A te darò le chiavi

Quante volte le abbiamo viste raffigurate così, le chiavi di San Pietro, grandi, dorate, importanti come i cancelli che aprono, quelli del Paradiso. In realtà queste, in foto, sono chiavi del carcere di San Vittore. Chiavi di cancelli, di sbarre, di celle. Chiavi di potere. Nei cieli, di chiavi non ce n’è. La porta è sempre aperta per tutti quelli che vogliono entrare. Allora perché Gesù dice a Pietro: A te darò le chiavi dei regno dei cieli ? Che chiavi sono? Oggi potremmo dire “password” o “chiave d’accesso dati”. A te darò sufficiente Spirito per aprirti a Dio, per entrare nel vangelo, per non restare chiuso all’amore, per non sbarrare il passo a nessuno. A te darò la chiave di lettura della vita, della storia, del cuore umano, per legarti in fraternità e sciogliere ogni odio. A te darò la chiave d’accesso ad ogni cuore, perché nessuno resti escluso dalla buona notizia del Vangelo: il paradiso non ha cancelli!

Mt 16,13-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+16%2C13-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Figli e cagnolini

Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini. Gesù usò questa espressione in modo allegorico, per far capire ben altro. Noi possiamo invece, una volta tanto, prendere il Vangelo alla lettera. È un invito a riprendere il senso delle giuste misure, il peso delle giuste parole, in questo mondo in cui “amore mio” lo si dice indifferentemente a cani e bambini, ad animali e persone. È un invito a recuperare un sano e santo disgusto per tutto ciò che inverte le priorità, in questo mondo in cui tirare una pedata a un cane che mi piscia sui fiori è reato, mentre sparare a chi mi entra in giardino è legittima difesa. Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini. Ci sono troppi figli dell’uomo che vorrebbero sfamarsi col cibo che cade dalle ciotole dei nostri animali. Guardate le foto qui sotto dopo aver letto il vangelo.

Mt 15,21-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+15%2C21-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Una ragazza ha postato questa foto sul suo telefono, felice di poter mangiare uno spiedino di cavallette.

Faccia a faccia

No, non è un invito a farci gli affari nostri. Sarebbe banale come il nostro mondo in cui lasciamo fare agli altri quello che gli pare, per poter essere altrettanto liberi. Insomma: non si renda conto né si chieda conto a nessuno, men che meno delle scelte affettive. Maria e Aronne, fratelli di Mosè, sparlano di lui perché ha sposato una donna etiope. La scelta andava per lo meno sottoposta al loro parere. Non si decidono da soli certe cose! Verissimo. Dio infatti, rimproverando i due, ricorda loro che con Mosè lui parla faccia a faccia. Devono dunque supporre che, se Mosè ha sposato quella donna, è perché prima ne ha parlato con Dio. Questa è quella che si chiama libertà di coscienza.

Numeri 12,1-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Nm+12%2C1-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sempre

Il popolo di Mosè era stufo di mangiare sempre e solo manna, che riduceva in farina col mortaio facendola poi cuocere in pentola o facendo focacce. Si lamentavano, rimpiangendo la varietà gratuita dei cibi egiziani, dimenticando di averla pagata con la libertà. Dove prenderò carne per questo popolo che nemmeno ho concepito io?, gridò Mosè a Dio. E Dio provvide. Capita a volte il contrario. “Come mai sei svenuta? – chiedevo ieri al telefono ad una ragazza di Timor in ospedale – cosa mangi?”. “Sasoro”. Sempre e solo sasoro, un porridge di riso. E io a spazientirmi come il popolo di Mosè, a offrirle gratuitamente la possibilità di cibi più vari, di una giovinezza più dignitosa, liberata dal sapore monotono della miseria. E Dio provvederà a non lasciarmi mai senza mezzi.

Numeri 11,4-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=Nm%2011,4-15

Sfamarsi o sfamare?

