Tutto è in costante connessione e non si può escludere un certo legame tra terra e cielo, uomini e stelle. “Di che segno sei?”, ci sentiamo spesso chiedere. “Sono del segno di Giona”, affermò quel giorno Gesù. Tutti i miei movimenti vanno letti alla luce di questo segno, sono illuminati dalla vita di questo personaggio biblico. E così come conosciamo il nostro segno zodiacale, potremmo scoprire quello biblico. Sono del segno di Mosè, il più mite degli uomini che parlava faccia faccia con Dio. Oppure del segno di Giovanni, il discepolo che Gesù amava. O forse, ancora, sono del segno di Abele il giusto, di Rut la straniera fedele, di Maddalena che ha visto il Signore, di Pietro che pescava uomini. Di che segno sono? Di che segno è il mese che sto vivendo? Quale Cielo mi sta guidando?
Confidandosi
Alcuni la considerano una delle solite preghierine a memoria, prive di valore. Altri le danno l’austera solennità di preghiera rivelata. E’ bello viverla come preghiera confidata da Gesù che disse ai suoi: “Voi dunque, pregate così”. E chiuse gli occhi davanti a loro e iniziò a sussurrare le parole che usava per far scendere il Cielo in sé. Portò l’attenzione alla sommità del suo capo e d’un soffio disse: “Padre che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, si realizzi il tuo regno”. Concentrandosi poi nella gola, sede della voce che esprime la volontà, forte esclamò: “Sia fatta la tua volontà, si realizzino i tuoi desideri che certo son migliori dei nostri!”. E nel suo cuore sentì l’incontro tra i due regni: “Come in cielo così sia in terra”. La sua attenzione scese alla bocca dello stomaco e chiese secondo i bisogni del corpo: “Dacci ogni giorno il pane, da te riceveremo ogni cosa”. Un movimento gli prese le viscere pensando ai molti che lo detestavano, calunniavano e che lo volevano morto e, da quel nodo di emozioni, come in un parto uscì: “Perdona le nostre colpe così come noi le perdoniamo a chi è in debito con noi!”. Poi, avvertendo il suo peso a contatto col terreno, si ricordò delle cadute e delle bassezze e chiese a Dio di non abbandonarci alla tentazione ma di liberarci dal male.
Universale
Il giudizio sarà universale, perché non c’è azione, sia pure la più segreta, che non abbia un peso in tutto l’universo. Il giudizio sull’universo delle nostre azioni sarà sull’amore. Dunque ama, senza aspettarti nulla in cambio. Questo è l’amore puro. Non significa che non sarai ricambiato, ma che l’amore non attende contraccambio. Le opere di misericordia, elencate nella pagina di oggi, sono compiute verso chi non promette nulla di buono. Sono destinate a chi certamente non ricambierà. Non ricambierà il morto che hai sepolto né il depresso per cui preghi in segreto. Non ricambierà lo studente cui insegni a scrivere, il neonato che nutri nella notte, l’adolescente che hai fatto giocare. Non ricambieranno e non ti ringrazieranno. Se riuscirai ugualmente ad amarli, il tuo sarà certo un amore libero da ogni paga.
E gli disse…
E il diavolo, il ‘divisore’, gli disse: “Controlliamo le masse dall’alto di un monte. Uniamo i poteri di stati e di chiese. Teniamo stretti i loro cuori e legate le loro coscienze. A noi, solo a noi dovranno domandare ciò che possono mangiare, quanti figli procreare e in quale piazza manifestare di rabbia esplosiva la loro ‘fede’. Nutriamoli di cose, di cibi, di abitudini che li tengano distratti dalla fatica di guardare la desertificazione che avanza, il loro corpo spirituale che si dissecca e perde forze. Per loro pure le pietre diventino pane! Riempiamo le vie delle città di negozi e schermi, riduciamo la loro visuale da infinito a 5 pollici e loro esclameranno “oh, meraviglia!”. E diamo a Lui la colpa del male: se i mali esistono è perché Dio non interviene. Sua e non nostra è la colpa del dolore nel mondo! E’ Lui, non noi, che deve intervenire coi suoi angeli a sostenere chi cade. Loro, dietro uno schermo, si vorranno gustare la vita in hd, mettendola in pausa per il caffè e saltando le scene troppo dure da accettare”. Ma lui, il Cristo di Dio, era guidato dallo Spirito. Resistette sereno fino a che il diavolo esaurì ogni possibilità di tentazione e si allontanò.
