Facile come a Cana

DSCF0523A lui riusciva tutto meglio in Galilea, senza sforzi. Questo funzionario del re lo raggiunge a Cana, dove aveva cambiato l’acqua in vino. E, da Cana, Gesù gli guarisce il figlio malato a Cafarnao. E quell’uomo poi verifica e riconosce la coincidenza di orari tra le parole di Gesù e la guarigione del ragazzo. Tutto sembra sempre scorrere a meraviglia a Cana di Galilea, terra non molto pia. Sembrerebbe davvero che ci siano dei luoghi che favoriscono la nostra connessione con la Luce di Dio. Sarà per la gente, sarà per la natura, sarà forse per il profumo dell’aria e i bei ricordi che ci evoca. Ognuno di noi ha la sua Cana, il suo luogo dove i miracoli avvengono subito e la preghiera è potente e la parola è sicura. Ognuno di noi ha il suo ambiente ideale, le sue condizioni favorevoli di luce. Chi ne diffonde di più tra i borghesi spocchiosi, chi tra i vecchietti soli. Chi evangelizza stranieri e chi rinforza vescovi. Ma tutti, nessuno escluso, tutti abbiamo la nostra Cana, la nostra terra fertile, l’ambiente dove gli incontri e i miracoli ci vengono facili come un bicchiere di vino.

Gv 4, 43-54   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+4%2C+43-54&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Ormai ciechi

DSCF2233Ci saremmo preoccupati del se, non certo del come. La nostra mentalità, così imbevuta di materia, stenta a creder vero ciò che non è sperimentabile e ripetibile. Loro invece, ai suoi tempi, non rimasero scossi tanto dalla guarigione quanto dal modo con cui fu compiuta. “In che modo? In che modo?”, continuavano a chiedere i farisei. E lui, l’ex cieco nato, sempre a rispondere quelle inquietanti parole: “Ha fatto del fango e mi ha spalmato gli occhi”. E loro restarono accecati da quella pagina di Genesi che li fissava negli occhi e li sfidava. Vi sta scritto che Dio fece un pupazzo d’argilla e soffiò in lui lo Spirito e divenne un essere vivente. Vedevano bene che il gesto di Gesù era lo stesso: aveva creato ex novo gli occhi di un uomo che non li aveva. Dunque era…il Cristo? Ma ormai dovevano negarlo perché avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Dunque che fare? Come ciechi cercavano invano una via d’uscita…

Gv 9, 1-41   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+9%2C+1-41&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Senza confronti

DSCF9044La presunzione di essere giusti è ben diversa dall’esserlo davvero. Essa non sta in piedi da sé e va continuamente sostenuta e puntellata con confronti. Più gli altri sono ingiusti e difettosi, più rafforzata sarà la giustizia e la santità di chi si presume giusto. Da qui nasce il bisogno costante di disprezzare gli altri e consumare minuti di vita elencando i loro difetti. Usando invece lo stesso tempo per un’intima preghiera anziché un’intima presunzione, si viene giustificati (fatti giusti) dalla forza di Dio che – si sa – sta in piedi da solo!

Lc 18, 9-14   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+18%2C+9-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sei vicino

DSCF5080Si avvicinò a Gesù uno degli scribi. Gli pose le sue domande, gli chiese qual è il cuore della Bibbia, il primo dei comandamenti. Dopo aver ascoltato la risposta, si trovò in perfetto accordo col Maestro. “Hai detto bene!”, gli disse rasserenato. Il Nazareno non era affatto strano o fuori dalla retta via, come si andava dicendo. Forse avrebbe voluto restare, non voleva andarsene. Era stato bello avvicinarsi a Gesù . “Non sei lontano – si sentì dire – ti sei avvicinato al regno di Dio”. Se ne andò sapendo di rimanere.

Mc 12, 28-34   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+12%2C+28-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Muto ti ascolto

DSCF3868Gesù stava scacciando un demonio che era muto. E sorridiamo all’idea di un diavolo che non riesce a esprimersi e gesticola maldestro per farsi comprendere. Sorrideremmo meno a rivedere ciò che vidi un mattino in carcere, quando ci lavoravo. Mi portarono un giovane uomo che si era volontariamente cucito la bocca. Un gesto disperato che parla da sé: se non mi ascoltate quando parlo, forse lo farete se mi rendo muto. E difatti tutti si prodigavano perché accettasse le cure e si facesse scucire la bocca ma lui resisteva. “Non parlo con chi può solo ascoltarmi – finalmente gli dissi – mi interessano anche le tue risposte. Dunque scuciti la bocca e parlami da uomo libero”. E accettò e riprese a parlare. E tutti tenevamo gli occhi bassi perché tutti – lo sapevamo bene – tutti noi avevamo ammutolito quell’uomo con la nostra noncuranza.

