Sempre

Perché i suoi parenti ritenevano che fosse impazzito? Leggo e rileggo i due versetti del vangelo di oggi e non trovo la causa. Gesù aveva un successo enorme, la folla lo seguiva ovunque vada, persino nelle case dove gli offrivano un boccone, al punto che non potevano più mangiare. A questo punto i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo perché dicevano che era fuori di sé. Evidentemente, lasciarsi interrompere il pranzo dai bisognosi era un chiaro sintomo di follia. Per lui, invece, da pazzi sarebbe stato alzarsi e uscire, seguire i parenti ed abbuffarsi come pochi. O come molti…

Mc 3,20-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+3%2C20-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Il miglior modo

Non saran poi la stessa cosa predicare e scacciare demoni? Qual è infatti la miglior predica, se non quella che esce dalla bocca di chi fa quello che dice e compie realmente opere di misericordia? E non sono forse queste opere il più efficace esorcismo? Distogliere l’attenzione dal male, fosse anche il demonio in persona, è il miglior modo per togliergli forza. La paura di sbagliare, di peccare disgustando Dio, innesca sottili meccanismi che ci concentrano sul male e lo trattengono nei nostri pensieri e cuori. Il male, fatto o da non fare, siede al centro della nostra attenzione come un re illegittimo in trono. I fratelli nel bisogno, il bene da compiere, l’amore da progettare: ecco di cosa occuparci per detronizzare il male ed esorcizzare ogni demone.

Mc 3,13-19 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+3%2C13-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Dai la mano

Che strana che è la vita, con tutti i suoi intrecci e le sue contraddizioni. Chi cerca salvezza dall’acqua, chi in acqua ci entra per salvarsi, come Gesù. La gente si gettava su di lui come fosse un mare. Lui si gettava in barca, come fosse uno scoglio asciutto di salvezza. In ogni caso, è questo aggrapparsi che ci colpisce. Volevano toccarlo. Questo attaccarsi alla salvezza, alla vita. Non a caso dicono che la mano sia l’apice dell’evoluzione, comandata da una vastissima area del cervello. Queste mani fatte per stringere, per salvare e cercare salvezza. A chi do una mano?

Mc 3,7-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+3%2C7-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Adesso

Aveva ragione: che tristezza! Che tristezza quando si usa una santa motivazione per non fare il bene. Nel sacro giorno del sabato non si può fare nulla, nemmeno curare i malati, dicevano a Gesù. Come dire “sto pregando, non disturbare”. Ve la immaginate una madre che dice al neonato “Sto dormendo, per il latte passa domani”? Chi segue il vangelo non ha le mani paralizzate da pigrizia e scuse varie, ma è sempre pronto all’aiuto. E più opera il bene, più la giornata gli riserva momenti di grande silenzio e meditazione. Senza bisogno di allontanare nessuno con durezza di cuore.

Mc 3,1-6 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+3%2C1-6&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Regole e leggi

“L’autorità a che serve? A prendersi la responsabilità di derogare la norma, per piegarla al fine. Quale fine? La salvezza delle persone”. Così parla il comandante De Falco, noto a tutti per avere coordinato i soccorsi alla nave Costa Concordia, dieci anni fa. Ai farisei, amanti dell’applicazione rigida delle regole, Gesù disse: Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno, e lui e i suoi compagni ebbero fame? Entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni! La regola del sabato è stata fatta per l’uomo e non l’uomo per il sabato! La regola è a servizio della coscienza, non sua padrona. Il vero uomo di legge, il vero capo, è esattamente colui che non lo dimentica.

Mc 2,23-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+2%2C23-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Di quale fuoco?

“Aveva circa diciotto anni, o forse venti” quando entrò in chiesa mentre proclamavano il vangelo. Già da tempo si faceva domande sul futuro suo e della sorellina, soprattutto dopo la morte dei genitori. Udì le parole di Gesù: Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi! Non riuscì più a separarsi da queste parole, da questo pensiero che si fece desiderio, e il desiderio si fece decisione e poi azione. “Aveva circa diciotto anni, o forse venti”, scrive Atanasio, il suo nome era Antonio. Un ragazzo egiziano che oggi chiamiamo “il grande” o “del deserto”, perché col tempo fu là che visse. Molti lo seguirono in quella che poi divenne la vita monastica e lui ne è considerato il padre. Come un fuoco ardeva nelle notti del deserto, un fuoco acceso dalle parole di Gesù quando “aveva circa diciotto anni, o forse venti”. E tu, quale parola di Gesù ti sta guidando nel deserto della tua città? Di quale fuoco illumini le notti tue e quelle altrui?

