Vicini

Ora prossimo lo scriveremmo “chi è a 1 metro da te”. Cioè il vicino. E molti, che sono lontani, li vorremmo vicini vicini. Molti vicini li ignoriamo, come fossero lontani. Ma vi è un luogo in cui né mascherine né chilometri né incomprensioni possono tenerci lontani. Un luogo in cui, se vogliamo, ci approssimiamo a tutti: il nostro cuore. È nel nostro cuore, in preghiera silenziosa, che decidiamo chi amare da vicino, come noi stessi.

Mt 22,34-40 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+22%2C34-40&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Forse non lo sa

Potremmo chiamarla sindrome del pensionato, di chi è al colmo dell’esperienza ma si sente accantonato. Come un re che fa una festa e nessuno degli invitati risponde. Colpisce anche i giovani, chiunque senta di avere molto da dire e da dare, eppure non c’è chi lo interpella. È forse ciò che prova Dio, con tutto questo amore da donare e nessuno glielo chiede. Come una bella ragazza che nessuno guarda mai. O forse non lo sa.

Mt 22,1-14 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+22%2C1-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Su questo vangelo l’anno scorso https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2019/08/22/quelli-della-strada/?preview=true

Le proporzioni?

Muoviamoci dalle emozioni che questa parabola suscita: senso di ingiustizia e rabbia. A parità di lavoro, qualcuno viene pagato molto meno. Nel mondo – lo sappiamo tutti – va davvero così. E c’è chi – lo sentiamo tutti – afferma che, a stipendio inferiore, corrisponde un costo della vita proporzionalmente inferiore. Se così fosse non ci sarebbe la povertà e gli ultimi avrebbero quanto i primi. La realtà è che molti hanno poco e lo pagano pure più di noi. Possiamo quindi sentirci davvero liberi di fare quello che vogliamo con le nostre cose, essere buoni e darle agli ultimi.

Mt 20,1-16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+20%2C1-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Crescere

Leggere questa pagina senza ricordare le altre, può portare – ed ha portato – a gravi distorsioni del messaggio di Gesù. Il suo invito a lasciare, non ci pare possa essere inteso come sinonimo di abbandonare e dimenticare famiglia e impegni. Contestualizzandolo nell’intero vangelo, potrebbe essere inteso come crescere, lasciare all’altro uno spazio di vita suo, lasciandolo pure a noi stessi. Spesso ci sentiamo in dovere di gestire la vita e i problemi altrui, ancor più che se fossero i nostri. L’amore però non ci chiede la gestione né la gestazione di chi amiamo. Ne chiede semmai il parto, il dare alla luce, il lasciare che camminino su questa terra con le loro gambe e la nostra fraterna compagnia.

Mt 19,23-30 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+19%2C23-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Contano

Si casca sempre lì, sui soldi. È il denaro che svela il cuore. Inutili le grandi dichiarazioni su vita eterna, comandamenti, amore, Dio... Sono i soldi che contano! Se, a parità di lavoro, un uomo riceve dieci volte meno di me, di chi è, veramente, il mio guadagno? Non è forse in parte suo? Se, al 20 del mese, ho già bruciato lo stipendio, come posso dirmi socialmente impegnato? Non bado nemmeno a me stesso! E, viceversa, se non spendo nulla ma nulla do, sto risparmiando o accumulando? Vestiti usati, cibo, medicinali… Davvero molti sono gli esempi di generosità! Ma la prova più dura è quella del denaro. È lì che molti cedono e se ne vanno tristi.

Mt 19,16-22 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+19%2C16-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://lalocandadellaparola.com/youtube-locanda/

https://lalocandadellaparola.com/aiuta-timor-est/

Libero dono

“Agosto, moglie mia non ti conosco”. Con pari banalità i discepoli risposero a Gesù che, invece, aveva preso sul serio la domanda su matrimonio e mogli abbandonate. Meglio non sposarsi, gli avevano replicato. Lui aveva approfittato: ci sono alcuni che non si sposano per il regno di Dio. Essi hanno ricevuto un dono che consente loro di vivere soli, non sposati, divenendo così simbolo in terra dell’assoluto. Un dono che possono scegliere di far sfociare nella consacrazione in solitudine. Un dono che – come tutti i doni – non ci si può dare da sé, né può essere imposto da altri. NB: il divieto di matrimonio, imposto ai sacerdoti cattolici di rito occidentale, col Concilio di Trento, non deriva da questo testo di Vangelo (che non obbliga affatto gli apostoli al celibato!) ma deriva da scelte di necessità storica che, essendo tali, potrebbero essere riviste. Attualmente la rigidità di questa imposizione, per la quale chi desidera farsi prete, automaticamente viene reso “eunuco“, è oggetto di discussione e confronto su proposta dello stesso Vescovo di Roma, Francesco.

Mt 19, 3-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+19%2C3-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

E non vedono

Tu sei per loro un simbolo. Vedendo te, vedranno me, sempre che abbiano occhi per vedere... Quando, davanti ai loro occhi, emigrerai e te ne andrai come un esiliato, forse comprenderanno. Io faccio di te un simbolo, un microcosmo, l’ottavo sacramento: chi tocca te, tocca l’umanità. Hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e non odono. Ma forse comprenderanno. Tra le loro distrazioni, forse comprenderanno che ogni essere umano è simbolo di Dio.

Ez 12,1-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Ez+12%2C1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Mistico nome

Non è la semplice somma dei singoli. È di più, come fosse un corpo con una sua propria identità. Può accadere di sperimentarlo, non è scontato che succeda. Quando due o tre sono riuniti nel nome di Cristo, cioè invocando e desiderando l’energia della sua resurrezione, questi pensano, agiscono, comunicano, come un corpo unico, che è qualcosa di più e di diverso dall’umano accordo. Il bene che possono fare queste persone e la potenza della loro preghiera, è pari a quella di Gesù stesso. Occorre però focalizzarsi, esserne consapevoli, non dar per ovvia la sua presenza in mezzo a noi. Non si tratta di slogan per scaldare i cuori, ma di mistica invocazione del Nome di Gesù.

Mt 18,15-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+18%2C15-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://lalocandadellaparola.com/youtube-locanda/