Cosa vuoi vedere?

Mentre, a sostegno dei suoi argomenti, aveva fatto cenno allo sbarco dell’uomo sulla Luna, i ragazzi avevano reagito disarmando il professore: “E chi ci crede? Non ci sono mai andati, sono tutte invenzioni!”. Da che parte si comincia a parlare con chi rifiuta persino l’evidenza? Consolante che anche Gesù, quella notte, ebbe un momento di sconforto con Nicodemo. Gli aveva parlato del vento che soffia dove vuole, di cui senti la voce ma non sai da dove viene e dove va. Gli era parso un bellissimo esempio per portare l’amico a riflettere su come sia l’uomo spirituale, nato dallo Spirito. Quello invece era rimasto al fatto del vento domandando: “Come può accadere questo?”. Forse anche Gesù, come quel professore, sospirò e calmò a stento l’impazienza: “Sei maestro in Israele e non sai queste cose? Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?”. Sta a noi decidere se guardare la Luna o il dito di chi ce la indica…

Gv 3, 7-15     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+3%2C+7-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF3992

Scendere

“Nessuno può compiere i segni che tu compi, se Dio non è con lui”, afferma Nicodemo parlando con Gesù. “Se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”, è la risposta che ottiene. Il regno di Dio, la dimensione divina, la realtà sovrannaturale, resta invisibile ai sensi corporei materiali. Tuttavia a volte si materializza, si fa vedere, dall’alto nasce quaggiù. Sono eventi, segni che ci dicono che il regno dei cieli sta ‘scendendo’, si sta manifestando nel regno della materia. Quando vedi il regno di Dio nascere dall’alto, la tua fede viene confermata, premiata e rafforzata e tu stesso partecipi a questo partorire il divino sulla terra.

Gv 3, 1-8   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+3%2C1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

image

Prima ancòra

“Poichè mi hai veduto, tu hai creduto”, dice Gesù a Tommaso. Ciò che puoi constatare attraverso i sensi, lo ritieni vero. Questa non è ancora vera fede, ma sarebbe già tanto! Moltissime volte infatti non ci basta nemmeno toccar con mano e dubitiamo di tutto e di tutti. Nemmeno l’evidenza ci basta più! Forse dubiteremmo persino dell’amore di chi, ferito da noi, ci dicesse sorridendo “Pace!”, come Gesù quel giorno. Tuttavia la fede è altro: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”. La fede che smuove le montagne, che guarisce i malati e risuscita i morti, è credere prima ancora di vedere. E’ la fede ciò che fa accadere le cose che, dopo, vedrai. Non hanno visto e hanno creduto, dice Gesù. Hanno creduto a cosa, alla notizia? Sì, certamente. Ma forse Gesù allude ad altro ancora. Allude forse a quelli che hanno creduto che sarebbe risorto prima ancora di averlo visto e prima ancora di averne avuto notizia. Forse Gesù allude a quelli che, sotto la croce o davanti al sepolcro o piangendo al cenacolo il sabato, hanno continuato a credere che sarebbe risorto. Quelli che – forse –  con fede credettero e con certezza assoluta pregarono dicendo: “Gesù, vieni fuori!”.

Gv 20, 19-31        http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+20%2C19-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

image

Continua!

“Ancora, racconta ancora!”, dice il bimbo che ti ha ascoltato incantato narrare la storia. “Ancora!”, dicevano i primi discepoli, ascoltando i testimoni diretti della risurrezione. Persino quando la testimonianza fu trascritta e formò i testi dei Vangeli chi ascoltava diceva: “Ancora! Dicci ancora qualcosa!”. Su quattro Vangeli, ben due (Marco e Giovanni) hanno un vero e proprio doppio finale mentre Luca scrive nientemeno che un secondo volume (gli Atti). Insomma: non riuscivano a smettere.

Mc 16, 9-15    gli studiosi ci dicono che Marco terminerebbe a 16,8   Da 16,9 si aprono altri finali aggiunti a mo’ di Post Scriptum   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Quando?

Erano certi che l’avrebbero rivisto, che gli incontri con lui risorto non si sarebbero esauriti in quelli del cenacolo. Ma quando? Dove? Grandissima l’intuizione di Simon Pietro: “Io vado a pescare”. Non serve stare ad attendere con l’orologio in mano. La tua fede ti porta a credere in modo assoluto che è già vero ciò che desideri, ma devi attendere che accada. L’attesa deve essere luminosa, non simile a quella di chi sbuffa per il treno in ritardo. Il quando e il come avverrà in terra ciò che in cielo ti è già stato concesso, tu non lo sai. Tu vivi il presente: pesca, lavora, ama chi è con te. Sii operoso. Poi, di colpo, quando meno te l’aspetti, accade. Te lo trovi lì sulla riva, è Lui che ti raggiunge mentre sei occupato. Quando meno te l’aspetti. Ha sempre fatto così.