Lc 11, 14-23   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+11%2C+14-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Supera

DSCF9014“Sono ingiusti, sprezzanti e incuranti dei nostri problemi, non li voglio più vedere!”, disse un detenuto al compagno di cella. “Hai perfettamente ragione – gli rispose l’altro dalla sua branda – ti insegnerò allora come eliminare i magistrati”. “Dimmelo subito!”, gridò, e si sentì rispondere: “Smetti di delinquere e non ne vedrai mai più uno”. Lo stesso vale per la legge religiosa. Se non sopporti di vivere legato da mille precetti, non cercare di abolirli. Piuttosto fa’ sì che per te siano troppo poca cosa. Che te ne farai del noioso divieto di bestemmia se preghi con amore? Che fastidio potrà mai darti il divieto di rubare, se sei generoso e doni i tuoi beni ai bisognosi? Perché curarti del divieto di falsa testimonianza, se sai perdonare di cuore? Supera dunque i vari ‘no’ della Legge, divenendo più grande di essa, dandole cioè pieno compimento. E pieno compimento della Legge è l’amore.

Mt 5, 17-19;  Rm 13, 8-10       http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+5%2C+17-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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A sua volta no

DSCF9123Scrutava la scena attraverso le lenti e vedeva tutti estremamente piccoli. Non notava nulla di strano e tutto gli sembrava normale. “Come fa a non accorgersi? – si chiedevano i suoi compagni – Non capisce che ha afferrato il binocolo al contrario? Eppure soltanto poco fa lo impugnava correttamente!”. Eh sì, perché quando sono nostre, le ragioni sono pesanti e ingigantite. Quando invece sono gli altri a supplicarci e a tentare di far valere le loro, non sono che piccolezze trascurabili. “Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”, disse il padrone al debitore condonato che però non condonava a sua volta il compagno.

Mt 18, 21-35    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+18%2C+21-35&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Di qualsiasi terra

DSCF0195Tramite Elia, il Dio ‘di Israele’ si fece vicino e guarì un siriano e una donna fenicia. Dunque Dio è Dio di tutti, non di alcuni. Così quel giorno Gesù tentò di spiegarlo alla gente del suo villaggio. Dio è libero. Dio è l’assoluta libertà d’amore. Manifesta liberamente la sua cura per i dimenticati della terra, di qualsiasi terra, di qualsiasi mare. Ma all’udire queste cose, tutti si riempirono di sdegno e lo cacciarono fuori della città. Perché oltre a credere che Dio parlasse solo la loro lingua e fosse della loro nazione, credevano pure di vivere in una grande città. Invece le cose stavano capovolte: il loro era un piccolo villaggio e Dio era sconfinato.

Lc 4, 24-30   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+4%2C+24-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Lo colse

image Nessuna novità era prevista, in questa vita che si era rifatto. Dopo le disavventure del passato aveva voltato pagina, cambiato identità. Si era fatto una famiglia e trovato un lavoretto umile ma tranquillo. Quel giorno era uno dei tanti e sarebbe trascorso come sempre, pascolando il gregge di Ietro suo suocero. Fu tra un belato e un sorso d’acqua che l’inaspettato avvenne. Da un non so dove giunse il suo nome, quello di un tempo, quello vero, scandito chiaramente più volte: “Mosè, Mosè!”. Fu allora che vide l’invisibile, vide realtà fisica e spirituale insieme, come due foto in dissolvenza una sull’altra. L’arbusto fiorito era lì, ma la realtà di fiamma divina lo avvolgeva senza incenerirlo. “Togliti i sandali, perché il luogo dove stai è suolo santo!”, gli disse la voce dalle fiamme. Fu allora, fu da quel roveto ardente, che colse la presenza santa di Dio in ogni cosa, in ogni evento, in ogni atomo di terra e ogni pensiero. Si accorse di camminare su bracieri ardenti. Perché da quel giorno iniziò a vedere Dio: tutto ardeva avvolto nel suo amore.

Es 3, 1-8.13-15   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Es+3%2C+1-8.13-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Due figli o forse uno

DSCF5442Un uomo aveva due figli… Inizia così una delle più note parabole di Gesù, una di quelle che ormai fanno fatica a catturarci perché sappiamo già come va a finire. Sempre che una fine ci sia. Non è scritto infatti che vissero felici e contenti. E’ scritto piuttosto che la festa per il ritorno di un figlio è guastata dall’altro che non vuole entrare. Un padre insomma che ha sempre un figlio che vuole starsene fuori. Come avviene un po’ dentro noi stessi, che recitiamo a fasi alterne ora la parte del giovane testacalda, ora quella del serio maturo. E poi chissà, chi dei due figli era davvero il più maturo nella vita? Quello che si irrita per la bontà del padre o quello che torna su suoi passi chiedendo scusa? Eppure ognuno aveva le sue ragioni. E noi a prender le parti di uno o dell’altro o del padre. Per non parlare della madre, la grande assente, che avrà pure avuto i suoi motivi per starsene fuori. O murata in cucina, con la scusa di esser solo una donna.

Lc 15, 11-32    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+15%2C+11-32&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1