Trappola

DSCF9116Perché funzioni, la trappola deve lasciar entrare la preda e poi scattare alle sue spalle. Lo stesso vale per una parabola: un racconto estraneo alla realtà, senza alcun riferimento al presente, tanto che l’ascoltatore abbassa le difese ed entra nelle dinamiche in gioco. “E’ solo una storia” – pensa – e intanto si avvicina incautamente al cuore del racconto. Poi scatta la trappola: “Darà la vigna ad altri contadini!”, esclamano gli ascoltatori, interrompendo il racconto ed uscendo dalla parabola. Ma ormai è tardi, sono catturati dalle loro stesse parole. A Gesù non resta che confermarle: “Vi sarà tolto il regno di Dio e dato ad altri”.

Mt 21, 33-43  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+21%2C+33-43&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Per quante vite racconterà?

image Il capovolgimento delle parti, sul palcoscenico della vita, è cosa che accade. Questa storia resterebbe dunque vera anche se fosse tutta ambientata nell’aldiquà e, forse, sarebbe ancora più efficace, dato che l’aldilà non è certo il primo dei pensieri. Il ricco non si è reso conto che lo zerbino che calpesta ogni giorno respira. E’ un uomo, un povero di nome Lazzaro, ma lui preferisce chiamarlo Lazzarone e da tale lo tratta. “Che si cerchi un lavoro!”, pensa oltrepassandolo, lui che con le mani non fa altro che contare i soldi guadagnati dal padre. E non gli basta veder le cose cambiare, che la povertà di Lazzaro muoia e inizi a vivere la sua fortuna. Non gli basta nemmeno veder morire la propria ricchezza ed iniziare i tormenti di una vita d’inferno e di problemi. Non gli basterebbe nemmeno che qualcuno risorgesse dai morti: pare proprio non cambiare. Prima usava Lazzaro come zerbino, ora lo vorrebbe usare come sorgente d’acqua, ma continua a vedere sempre e solo qualcuno da usare. Quante volte dovrà esser raccontata questa ciclica parabola della vita e della morte perché questo ricco entri nel regno di Dio, perché inizi a vedere uomini da aiutare e non occasioni da sfruttare? Fra quante migliaia di vite si accorgerà?

Lc 16, 19-31  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=lc+16%2C+19-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Nel caso anche oggi

DSCF8505Mancano quattro minuti al suono della campanella, poi si corre a casa. La ragazzina, credendosi non vista, si guarda allo specchietto, si ritocca i capelli e si aggiusta il berrettino di lana perché i capelli le inquadrino perfettamente il viso. Gli occhi delle compagne gustano la scena finchè lei, sotto il trucco e lo sguardo dell’insegnante, arrossisce e sorride. E’ carina, ma indubbiamente è vestita come una bimba che entra di nascosto nella cabina armadio di mamma giocando a vestirsi da grande… L’insegnante sospira e a sua volta le sorride. Credendo che l’unico rimprovero efficace in questo caso sia lo humor, le dice: “Ma che perfezione! Vai a prendere il bus o devi uscire a fare shopping in centro città?”. Tutte le amiche ridono e lei pure. Qualcuna esclama: “Ma ti vesti così per venire a scuola?!”. Lei, sorridendo ancora, risponde: “Be’, che ne so! Potrebbe anche essere il mio ultimo giorno di vita!”. Rispose Gesù: “Potete bere il calice che io sto per bere?”. Gli dicono: “Lo possiamo!”. Nel caso, anche oggi.

Mt 20, 17-28   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+20%2C+17-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

E’ più grande!

DSCF8665Non vi è popolo privo di religione né religione priva di liturgia e templi e preghiere collettive. Non vi è popolo senza uomini-ponte tra terra e cielo, ministri che aiutino e guidino la gente a cogliere lo Spirito. Ma ovunque vi siano uomini al servizio dello Spirito, lì si annida il grande male che ne trasforma alcuni in uomini del potere ‘spirituale’. Da fratelli che servono lo Spirito che vive in ogni uomo, questi divengono padroni che asservono le libere coscienze. Se ne individuate alcuni, osservate ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Restate liberi da loro. Dio è più grande!

