Era assolutamente sicuro di essere nella più piena volontà di Dio. Questa sicurezza gliela dava la Legge: così sta scritto, così sia fatto. Una stabilità trovata fuori di sé, nel testo sacro scritto. Poi un giorno avvenne il capovolgimento. Nulla trovava più il suo posto. La voce che gli parlava non veniva da una pergamena sacra ma da dentro di sé. Si accorse di avere avuto fino ad allora gli occhi chiusi. La stessa Legge scritta, la Parola di Dio, iniziò a rivelare in trasparenza un contenuto nuovo. In tasca aveva ancora i mandati di cattura bollati dal sommo sacerdote, ma si sentiva catturato lui stesso da quella presenza interiore. Poi il senso di cattura divenne libertà. Una libertà sempre più forte, poi assoluta. Gli si aprirono gli occhi e vide: quel Gesù che stava perseguitando con ogni energia era il vero Messia. Si fece battezzare e da allora sua unica Legge fu una persona: Gesù. Usò ancora le pergamene, ma a servizio dell’uomo e non viceversa. Le usò per pregare, altre ne scrisse per istruire e tenere i contatti. Si liberò delle regole che prima adorava più di Dio. Aiutò tutti, ad ogni costo, a liberarsi dalle catene della Legge per entrare in una vita dove tutto è grazia, cammino personalizzato, basato sulla scelta libera del singolo. Una vita dove tutto è amore, ascolto e misericordia, come la vita di Gesù. Ancora oggi lotta per mantenerci liberi. Sa bene, perché l’ha provato, che noi umani ci lamentiamo delle regole ma poi tendiamo a sostituire Dio con il diritto divino, forse perchè ci dà più sicurezza e meno da pensare. Sa bene che è più comodo porre la nostra stabilità fuori da noi, in una pagina di regolamenti, di digiuni, di abiti, piuttosto che assumerci la responsabilità del nostro cammino. Ancora oggi prega che anche per noi avvenga il grande capovolgimento. Il suo nome è Saulo, detto Paolo, di Tarso.
Partendo da lì
Accadono cose impensabili prima. Siamo negli Atti degli Apostoli, dopo la Resurrezione, dopo la Pentecoste. Ecco un uomo, etiope ed eunuco, due buone ragioni per cui la Legge non gli avrebbe mai consentito di far parte della comunità degli israeliti praticanti. Lui quindi la Bibbia se la leggeva da solo e a Filippo, che gli domanda se capisce, risponde candido: “Come potrei capire se nessuno mi guida?” e invita Filippo a salire sul carro e a sedere accanto a lui. Questo “pagano” sta leggendo Isaia e chiede spiegazioni al diacono. E Filippo, partendo da quel passo della Scrittura, annuncia a lui Gesù. Gli avesse chiesto di guidare il carro, Filippo ovviamente sarebbe partito da lì dov’era. Fa lo stesso con la Bibbia: parte da quel passo dov’era giunto a leggere quell’uomo. Da lì proseguono insieme, con naturalezza. Ogni punto è buono per cominciare ad annunciare Gesù. E l’eunuco esclama: “Ecco dell’acqua, che cosa impedisce che io sia battezzato?”. E Filippo lo battezzò. E…le carte? E il certificato di Battesimo? Lo stai leggendo.
Lui ne è certo
Certamente siamo liberi di dire tutti i no che vogliamo e di opporre tutta la resistenza che ci pare. Possiamo lasciare Dio fuori dalla nostra vita terrena e pure fuori da quella del cielo. Dio Amore è libertà: non saremo mai costretti a star con Lui. Ciò però non significa che Lui non abbia un desiderio preciso. Nei Vangeli, Gesù descrive con ogni tipo di parabola la volontà di Dio riguardo a ciascuno di noi: non perderci. Ci vuole. A questo riguardo il Figlio Gesù non è semplicemente speranzoso, come chi gioca la schedina incrociando le dita. Gesù è assolutamente certo: ciò che il Padre mi dà verrà a me. La sua è una affermazione. Sa che la forza della sua fede conquisterà tutti. Sa che riuscirà a salvarci.
Alimentazione
“Un tempo il pane di Dio lo si trovava nel deserto – sembrano far notare a Gesù – e tu hai sfamato la folla sul monte, dacci sempre questo pane!”. L’importante è sapere dove sia… Gesù però non indica luoghi, ma persone: “Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo. Io sono il pane della vita”. La nostra vitalità è alimentata da Gesù. Dove sia non è importante. E’ il contatto interiore con lui che ti alimenta il cuore.
Azione?
