Come un bis

Quella che leggete qui sotto è la seconda conclusione del vangelo di Marco. Inizialmente il vangelo terminava in modo molto misterioso al v 8 (vedi link). Anche Luca non si accontentò e scrisse nientemeno che un secondo volume, gli Atti. Domani si leggerà la prima conclusione del vangelo di Giovanni. Anch’egli, dopo alcuni anni, non resistette ad aggiungerne un’altra, il cap 21. Insomma, dalla resurrezione in poi è tutto un inseguimento. Il risorto si fa trovare qua e là, si presenta, mangia, sparisce, ricompare… I discepoli credono, non credono, dubitano e annunciano. I testi dei vangeli, anni dopo, risentono di questo Big Bang che diede inizio alla corsa del vangelo nel mondo e terminano, poi riprendono, poi terminano di nuovo. Come un bis che il musicista concede al pubblico, un po’ per accontentarlo, un po’ perché non riesce a smettere di suonare.

Mc 16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Gettate la rete

Ieri era lui a chiedere qualcosa da mangiare. Oggi dice ai suoi Venite a mangiare. Quante volte l’aveva detto, negli anni passati insieme? Ora quel gesto così familiare tornava. La brace, il pesce arrostito sulle pietre, il cuore che si scalda e il tempo che si annulla. L’odore del fumo e del pesce li porta indietro, ai tempi degli inizi. Ma fa anche male al cuore. L’ultima volta che si era scaldato al fuoco, Pietro era nel cortile del sommo sacerdote e aveva negato di conoscere Gesù. Ora erano lì, ancora insieme, ancora al fuoco, ancora delle reti inspiegabilmente piene di pesce. Erano confusi, la mente faticava a fare ordine. Che ci faceva in Galilea Gesù se era sepolto a Gerusalemme? Ma soprattutto, che ci faceva lì a servirli se l’avevano tutti abbandonato al Getsemani, fuggendo via nella notte? Dunque non era arrabbiato con loro, non era deluso?

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+21%2C1-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Come per lui

A Gerusalemme il mare non c’è e per loro, che erano pescatori galilei, quel pesce non sarà stato certo di qualità. Ma cosa poteva aver gusto in quei giorni, in cui la vita stessa aveva perso sapore? Gesù era in una tomba e mangiavano giusto per tenersi in piedi, con lo stomaco chiuso. Penso sempre a chi aveva cucinato quel pesce. Magari arrostito in qualche modo, senza cura. Forse invece con passione di madre, per tener su quei figli orfani di Gesù, cucinando come se fosse destinato a lui stesso. E fu così. Quando comparve in mezzo a loro chiese da mangiare e gli diedero quel pesce. Sarà stato buono? Speriamo di sì. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Qualunque cosa avrete fatto ai miei fratelli più piccoli, l’avete fatta a me.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+24%2C35-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Emmaus

Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre ci spiegava le Scritture? Resta con noi, Signore, continua a spiegarci le tue stesse parole, le uniche che valga la pena di ascoltare. Resta con noi e parlaci, mentre camminiamo. Aprici gli occhi sulla vita, sul senso delle cose, sul bene che possiamo compiere. Che ogni nostra parola non sia nostra, ma tua. Resta con noi, trasforma ogni cena e ogni locanda (anche questa) in pulpito divino che faccia ardere il cuore e riprendere la corsa di chi ti segue ed ha bisogno di una sosta che lo nutra.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+24%2C13-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Chi cerchi?

Perché piangi? Chi cerchi? Sembrano le parole che si rivolgono ad una bimba smarrita. Chi cerchi? Cerco il mio Signore, ma l’hanno portato via dalla sua tomba. Maddalena non si rende conto che, dicendo così, afferma di adorare un morto. Come può il tuo Signore essere nella tomba? Come puoi andare a prendere il tuo Signore, chi cerchi? Un morto o un Dio? Quello che parla con te chi è, forse il custode del giardino? Sì, lo è. Dio pose l’uomo nel giardino, perché lo coltivasse e lo custodisse, dice la Bibbia. Gesù risorto sta davanti a te. Custode del giardino del tuo cuore, che aveva un tempo liberato dai demoni che lo infestavano. Ora ti parla e ti invia, apostola degli apostoli, a dire loro Ho visto il Signore! L’ho visto e gli ho parlato.

