L’una o l’altra?

Terra o acqua? Chiedereste a una spiga di riso di scegliere tra l’una e l’altra? Non potrebbe crescere comunque. Così non ci si può chiedere se sia più importante amare Dio o il prossimo, perché le cose non possono essere disgiunte. Amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze e il prossimo come se stessi, vale più di ogni sacrificio.

Mc 12, 28-34  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mc+12%2C28-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sala regìa

Che Lui sia regista è certo, come noi siamo attori. Non si tratta però di teatro o cinema, dove un copione già scritto decide le sorti. Lui è più simile al regista della diretta tv di un grande evento. Me la vedo la sala regia, con le pareti coperte di monitor e lui, Dio, in cuffia e concentrato, a dare i numeri delle telecamere da connettere. Chi gode il Gp o la Champions sdraiato sul divano, nemmeno percepisce i cambi di scena. Tutto è come un bel film precostruito, mentre invece è diretta. Così è la vita. Ci sono a volte tali intrecci e soprese che tutto ci sembra sia stato scritto in anticipo. La regìa della Provvidenza invece non scrive nulla prima. Lascia a noi l’arte del teatro d’improvvisazione, lascia a noi la libertà della vita. Lui però, vedendo contemporaneamente tutti, coglie al volo le scene e le mette in sequenza, creando i meravigliosi intrecci dei nostri incontri e dei nostri amori.     Per constatarlo leggi la storia di Tobia e Sara qui di seguito

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=tb+3%2C1-11.16-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1      Tb 3, 1-11.16-17

Lo sguardo

Il perché la gente abbia gli occhi chiusi mentre il parroco predica, è facilmente intuibile. Più difficile capire perché gli occhi li tenga chiusi pure lui. Eppure la psicologia lo dice chiaro: l’eccesso di carico emotivo porta a non concedere lo sguardo. Chi è costretto dalle circostanze ad esporsi in pubblico controvoglia, non guarda in faccia nessuno. E’ insomma una difesa. La difesa dalla fatica di guardare in faccia, di saper distinguere, di valutare caso per caso. La fatica di non scambiar le persone per monete, che hanno tutte la stessa faccia e identico valore. La madre di famiglia invece non fa così. A ciascun bambino sa dare la parte di cui ha bisogno, pur amandoli tutti con lo stesso cuore.

Mc 12, 13-17  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+12%2C+13-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Intenzione di preghiera del Papa https://www.youtube.com/channel/UCQsWMZxPnEGA-fkDhxocyxA

Monday Spirit

Oggi è lunedì, ma è Pentecoste. Lavoreremo, ma è Pentecoste. Sarà una giornata ordinaria di Pentecoste. Perché Pentecoste non può durare un giorno solo, ma ogni giorno può essere una Pentecoste senza confini di tempo. “Spirit lead me where my trust is without borders. Let me walk upon the waters, wherever you would call me. Spirito rendi la mia fede senza confini, per camminare sulle acque dovunque tu vorrai. Portami dove non ho mai osato andare e la mia fede sarà salda alla presenza del Signore”.        Dunque oggi faremo Pentecoste ancora! Scegli se ascoltare questa bellissima canzone in italiano o inglese. Oppure riprendi uno dei testi della Locanda proposti qui sotto. Buona Pentecoste!

https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2017/06/04/capirsi/

https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2015/05/24/pentecoste/

https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2016/05/15/carisma-7-x/

Sconfinato Spirito

Non toccare, non toccarsi, non farsi toccare. Era questa tutta l’educazione alla corporeità che si riceveva in collegi e seminari, coi risultati che ahimè conosciamo. I nostri ragazzini ricevono oggi le stesse identiche raccomandazioni, solo senza i ‘non’. Le cose non vanno affatto meglio. Non capire, non capir se stessi, non farsi capire. E’ la regola d’oro di ogni potente e di ogni casta, di chiunque voglia difendersi dietro barriere culturali, sociali e religiose, sapendo bene che sono più efficaci di muri e fossati. Capire, capir se stessi, farsi capire. Ecco l’effetto prodotto dallo Spirito di Pentecoste! E dunque toccare, toccarsi e farsi toccare da ogni realtà colma di Spirito, illuminata d’amore e dialogo. E mai, mai temere l’altro. Nessuno viene da un mondo così lontano da non poterlo capire.

