questo il tempo?”, domandiamo con i discepoli al Risorto. Interessante che Gesù sia asceso al cielo, ma più importante sapere quando discenderà ciò che abbiamo chiesto… “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere”, risponde Gesù. Perché se, quando chiedi, devi essere assolutamente certo che avverrà ciò che hai domandato con fede, è vero anche che devi essere distaccato dalla fretta del risultato. I tempi e i momenti, il come e il quando, non sono sotto il tuo controllo. Devi distaccartene, come si distaccò Gesù dai suoi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. Tu dunque chiedi e ti sarà dato, ma sarà quando meno te l’aspetti che accadrà, come un ladro nella notte è il regno di Dio. Ricorda che Maria non passava le giornate al tempio in attesa dell’angelo. Fu lui a sorprenderla in casa, inaspettato. Dunque tu chiedi, chiedi con fede certa, affida il tuo sogno a Dio, poi non stare a guardare il cielo, va’ a fare ciò che devi, accettando serenamente il momento presente. Accadrà: come in cielo, così sarà in terra.

At 1, 1-11  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+1%2C1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Nel mio nome chiedi

Sembra proprio che ci tenga, che ci incoraggi a chiedere nella preghiera. Gesù ha parole molto chiare. “Se chiederete qualcosa al Padre nel mio nome ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama, perché avete amato me”. Gesù sembra dire che non intercede presso il Padre, non occorre! La forza di Gesù non è tanto quella di intercessione presso un dio distratto, ma quella di unire noi. Chiedere nel suo nome garantisce unità con noi stessi e con i fratelli.

Gv 16, 23-28  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+16%2C+23-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Nel mio nome non tacere

“La donna, quando ha dato alla luce il bambino, per la gioia non si ricorda più della sofferenza. Voi ora siete nel dolore, ma il vostro cuore si rallegrerà e non mi domanderete più nulla”. Ma, fino a quel momento, tu chiedi con assoluta fede. Chiedi e credi, prima di vedere. Non desistere, non cedere, non temere che Dio sia insensibile ai tuoi sogni. Ascolta in profondità la tua anima, non confonderla con la prima emozione che passa, scendi giù, dove Dio abita in te, e lì ascolta. Ciò che senti come fonte di gioia ispirata per te, chiedilo. Gesù dice: “Se chiederete qualcosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà”. E in sogno, incoraggia Paolo: “Non avere paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te”.

Gv 16, 20-23  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+16%2C+20-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Mattia apostolo

Non siamo tra coloro che sono stati con i Dodici per tutto il tempo nel quale Gesù ha vissuto tra loro, dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato assunto in cielo. Mattia sì, fu tra questi, e perciò fu scelto per sostituire Giuda. Noi Giuda non l’abbiamo conosciuto. Ci riesce facile parlarne male, aggiungere “traditore” (o altro) al suo nome. Mattia l’aveva conosciuto bene, era stato con lui per tutto quel tempo. Certamente l’aveva visto pregare, commuoversi alle parole di Gesù, annunciare la Buona Notizia alla gente. Forse era stato Giuda stesso ad infiammargli il cuore, ad incoraggiarlo a rimanere con loro, a seguirli per tutto quel tempo. Forse Giuda e Mattia erano amici. Non lo sappiamo. Basterebbe questo per non parlarne con disprezzo ma con tristezza e nostalgia, come fece Pietro quel giorno.

At 1, 15-26  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+1%2C+15-17.20-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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