Gv 21, 1-14       http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+21%2C+1-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF4003

Mangiare!

“Avete qui qualche cosa da mangiare?”. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito e lo mangiò davanti a loro. I fantasmi non mangiano, si sa, e se il Risorto mangiava è perché era risorto con il corpo. Un corpo immortale, ma sempre corpo con “carne e ossa come vedete che io ho”. Mangiare, mangiare, sempre mangiare! Non per nulla il primo titolo che gli avevano affibbiato era mangione e beone…  Del resto, sempre che non sia riduttivo chiamarla così, il cristianesimo è forse l’unica ‘religione’ che non impone divieti alimentari e la cui massima preghiera consiste anzi nel mangiare pane e nel bere vino. Un Dio che si incarna non può certo chiederci una vita disincarnata. Un Dio che si fa cibo non può certo accontentarsi di qualche stomaco vuoto in suo onore.

Lc 24, 35-48  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+24%2C+35-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

wpid-img_20150409_185138.jpg

Resta!

Chi lo chiama “terzo occhio”, chi la chiama “interiorità” o altro ancora: ogni percorso spirituale, ogni scuola di profonda preghiera, porta chi la pratica a “vedere” oltre la materia, ad accorgersi che la vita è assai più ampia di ciò che percepiscono i cinque sensi. Non basta la somma di scritture sacre e dottrine. Non basta nemmeno la testimonianza di altri. Se i tuoi occhi interiori restano chiusi, non vedrai. E la fede non è un dono che alcuni hanno e altri no. La fede l’hanno tutti, ma non tutti lo sanno. Gli occhi interiori li hanno tutti, ma alcuni non li aprono, lenti di cuore a credere… Solo lo stare con Lui lo rende visibile. “Resta con noi!”, gli dissero quella sera. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Non l’avessero invitato alla locanda, avrebbe proseguito da solo il suo cammino.

Lc 24, 13-35     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+24%2C13-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF3942

Dalla fine

Il Vangelo non è un libro e non è stato scritto a tavolino, partendo dalla prima pagina. Il Vangelo è la trascrizione di una testimonianza orale e, come tale, “inizia” dalla fine. “Ho visto il Signore!”, esclamò quel giorno Maria Maddalena. “Ho visto il Signore!”, annunciava ogni volta che spezzavano il pane. Ma con gli anni non bastarono più quelle parole, altre se ne dovettero aggiungere. Forse qualcuno iniziò a chiedere: “Quale Signore?” e si rispondeva: “Gesù, il crocifisso, è il Signore”. E dopo anni la domanda insisteva: “Gesù figlio di chi?”. E la risposta che diedero i testimoni fu: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio…e il Verbo si fece carne”. Queste sono le prime parole che leggiamo nel Vangelo di Giovanni, ma le prime ad esser gridate furono quelle di Maddalena, quel mattino del primo giorno dopo il Sabato: Ho visto il Signore!

Gv 20, 11-18    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+20%2C11-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF4091

Ripartire

Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno. Il Risorto chiama “fratelli” quelli che l’avevano abbandonato al suo destino. Dà loro appuntamento in Galilea, dove tutto iniziò. Fratelli in Galilea. E’ già detto tutto.

Mt 28, 8-15
image

E’ risorto

Eppure di risurrezioni ne avevano viste. Li aveva portati con sé più volte. E’ che, quando succede a te, è tutto diverso. Non è più una “relazione d’aiuto”, in cui tu sei quello che sta bene e l’altro ha la parte del malato, del morto, del peccatore. Qui a star male sei tu. Il morto è il tuo Maestro, quello che guariva e dava la vita. Ecco perché vacilli. Ecco perché hai bisogno di vedere per credere.Vide e credette, infatti non avevano ancora compreso la Scrittura. Invece dopo si invertiranno i verbi, torneranno nel giusto ordine: prima credere, poi vedere. Perché prima credi e poi vedi. Prima credi e poi accade ciò che hai creduto già vero prima che fosse.

Gv 20, 1-9     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+20%2C1-9&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
image