Pentecoste  At 2, 1-11  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+2%2C+1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Ancora lo diciamo

Per due anni ai domiciliari a Roma, in una casa presa in affitto, con un soldato di guardia, in attesa del giudizio d’appello. Così, raccontandoci di Paolo, termina il libro degli Atti. Ma la storia continua ogni giorno, in quella di uomini scivolati, per colpe proprie o altrui o per sfortune, in guai giudiziari di ogni genere. Un mese fa erano ufficialmente 56.436 i detenuti in Italia, di cui ben 9.760 in attesa di un primo giudizio. Poi ci sono quelli che attendono in casa, ai domiciliari o liberi ma in ansia. E poi ci siamo noi, che passiamo in tangenziale davanti alle carceri e nemmeno facciamo il segno della croce. Croce sulla quale salì un uomo come molti, processato e condannato legalmente a morte, mentre tutti dicevano che se l’era cercata ed era giusto così. Ancora lo diciamo. Perché?

At 28, 16-20.30-31  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+28%2C+16-20.30-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Statistiche carceri https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?contentId=SST1328002&previsiousPage=mg_1_14

In foto: Milano, carcere di S.Vittore

La pagina

Una pagina perfetta, bella da leggere come un romanzo, pronta da sceneggiare per un film. Primi piani, luci fioche di candele, la voce bassa e calda di Festo che parla e racconta a re Agrippa di Paolo e di un certo Gesù, morto, che lui sostiene essere vivo. Ma per i cristiani non è film né romanzo. Sarà ragionevole credere che sia un fatto storico? Sì, perché no. Purché ci si chieda come abbia fatto Luca a sapere di questo dialogo e trascriverlo negli Atti. I potenti, si sa, non si servono mai da soli nemmeno un bicchier d’acqua e difficilmente parlano la lingua uno dell’altro. Forse una serva, un cameriere, un interprete, simpatizzando istintivamente per il prigioniero piuttosto che per i padroni, “registrò” quel dialogo e – chissà – un giorno se ne uscì a raccontarlo alla persona giusta. E la pagina mancante fu scritta.

At 25, 13-21  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=At+25%2C+13-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non perdersi

Screenshot_2017-06-01-14-19-32~2Restare uniti, non lasciarsi mai, non perdersi. Ecco cosa ci dà gioia. Davanti ad ogni divisione, immersi nelle nostre solitudini, sperare che diventeremo una cosa sola, ecco ciò che dà ancora più gioia. Dunque “felici di sperare, non solo sperare di esser felici. ‘Finchè c’è vita c’è speranza’, dice il proverbio. Ma è vero anche il contrario: finchè c’è speranza, c’è vita. Gli uomini hanno bisogno di speranza per vivere e di Spirito Santo per sperare”  (Papa Francesco)

Gv 17, 20-26  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+17%2C+20-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Papa Francesco Seminare Speranza  https://it.zenit.org/articles/essere-seminatori-di-speranza/

Chi è?

Mi raccontava che era una sera come tante. Aveva da poco tolto le scarpe e acceso i fornelli per farsi due spaghetti. Si era seduto – o meglio accasciato – sul divano e fissava un punto del muro, lottando col desiderio di addormentarsi lì e lasciare che l’acqua bollisse fino all’alba. Un suono lo risvegliò. Era il campanello di casa. Rimase cinque o sei secondi completamente imbambolato: quel suono non l’aveva mai udito. C’era qualcuno fuori da quella porta, su quell’anonimo pianerottolo, ad attendere che lui aprisse. Che ci faceva ancora seduto? Si riprese, infilò delle ciabatte e aprì. La vicina di casa – l’aveva incontrata sei mesi prima sulle scale  e si erano salutati con un ‘salve’ – ebbene lei era lì sul suo zerbino. “Scusi, lei ha l’acqua? A me non scende, provi a controllare”. Si diresse al rubinetto, lo aprì e invitò la signora ad entrare e lei fece due passi. Le sorrise con un “Grazie mille! Staremo attenti a non restare a secco!”. Poi le porte si richiusero. Ma lui restò commosso per quella visita. Era la prima volta, in tre anni, che qualcuno suonava a quella porta blindata. Quella sera – mi confidava – ringraziò Dio per quel gesto così umano, per quel suono di vita.

Festa della Visitazione di Maria  Lc 1, 39-56  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+1%2C+39-56&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Chi può fermare?

Chi può fermare la danza? Chi impedisce allo scultore di cavare un bimbo dal marmo e chi riesce a spegnere i versi di un poeta? Chi trattiene in porto Colombo o Magellano e quale fuoco soffoca l’amore di Giovanna d’Arco? Eppure è nulla, questa impresa, rispetto a quella di impedire ad un cuore di andare, costretto dallo Spirito, senza sapere ciò che gli accadrà.

At 20, 17-27  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=at+20%2C+17-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1