Li accoglie ma li fa crescere: voi mi cercate perché avete mangiato il pane (moltiplicato), datevi da fare per ciò che rimane in eterno. Nulla di male a cercare Gesù ‘al bisogno’, ma più bello è diventare come lui. È naturale voler qualcosa da Dio, è più grande cosa volere Dio. Voi cercate pane da me, ma io sono il pane. Ecco il passaggio con cui Giovanni oggi ci sfida: dal cercare Gesù per chiedere, al cercare Gesù per essere. Dal mangiare il suo pane, al divenire pane come lui. Dall’essere sfamati, allo sfamare.

Gv 6,24-35 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+6%2C24-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il gioco

Scelta una meta, non c’è che camminare. Le nuvole potrebbero abbassarsi, la pioggia cadere, la fatica farsi sentire ma, se la mappa l’avevamo studiata bene e in totale pace, non vi è motivo di dubitare. Abbandonare il sentiero sarebbe anzi pericoloso. “In tempo di desolazione non si facciano mai cambiamenti, ma si resti saldi e costanti nei propositi e nelle decisioni prese in tempo di consolazione”, scrive S. Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti. Le prove, insomma, fanno parte del gioco della vita e non significano che sia sbagliato giocare. Poi, passata la tempesta, si può riaprire la mappa e verificare gli aggiustamenti da apportare al percorso.

S. Ignazio di Loyola https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ignazio_di_Loyola

30 anni con loro

Non raggiungeva le cento famiglie, Nazareth. Mai citata nell’antico testamento, non era che un gruppo di casette sulla collina. Dal vangelo di oggi possiamo constatare il livello di apertura mentale dei suoi abitanti e la loro capacità di farsi i fatti propri. Eppure lui è per tutti il Nazareno. L’energia divina che creò il cosmo, il Cristo, si auto restringe nei limiti di un corpo umano che cresce in un piccolo villaggio ermeticamente chiuso ad ogni progresso culturale e spirituale. Per trent’anni visse qui, in silenzio, con questi zotici.

Mt 13,54-58 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+13%2C54-58&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Scende

Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. E allora Dio lo si vedrà, come scende il calore del sole sul villaggio buio degli uomini. Perché Dio è amore e noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha in noi. 

Santi fratelli Marta, Maria e Lazzaro, amici di Gesù 1Gv http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=1Gv+4%2C7-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il pezzo unico

Questa foto l’ho scattata ieri, ma riuscireste a indovinare dove? Mare, montagna o città? Italia o estero? Un po’ ovunque si trovano le stesse cose, gli stessi prodotti, forse anche le stesse persone. Ci diventa sempre più difficile trovare qualcosa, qualcuno, che sia davvero un pezzo unico, una perla preziosa per cui vendere tutto e comprarla. Per dare vita ed energie aspettiamo sempre un’occasione migliore e, alla lunga, cessiamo pure di cercare una causa che ne valga la pena. E “Dum differtur, vita transcurrit”, mentre si rinvia, la vita passa.
(Seneca 4 a.C. – 65 d.C.)

Mt 13,44-46 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+13%2C44-46&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Lo guardava

Parlava con lui faccia a faccia, come uno che parla con il proprio amico. Così Dio parlava con Mosè. Rendiamocene conto: Dio che ha per amico un uomo. Dio che è là, nella tenda dell’incontro, e aspetta che il suo amico Mosè arrivi. E parlano, chissà di cosa, chissà per quanto. Ancora più bello è sapere che alla tenda dell’incontro poteva recarsi chiunque volesse parlare con il Signore. La tenda la piantava Mosè, fuori dall’accampamento, ogni volta che si spostavano. La tenda la piantiamo noi, quando ci ritiriamo per il nostro momento di preghiera, di amicizia faccia a faccia con il nostro amico Dio, ogni giorno, senza scuse, senza rinvii, senza urgenze maggiori. Perché all’amicizia ci teniamo.

Esodo 33 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Es+33%2C7-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1