Come ai tempi nostri

Succede ogni anno, in ogni classe. Il documentario sul lavoro minorile manda immagini crude, che arrivano dritte al dunque, al cuore. C’è chi trattiene il fiato, tra gli adolescenti, chi cerca di fermare una lacrima ostinata. E poi, immancabile, c’è lui: quello che dorme. Non ce la fa, non vuole essere coinvolto, teme le sue stesse emozioni e fugge nel sonno. Là, sullo schermo, i suoi coetanei lavorano a piedi nudi nelle discariche. Attorno a lui, in classe, altri coetanei guardano il mondo e si fanno domande. Lui non si accorge di nulla, come ai tempi di Noè, come ai tempi nostri. Perché una classe non è che un microcosmo e lui è il rappresentante di quel pezzo di mondo che mangia e beve, compra e vende, e non si accorge di nulla.

Lc 17,26-37 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+17%2C26-37&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Racconti di luce, Bambini bisognosi 1 e 2, Netflix https://www.netflix.com/it/title/80133187?s=a&trkid=13747225&t=cp&vlang=it&clip=80183311

L’occasione

Se ti avessimo conosciuto, tutto sarebbe stato più facile. Tante volte l’abbiamo pensato, Gesù, credendo che non vederti sia la causa della nostra poca fede. Quelli della tua generazione ti videro eccome, eppure non credettero in te e ti rifiutarono. È che c’è sempre un buon motivo per non seguirti: quelli non vedevano che un uomo, noi non vediamo che un cielo. Ed è così con tutti: quando qualcuno c’è, gli sbadigliamo in faccia. Quando scompare, desideriamo vederlo, ma non lo vediamo. Sempre convinti che gli altri ci saranno per sempre, giochiamo al gioco del “ci vedremo con più calma” perdendo, una ad una, tutte le occasioni.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+17%2C20-25&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In quale tempio

Non occorreva il tampone con esito negativo. La guarigione dalla lebbra era certificata dal sacerdote che procedeva poi alle offerte di ringraziamento a Dio, riammettendo l’ex lebbroso alla vita sociale. Dio però non è solo nel tempio o, per dirla con il vangelo di Giovanni, il tempio non è solo quello di Gerusalemme. Su questo era certo d’accordo anche il lebbroso samaritano che, in quanto scismatico, frequentava il tempio di Garizim. Forse proprio questa sua “diversità” lo rese elastico quel giorno e, tornato indietro lodando Dio, ringraziò Gesù prostrato ai suoi piedi. Dei dieci guariti, fu l’unico a capire che il tempio di Dio era Gesù stesso. Gli altri, concentratissimi sulle regole religiose, non si accorsero che Dio era fuori città. https://youtu.be/aK6VOfQuQXU

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+17%2C11-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Laterano

Si va un po’ indietro nel tempo, un po’ tanto. Siamo al 9 novembre del 324 quando Papa Silvestro consacra una chiesa adiacente al palazzo del Laterano. Questo bel palazzo era di Fausta, moglie dell’imperatore Costantino che nel 312, fresco di conversione, lo donò a Papa Milziade e avviò i lavori della basilica. Non sappiamo come Fausta prese la cosa, ma di certo i cristiani la presero bene. Finiva l’incubo delle persecuzioni, cessava la clandestinità, la vita dei martiri dava frutto. Essere cristiani, da reato diveniva virtù. Portiamo dunque pazienza, noi che delle chiese non sappiamo più che farcene, noi che per il vangelo non diamo nè sangue nè cinque minuti, portiamo pazienza se ci tocca celebrare l’anniversario di consacrazione di San Giovanni in Laterano. Cerchiamo di capirli, i cristiani di allora. È la prima chiesa costruita al mondo, erano le prime messe pubbliche. Un sogno diveniva realtà.

Gv 2,13-22 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+2%2C+13-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://www.classicult.it/tag/arcibasilica-papale-del-santissimo-salvatore-e-dei-santi-giovanni-battista-ed-evangelista-in-laterano/

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Giovanni_in_Laterano

Sette volte

Nelle campagne lombarde si diceva che il cavallo si “inversava” quando iniziava a trottare girando dapprima la testa di lato, poi tutto il corpo, e non c’era modo di raddrizzarlo. Scandalizzare, in greco vuol dire ‘fare inciampare’, mettersi di traverso e dunque bloccare il cammino altrui. “Inversarsi” insomma. È inevitabile scandalizzare ed essere scandalizzati. Succede ai migliori purosangue, figuriamoci agli asini come noi. Per questo è fondamentale perdonarsi di continuo, evitando così che lo scandalo, l’ostacolo, divenga una montagna. Se tuo fratello commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». https://youtu.be/aK6VOfQuQXU

Lc 17,1-6 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+17%2C1-6&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Dare tutto

La misura dell’amore non è il tanto o il poco, ma il tutto. Gesù ammira questa donna perché ha dato tutto. L’amore non è misurabile. Ma noi ci crediamo ancora all’amore per sempre? Crediamo ancora che sia possibile un amore incondizionato, che ama senza aspettare nulla in cambio? Tu ci credi che sia possibile dare tutto, anche se ti sembra di dare veramente poco? Guarda il video https://youtu.be/aK6VOfQuQXU

Mc 12,38-44 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+12%2C38-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Scaltrezza

Insomma: svegliarsi! Guarda gli altri come sono svelti, pare dirci Gesù. Osserva la pubblicità, le fake news, i mostri del commercio e della moda. Nota le mosse dei grandi comunicatori, la lungimiranza dell’alta finanza, l’astuzia di chi organizza eventi d’ogni genere. Ruba i segreti, impara la tecnica dei volponi del mondo: non si fanno sfuggire nulla! Sii altrettanto in gamba nell’evangelizzare, nel diffondere, nel coinvolgere, nel creare uno stile di comunità alternativo ma altrettanto efficace. Non restare indietro. Domandati sempre: a chi mi rivolgo? In che anno sono, in che società?

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Carlo Borromeo

PAVIA, ALMO COLLEGIO BORROMEO. Sarà anche stato un tormento, ma di certo era santo. Carlo Borromeo fondò nel 1561, a spese proprie, questo collegio universitario per studenti meritevoli ma non abbienti. A chi interessano i giovani e i giovanissimi? Forse solo a quelli che vogliono i loro soldi in cambio di abbigliamento, divertimento, tecnologia, per non parlare di porcherie varie da fumare o bere. Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non le lascia per cercarla? Pochi, pochissimi, sono gli evangelizzatori che non attendono le pecore nel recinto sacro della domenica e fanno la fatica di andare a lavorare in scuole e università, laici tra i laici, là dove i giovani e gli adolescenti sono a milioni, per migliaia di ore l’anno, per decine di anni.

San Carlo Borromeo, patrono di Milano http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+15%2C1-10&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Collegio Borromeo