Silenzio

Si chiamerà Giovanni, scrisse Zaccaria, muto, ripetendo le parole dell’angelo. E così riprese a parlare. Sarà stato certo un castigo, il suo mutismo, ma noi lo invocheremmo volentieri come benedizione. Ve lo immaginate che bello? Riuscire a parlare solo se si ripetono parole udite da un angelo. Riuscire a dire solo ciò che si è ascoltato nel silenzio della propria coscienza in preghiera. Il resto del fiume di vane parole reso muto. Ce la faremo a tacere?

Lc 1,57-66 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C57-66&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non ho i contatti di tutti quelli che inviano un aiuto alla nostra onlus. Vi ringrazio da qui a nome dei fratelli che aiutate. https://lalocandadellaparola.com/interventi-timor-est/

https://lalocandadellaparola.com/bdbf-onlus/

Tu vedi?

Mi dicevano che umiltà si potrebbe tradurre anche con umiliazione. Il senso di questo testo sarebbe più chiaro: Maria, alle parole di Elisabetta, si sente finalmente capita, non più sola, ed esplode in un canto di gratitudine a Dio. Il Signore ha guardato l’umiliazione della sua figlia e ha provveduto, ispirando le parole di Elisabetta. Il Signore sempre guarda e vede l’umiliazione di ogni sua figlia e continua ad ispirare parole ed azioni, sperando che qualcuno le colga, com’è capitato ieri ad Angela. Leggi qui: https://lalocandadellaparola.com/interventi-timor-est/

Lc 1,46-55 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C46-55&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Benedetta

Sequel, direbbero oggi i ragazzini. Seconda parte, si diceva in italiano. Leggete in sequenza i vangeli di ieri e di oggi e capirete. Capirete chi ha scritto l’Ave Maria. Gli autori sono due: l’angelo Gabriele ed Elisabetta. Redattore l’evangelista Luca. Rallègrati Maria, piena di grazia, il Signore è con te (Gabriele) Tu sei benedetta tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo (Elisabetta). Andiamoci piano dunque, sia nel bandire l’Ave Maria in quanto preghiera inventata dalla devozione popolare, sia nel macinarne a decine senza cura. Si tratta di Vangelo. Nulla di più, nulla di meno.

Lc 1,39-45 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C39-45&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

IERI http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C26-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

L’angelo

Sei lì, in casa, ad occuparti delle tue faccende e suona il citofono: “Chi è?” – “Arcangelo Gabriele”. Cosa rispondi? Il classico “Non ho bisogno di niente” oppure “un attimo”, e corri a dare un aspetto presentabile o meno indecente, a te ad alla casa. Era sempre pronta, la casa di Maria. Sempre pronta era pure lei. Rallègrati, le disse Gabriele, ma subito si accorse che lei già gli stava sorridendo.

Lc 1,26-38 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C26-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Fretta

Ma pensa, chi l’avrebbe mai detto? Anche lei andava di fretta, come un po’ tutti noi soprattutto in questi giorni. Maria si alzò e andò in fretta. È sempre così tranquilla, nei dipinti, che non riusciamo nemmeno a immaginarla andar di fretta. Piangere, adorare e obbedire, quello sì è da Madonna. Ma la fretta… Eppure è scritto. Virtù mariana dunque, la fretta. Fretta di incontrarsi, di capirsi, di sentirsi capiti. Fretta di nascere, come Giovanni che scalcia al sesto mese. Il Vangelo è tutta una corsa, una fiammata, un lampo di luce nelle notti immobili dell’umanità.

Lc 1,39-45 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C39-45&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Credere

Non vogliamo rubare il mestiere a nessuno, ma siamo quasi certi che uno psicanalista darebbe a questo racconto una interpretazione piuttosto prevedibile. Giuseppe, angosciato dalla notizia che Maria è incinta per opera altrui, si rifugia nel mondo dei sogni dove il suo inconscio ha libero sfogo. Sogna infatti quello che vorrebbe fosse accaduto: Maria non l’ha tradito e il bimbo è figlio di Dio. Può dunque stare tranquillo perché il loro amore è intatto come lei. Parola di arcangelo. Fin qui ci siamo, trattandosi di una comune proiezione dell’inconscio. Il problema è che Giuseppe, destatosi, fa davvero come gli ha detto l’angelo in sogno, sposando Maria come nulla fosse. Passiamo la parola allo psichiatra, che ci dica in quale sindrome si è infilato sto ragazzo. Oppure facciamo come lui, come Giuseppe, e crediamoci. Crediamo ai sogni, all’angelo e pure a Maria. Perché non è scritto, ma quei due si saranno pur detti qualcosa, occhi negli occhi e, insieme, avranno deciso di credere.

Mt 1,18-24 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+1%2C18-24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Generazioni

Un Vangelo strano, quello di oggi, ma anche semplice. Quattordici è il doppio di sette, il numero perfetto. Ripetere ben tre volte (anche questo segno di pienezza) il quattordici è segno di perfezione totale. Insomma: Gesù non poteva nascere in un momento migliore della storia. Eppure non ebbe immediatamente gran successo ed il suo messaggio è ancora tutto da scoprire. Oggi poi è l’ottantacinquesimo compleanno di Papa Francesco. Da quante generazioni si attendeva un Papa così? Eppure, chissà se ce ne rendiamo conto. Chissà se lo seguiamo veramente, “con filiale rispetto e obbedienza”. Quando i papi ti guardavano da sotto la tiara, dall’alto della gestatoria, era tutto un obbediente tremore. Ora che, passo passo, si portano la propria borsa, tutti gli insegnano anche a dir Messa.

Mt 1,1-17 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+1%2C1-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il disegno

Dunque sì, c’è un disegno di Dio su di noi. Non siamo vivi per caso né in balìa del caso. Ma non siamo nemmeno attori di un film già girato, di cui Dio è il regista che ha già deciso inizio, fine e ruolo che ci spetta. Siamo liberi di modificare il disegno, di mandarlo all’aria e vanificarlo, facendone uno tutto nostro. Siamo liberi anche di indurre altri a fare altrettanto, di confonderli, di porre fine alla loro o nostra vita, disegnata da Dio per durare a lungo. Possiamo addirittura far passare per divino un disegno che è soltanto nostro: quante guerre nel nome di Dio, quante pressioni psicologiche, quanto dire “io conosco la volontà di Dio per te”.

Lc 7,24-30 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+7%2C24-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il maestro

Una delle sue migliori lezioni. Prese la parte dell’alunno timido, di quello che non ha capito ma non osa chiedere. Giovanni Battista mandò due suoi discepoli da Gesù a sciogliere i suoi dubbi: Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro? E Gesù rispose con i fatti, come sempre: guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi disse ai due: andate e riferite a Giovanni. E, riferendo, raccontarono. E raccontando, credettero. Perché non era certo Giovanni ad avere dubbi su Gesù, lui che l’aveva battezzato, ma loro. L’umile maestro si era fatto da parte ancora una volta, facendosi istruire dai suoi discepoli. Perché il miglior modo per imparare è insegnare.

Lc 7,19-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+7%2C19-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Due figli

Che ve ne pare?, chiede Gesù. Ci pare che l’ideale sarebbe avere un terzo figlio, che dica e poi vada davvero a lavorare. Ma dovendo scegliere, tra i due preferiamo di certo il primo perché di gente che dice e non fa è pieno il mondo. Contraddittorio quanto vero: le parole non fanno testo, le azioni sì. Le buone azioni contano più delle belle parole. https://youtu.be/3vw7rHMdjaQ

Mt 21,28-32 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+21%2C28-32&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1