Mt 23, 1-12   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+23%2C+1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Cattedra di Pietro

Vatican Pope

Che sia la ‘cadrèga’ con cui i comici Aldo, Giovanni e Giacomo hanno fatto ridere milioni di persone o che si tratti della ‘cathedra’ da cui parlando il Sommo Pontefice insegna verità certamente ispirate, sempre si tratta di un luogo su cui posare il proprio punto d’appoggio. E di cadrèghe e cadreghìni è pieno il mondo, tutti ovviamente abbinati a chi il sedere da lì non lo vuole scollare. Una cosa comunque è certa: Simon Pietro non fu mai un cattedratico né sedette mai su alcuna sedia gestatoria. Le sue migliori lezioni le fece camminando nello sforzo entusiasta di seguire il suo Gesù, fosse anche sull’acqua. Siamo felici che il suo successore mantenga lo stesso stile, insegnandoci che la miglior lezione il Papa la impartisce quando sta seduto in terra.

 
foto lifenews.com

Candida

DSCF9965Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida, sfolgorante. La sua era vera preghiera e lo portava in contatto con la realtà divina. Tolstoj narra di tre monaci che, rivolgendosi a Dio, sapevano pronunciare solo una preghiera: “Noi siamo tre; Tu sei Tre: abbi pietà di noi!”. Questa semplicissima preghiera otteneva grandi miracoli. Il vescovo tuttavia andò a visitarli e li ammonì di pregare secondo i testi canonici, abbandonando quella primitiva formula. Navigando poi verso casa, vide una luce sfolgorante che seguiva l’imbarcazione. Erano i tre eremiti che, tenendosi per mano, correvano sulle onde cercando di raggiungere la sua barca. “Abbiamo dimenticato le preghiere che ci hai insegnato, per favore ripeticele!”. Il vescovo, meravigliato, rispose umilmente: “Carissimi, continuate pure con la vostra vecchia preghiera!”.

Lc 9, 28-36   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+9%2C+28-36&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Passeggia

DSCF8985Amava così. Forse per questo era libero. Libero persino dall’attesa di un ritorno, di un ricambio. Libero anche dal ricordo di ciò che aveva fatto per gli altri. Amava e basta. Amava e nemmeno se lo ricordava. Era ormai giunto a pregare per chi lo perseguitava, ad amare chi gli era nemico. Lo chiamavano il nazareno. Era Dio che passeggia tra gli uomini.

Mt 5, 43-48   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+5%2C+43-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Presto d’accordo

DSCF1451 - CopiaMolti, moltissimi, quasi tutti, lo adottano come unico immediato modo di affrontare i problemi. Pochi, pochissimi, a volte solo Dio, credono che sia invece l’ultima delle cose da fare, l’estrema decisione da prendere a malincuore. Giudice, guardie, prigione: “Non uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!”. Parole ripetute all’infinito, come un ‘mantra’, da chi di fatto usa le strutture della giustizia per sfogare le sue rabbie represse, i suoi bisogni di rivalsa e vendetta. Ma tutto questo è nulla rispetto alla potenza luminosa del dialogo e della riconciliazione. “Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui”.

Mt 5, 20-26   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+5%2C+20-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

La prima mossa

DSCF2907Attendeva che l’altro gli tendesse la mano, gli facesse un sorriso, lo invitasse a cena. Al primo cenno gli avrebbe risposto immediatamente. L’attesa era paziente, poi divenne inquieta. Alla fine si trasformò in rabbia e delusione: “Non mi nota nemmeno!”, esclamò voltandogli la spalle e andandosene. E non si accorse che l’altro fece la stessa cosa. Era infatti di fronte ad uno specchio. Aveva passato la vita ad attendere una mossa che spettava a lui. Suo, solo suo era l’onore del primo gesto. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Mt 7, 7-12   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+7%2C+7-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

 

Di che segno sei?

DSCF9233Tutto è in costante connessione e non si può escludere un certo legame tra terra e cielo, uomini e stelle. “Di che segno sei?”, ci sentiamo spesso chiedere. “Sono del segno di Giona”, affermò quel giorno Gesù. Tutti i miei movimenti vanno letti alla luce di questo segno, sono illuminati dalla vita di questo personaggio biblico. E così come conosciamo il nostro segno zodiacale, potremmo scoprire quello biblico. Sono del segno di Mosè, il più mite degli uomini che parlava faccia faccia con Dio. Oppure del segno di Giovanni, il discepolo che Gesù amava. O forse, ancora, sono del segno di Abele il giusto, di Rut la straniera fedele, di Maddalena che ha visto il Signore, di Pietro che pescava uomini. Di che segno sono? Di che segno è il mese che sto vivendo? Quale Cielo mi sta guidando?

Lc 11, 29-32   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+11%2C+29-32&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1