Gv 20,11-18 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+20%2C11-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://lalocandadellaparola.com/i-nostri-libri/

L’angelo

Una scena quasi comica, che si fa beffe delle forze umane. Un angelo, puro spirito, privo di peso, che rotola la pesante pietra e vi si siede sopra come a dire “ora non la muove più nessuno”. Le guardie che, non potendo nulla contro chi non ha corpo, svengono di paura. E poi, ovviamente, ancora soldi, ancora in mano ai sacerdoti. Questa volta non per pagare Giuda, ma per comprare il silenzio delle guardie. Soldi sprecati anche stavolta. Perché se questo fatto è scritto qui, qualcuno la bocca non la tenne chiusa… Pietre, armi, denari e bugie. Tutto è inutile davanti alla luce.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+28%2C1-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Pasqua

Inizia da qui, inizia da oggi, il Vangelo. Iniziarono a dire È risorto! Poi, col tempo, si rese necessario dire “chi” fosse risorto. Ma all’inizio, oggi, bastava dire una parola. Vivo, è vivo! Più sconvolgente della sua morte, fu la sua resurrezione. Dove tutto sembrava finito, tutto ebbe inizio.

Sabato santo

Eravamo partiti da un deserto, siamo arrivati ad un giardino. Nel deserto Gesù resisteva ad ogni tentazione e ne usciva vittorioso. Nel giardino vi era un sepolcro, e vi posero Gesù. È sempre tutto un contrasto. Oggi è il giorno della sepoltura, della fine delle cose belle. Oggi è il giorno in cui il giardino fiorito rende ancora più crudele la morte, perché sembra che la vita vada avanti bella, ma non per noi. Oggi è il giorno di tutto quanto abbiamo perso, di tutto ciò che il male ci ha tolto, di ogni illusione sepolta, di ogni sogno infranto, degli affetti interrotti. Oggi ci chiediamo se davvero vale la pena di credere all’amore, di seguire il vangelo, di avere per Maestro uno sepolto in un giardino mentre fuori c’è festa.

Venerdì santo

Quel che ho scritto, ho scritto. Il male non torna sui propri passi, è pigro. Una pigrizia fatta d’orgoglio. Il male non vuole smettere, non vuole la pace, non vuole il bene. Il male è sempre stupido, per questo è sempre attorniato da grandi discorsi che lo facciano apparire razionale. Ma non c’è un male che abbia un senso. Inutile scrivere il motivo della condanna a morte. Un cartello non la renderà mai giusta.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+18%2C1-+19%2C42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Giovedì santo

Che cosa sarà mai questo calice di vino che noi vogliamo bere? Non è forse il sangue che verrà versato oggi in tutto il mondo? Non contiene forse tutte le sofferenze, le violenze, le ingiustizie, i drammi, la morte che oggi si consumerà? Davvero vogliamo entrare in comunione con tutto questo e sentire come nostra la fatica degli altri, come nostra la morte altrui? Abbiamo la forza di dire amen davanti a questo calice? Che cosa vuol dire entrare in comunione con questo pane azzimo che ci viene messo tra le mani? Questo pane che si domanda come mai non è come gli altri pani. Abbiamo la forza di dire sì a questo pane che vorrebbe lievitare, che ci farà sentire nostra ogni aspirazione alla crescita, allo sviluppo, all’espansione che c’è nel cuore di ogni creatura? I sogni dai ragazzi, le aspirazione dei giovani, quelle dei poveri della terra che non possono nient’altro che sognare la vita che noi facciamo? Ancora vogliamo fare la comunione? Quando diciamo amen davanti a questo pane e davanti a questo vino noi vogliamo diventare una cosa sola con tutto l’universo, con la morte e con la vita che oggi e ogni giorno ripetono: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. Prendetene tutti.

https://youtu.be/wavSD_uAd-s