Mt 19,16-22 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+19%2C16-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Atanasio, Vita di Antonio https://ora-et-labora.net/vitaantonioatanasio.html#_Toc421267248

Ti interessa

Se questo fu l’inizio dei segni, fu certamente uno dei migliori inizi immaginabili. Non tanto e non solo perché mutare l’acqua in vino è il sogno di tutti, ma perché è segno di qualcosa ancor più grande. Anzitutto è segno che Dio si interessa delle nostre feste, della nostra gioia, e vuole darci motivo di brindare alla vita e all’amore. È inoltre segno che Dio nota e sa bene quanta riserva abbiamo in cantina o se, invece, non abbiamo più vino né motivo di gioia. È segno che nemmeno a lui piace e non gli basta questa vita fatta di agende intasate, di impegni compressi, fossero pure tutti giusti e doverosi come la purificazione rituale a cui servivano quelle sei anfore stracolme d’acqua. Sembrano proprio i sei giorni della nostra settimana, queste anfore, che con i loro seicento litri d’acqua mai faranno un bicchiere di vino. Perché poi, a pensarci bene, è la capacità di sorriderci sopra che rende la giornata più serena, che muta l’acqua in vino, il guasto in sosta, l’imprevisto in sorpresa, il bisogno in preghiera.

Gv 2,1-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+2%2C1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Un medico

Solitamente, nell’abside nelle chiese, è raffigurato Cristo in trono, il creatore del cosmo che tornerà per il giudizio universale. Un’immagine presa dai vangeli stessi. Chissà se esiste qualche chiesa affrescata con un bel Cristo medico: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori. Quella del medico non era soltanto un’immagine che lui amava, ma una professione che esercitava. Gesù si fece conoscere essenzialmente come un grande e potente guaritore. Era guarendo i malati che predicava, risuscitando i morti che annunciava Dio. Gesù era un medico del corpo e dell’anima. Faceva star bene le persone.

Mc 2,13-17 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+2%2C13-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Nelle notti

A cosa servono gli amici se non proprio a questo? Finché sei tu a tirare il gruppo, finché sei tu quello che da, amici e colleghi si confondono. È quando non hai più forze, è quando sei pesante, paralizzato dai tuoi guai, che si vede chi ti è amico e chi invece, per farsi vivo, aspetta che tu torni quello di sempre. Se lo caricarono in spalla, lo issarono sul tetto e lo calarono davanti a Gesù. Non badarono a fatica né a spese, fecero quello che andava fatto. Non interpellarono nemmeno il malato: se l’altro è paralizzato dai suoi mali, bisogna decidere per lui. La prima mossa spetta a chi sta bene. Per questo l’amico viene sotto casa, proprio perché non scendi mai. Ti scrive o telefona, proprio perché ti sei chiuso nel silenzio. Prega per te, proprio perché tu non ne hai più la forza, non ne hai più la fede.

Mc 2,1-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+2%2C1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non più

Perché gli dicesti di tacere e non raccontare nulla a nessuno? Avevi guarito il lebbroso toccandolo, e questo era vietato. Forse temevi si sapesse? Ti aveva supplicato in ginocchio ma la sua, più che una supplica disperata, era stata una proclamazione di fede: se vuoi puoi purificarmi! Ti aveva ricordato chi eri, chi sei: il Cristo di Dio. Non più solo i demoni, ora pure i malati ti riconoscevano. Forse questo ti spaventava? Volevi ritardare il più possibile il giorno della fama, la tentazione del successo, dell’acclamazione popolare? Ti sarebbe piaciuto restare anonimo ancora per un po’. Entrare nelle città, girare tra i mercati, osservare la gente non notato. Ma era ormai finito, per te, quel tempo. Tutti venivano a te da ogni parte, fin nel deserto. Troppo forte il loro bisogno. Troppo vane le parole dei sacerdoti al tempio.

Mc 1,40-45 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C40-45&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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