Brutti
C’è un digiuno che mai nessuno vorrebbe interrompere, una rinuncia che rispettiamo tutti volentieri. E’ l’astinenza dalle persone faticose, poco interessanti e brutte. E’ la distanza dai vecchi noiosi, dai malati e dai drogati. E’ la separazione dai cattivi, dai colpevoli e dagli antipatici. Con loro non si mangia, della loro compagnia non ci si nutre mai. Chi rompe questo digiuno inquieta tutti, crea confronti, pone domande scomode. “Come mai mangiate e bevete insieme ai peccatori?”. Gesù rispose loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”.
Digiuno sì o no?
Ciò che devo mangiare di meno, tu devi cercare di mangiarlo di più: non esistono diete universali e ciascuno ha la sua. E se è difficile osservare una dieta per il corpo fisico, ancor più lo è per quello spirituale del quale molti ancora negano o dimenticano l’esistenza. Chi necessita di più movimento all’aria aperta, chi di riposo e relax. Chi ha bisogno di montagna e chi di mare. Chi di testimonianze, conferenze e volontariato e chi di silenzio, solitudine ed estasi. Tutto ciò lo chiamiamo digiuno, cioè cura del nutrimento fisico-spirituale. Ognuno ascolti se stesso e, nel caso, si consigli con un buon ‘dietologo’. Evitando di confondere il digiunare di Gesù di Nazaret con la rinuncia ai cioccolatini…
Mt 9, 14-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+9%2C+14-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
grazie ad Ale P. per l’invio della foto
Dorme ma…
Una grande e costante paura pare abiti nel fondo buio di ciascuno di noi. Come un leone ruggente, a volte si fa sentire forte, più spesso sonnecchia apparentemente innocua. E’ la paura di non farcela e non essere felici, di esser rifiutati e soffrire molto. La paura di perdere e rovinare le occasioni che la vita ci propone, restando a bocca asciutta. Come i colpi sordi di un minatore avvertiti in superficie solo facendo gran silenzio, questi pensieri di paura ci martellano la mente senza che ce ne accorgiamo. Diventano più costanti e forti di una preghiera e, alla lunga, le rubano il posto e vengono esauditi. La preoccupazione ansiosa di salvarsi, diventa così la causa stessa della rovina! Tutt’altra cosa è ascoltar se stessi, divenire consapevoli dei desideri della nostra anima, consegnarli sinceramente a Dio, poi andarsene alle proprie faccende di ogni giorno.
Luna di semina
Qual è la luna giusta per seminare semi di preghiera, di elemosina e digiuno così che possiamo raccogliere i risultati sperati? Se i nostri sforzi non sono ricompensati, di chi è la colpa? La parola chiave è: distacco dal risultato. La tua elemosina resti segreta. La tua preghiera non sia notata. I tuoi digiuni non siano visti. Aiuta gli altri senza pretendere nulla in cambio. Segui una ‘dieta’ spirituale che ti serva per crescere, non per risultare devoto osservante del magro al venerdì. Prega e medita per incontrare in te la luce di Dio, non per far piacere a chi ti osserva. Libero. Sii libero. Libero persino da ogni risultato. Resti segreto ciò che fai. Ama per amore, non per essere amato. Allora il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà con risultati anche più grandi di ogni calcolo.
primo giorno di Quaresima Mt 6, 1-6.16-18 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mt+6%2C+1-6.16-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
Perché i tuoi no?
A dimenticarsi qual è lo scopo di una regola, si rischia davvero di esser più papisti del Papa. Civile o religiosa che sia, ogni norma parla con la bocca dei testi e delle tradizioni, ma ha un cuore, un fine che va conosciuto. Ogni precetto religioso ha lo scopo di tutelare e difendere la libertà dell’uomo. Persino la norma tradizionale di lavare bicchieri, stoviglie e di fare abluzioni di ritorno dal mercato non vuole far altro che tener liberi da malattie e contagi. “Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione e prendono cibo con mani impure?”, chiesero a Gesù i farisei. Evidentemente avevano imparato a lavarsi le mani da soli, senza l’aiuto di alcuna legge-balia.
Stoffa
Magica stoffa o stoffa da credente? Gesù credeva. Credeva fermamente nell’amore onnipotente. Credeva che l’uomo è fatto per ridere e vivere sereno, credeva che volontà di Dio è la salvezza e la gioia di ciascuno. Si vedeva che credeva, si coglieva al primo sguardo che era in connessione costante con la forza di Dio. Gesù aveva la stoffa del credente. Non era il lembo del suo mantello a sanare i malati, ma la supplica di poterlo toccare. Toccare l’orlo del suo mantello voleva dire unirsi in profonda fede alla sua fede. Sfiorare la sua persona era fare comunione con lui. E quanti lo toccavano venivano salvati.