Non puoi farti sfuggire chi moltiplica il pane gratis. A lui non costa nulla e a te neppure. Altro che conferenze sul cibo e fame nel mondo… Poi, quando lo trovi, ti invita a darti da fare per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Quella gente, che si sentì dire queste parole, non si scoraggiò, non si lasciò cascar le braccia sbuffando, delusa nel non vederlo pronto ad un nuovo miracolo economico. Gli dissero: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. Gesù rispose loro: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”. Quindi credere è qualcosa che si fa, non che si pensa. Avere fede in Gesù è un’azione.
Illusioni?
“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: ‘Vado a prepararvi un posto?’ “. Gesù ha appena detto a Pietro che verrà tradito e che lui stesso lo rinnegherà. I discepoli sono sconvolti e il Maestro percepisce la loro ansia. Quella sensazione di panico che ti prende quando senti che sta finendo tutto ciò in cui hai creduto. Allora riprende a parlare con queste parole. Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e in me. L’ansia è nemica della fede che è certezza serena che ciò che non vedi accadrà. Anzi, è già accaduto in Dio. Se no, vi avrei mai detto… Non vi ho illusi, credetelo. Non mi sarei mai permesso di entrare nella vostra vita, chiamarvi, mostrarvi segni e miracoli, incendiarvi il cuore con parole vere e poi lasciarvi. No. Non pianto in asso nessuno. Non si è mai sentito dire che il Signore irrompa nella vita di chi nemmeno lo attende, la sconvolga, lo coinvolga, e poi lo abbandoni. Non vi avrei mai detto… Non siete degli illusi. Siete dei credenti.
Gv 14, 1-11 (rito ambrosiano) http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+14%2C+1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
Impossibile
Come nulla fosse… Di giorno moltiplica il pane per cinquemila famiglie, poi scappa sul monte perché rifiuta la nomina a re e, in piena notte, raggiunge i suoi a piedi in mezzo al lago. Dal mattino alla sera tutto questo. C’è l’imbarazzo della scelta tra cose impossibili. Tutte e tre impossibili…
Gv Gv 6, 15-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+6%2C+15-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
E’ poco?
Era davvero l’unico ad avere con sé la merenda? Su cinquemila uomini (più donne e bambini) veramente c’era solo un ragazzo con cinque pani d’orzo e due pesci? Non sappiamo come Andrea lo convinse ad offrire quel cibo a Gesù. Non sappiamo nemmeno a quanti chiese aiuto e quanti finsero di non avere nulla. Certo è che il ragazzo disse sì. Il primo miracolo è dunque di Andrea! Ma che cos’è questo per tanta gente? Che differenza può fare il mio gesto invisibile, la mia offerta modesta, la mia preghiera nascosta? Dio non crea dal nulla. Espande ciò che gli dai. Quel giorno gli diedero pani d’orzo e pesci. Da quelli partì e quello si mangiò. Gli avessero dato altro, la gente avrebbe mangiato altro. Gli avessero dato nulla, sarebbero rimasti a guardare il ragazzino che mangiava di nascosto.
Ira
Chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui. Dal Vangelo non è ben chiaro se queste siano parole di Giovanni Battista, del narratore o di Gesù stesso. In ogni caso ci spaventa l’idea che Dio possa provare ira e che – peggio ancora – questa rimanga su chi non ascolta il Figlio. Dunque Dio si arrabbia? Si adira? Dillo come riesci, con le parole che trovi, perché chi viene dalla terra parla secondo la terra, usa parole umane anche quando deve descrivere atteggiamenti e sentimenti divini. Ma è certo che Dio reagisce al male, non lo accetta per nulla, non si rassegna alla sofferenza e non gliela dà vinta. Mai. La vita di Gesù lo dimostra, le sue reazioni di fronte alla morte e alle ingiustizie sono uno spettacolo di lotta contro il male. Con le armi dell’amore e della misericordia.
Nulla è perduto
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo sia salvato, perché chiunque crede non vada perduto. Salvarsi dall’andar perduti, dal camminare per strada con le tasche buche seminando soldi al vento. Intelligenza, bellezza, allegria, sensibilità, humor, saggezza, creatività e quanto altro ancora… Tutto può andar perduto se non credi nel Figlio. Credere con fede assoluta che Lui sa bene quanto vali e saprà valorizzarti al massimo. Credere che Lui saprà aprirti occasioni, possibilità e incontri che nemmeno potevi immaginare. Ma devi credere in Lui tanto quanto Lui crede in te! Parlagli e affidagli i tuoi sogni e poi lascia fare a Lui. Non andranno perduti.







