E scrisse

DSCF5653Egli chiese una tavoletta e scrisse: “Giovanni è il suo nome”. E così esce di scena Zaccaria, sacerdote e padre di Giovanni Battista. Esce di scena guarendo dal mutismo a cui l’aveva condannato la sua poca fede nell’amore di Dio. Guarisce scrivendo un nome e ringrazia cantando Benedetto Dio! Un canto che da allora, ogni mattino, risuona nella liturgia di tutto il mondo. Un mondo in cui ogni persona, aperti gli occhi, afferra una tavoletta elettronica e scrive. Scrivere sulla pietra o digitando su uno schermo di vetro poco importa: sempre di silicio si tratta. Ciò che invece fa la differenza con un muto è avere una parola da dire, un Dio da benedire, un nome amato da pronunciare.

Natività di S.Giovanni Battista Lc1, 57-80 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C+57-80&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

 

Roccia di libertà

DSCF7255E’ normale: se il maltempo ci distrugge la casa, si impreca contro la pioggia e chi l’ha creata. Un pensiero alle fondamenta lo rivolgeranno semmai gli esperti. E se la casa del vicino rimane in piedi, è perché su di noi si è abbattuta una tempesta più violenta. Insomma, la colpa è sempre di qualcuno o di qualcosa che ce l’ha con noi in particolar modo. Tendiamo sempre a individuare la causa dei nostri mali fuori da noi e, una volta trovato il colpevole, non lo molliamo perché ne abbiamo bisogno. Lui ci serve per non cercare il problema in noi stessi. Una casa però è forte perché è fondata sulla roccia, non perché non ci sono tempeste. Quelli che chiamiamo imprevisti, non sono imprevisti: sono la vita. La stabilità la dobbiamo costruire in noi stessi, forse imprecando un po’ di meno e certo aggrappandoci più fortemente a Dio, la Roccia della nostra libertà.

Mt 7, 21-29  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+7%2C+21-29&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Ricostruire

DSCF4684Più di 600 anni prima della nascita di Cristo, quasi 2650 anni fa, un re ventenne di nome Giosia decise di riportare il suo popolo alla vera fede nell’unico Dio di Israele. Ma il tempio di Gerusalemme era conciato, cadente e abbandonato. Non sappiamo se già a quei tempi ci fosse l’usanza cattolica di raccoglier fondi con tombolate e spaghettate. Sappiamo che il re ordinò allo scriba Safan di riferire al sommo sacerdote Chelkia di andar nel tempio, prendere i soldi raccolti e dare inizio ai restauri. Così avvenne. Ma il sommo sacerdote disse a Safan di aver trovato un libro nel tempio e Safan lo lesse. Poi Safan andò dal re, lo informò su tutti i lavori e poi, quasi con aria distratta, aggiunse: “Il sacerdote Chelkia mi ha dato un libro”. E lo lesse davanti al re. E il re non fu più lo stesso. Gerusalemme non fu più la stessa. Perché quello non era un libro: era Il Libro. Era la Legge, custodita un tempo nell’arca dell’Alleanza, sopra cui era stato costruito il tempio stesso. Il re lesse il libro a tutto il popolo. E fu così e non coi soldi, con la Parola di Dio e non coi restauri, che il re ricostruì la fede del suo popolo.

2Re 22, 1-13   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=2Re+22%2C+1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Scusi, la porta?

DSCF8449Pochi, pochissimi, sono quelli che la trovano. E’ nascosta, invisibile, mimetizzata. Molti ci passano a una spanna e nemmeno se ne accorgono. E’ stretta, minuscola, quasi nessuno ne possiede le chiavi. E’ la porta che conduce alla vita, sono le chiavi del regno dei cieli. E’ la via per vivere già ora, sulla terra, con la logica del cielo. E’ il modo per uscire dal cerchio del monotono ripetersi del male, dove ci accadono sempre le stesse cose, si ripetono le stesse dinamiche, proprio quelle che ci fanno soffrire. Ecco le chiavi, ecco la porta del regno: Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Sarà la chiave giusta? Funzionerà? Provare per credere.

Mt 7, 12-14  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+7%2C+12-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

vedi anche https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2016/06/14/lezioni-di-sbilancio/

Scende il Cielo

DSCF4759Diciamocelo di nuovo: nell’istinto degli esseri viventi, nei codici dei giudici, nelle leggi della scienza o del ‘destino’, vi è scritta una legge di giustizia. Una legge per cui, prima o poi, ti ritorna ciò che hai dato, paghi ciò che hai preso, espii ciò che hai sbagliato. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Si può scampare a questa sorta di Equitalia cosmica che, dopo anni, quando hai dimenticato le evasioni compiute, suona alla tua porta presentando il conto? Sì, si può essere liberati! E come? Liberando a nostra volta gli altri: Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Il perdono, la gratuità, l’amore sono le vie per sfuggire alla legge di questo mondo ed entrare in un sistema nuovo, un nuovo modo di vivere, quello che Gesù chiama regno dei Cieli. Esso non è solo l’Aldilà, ma è già qui ogni volta che decidiamo di vivere secondo la legge dell’Amore che Gesù ha indicato dicendo spesso: Il regno di Dio è già in mezzo a voi! Padre, venga il tuo regno!

leggi anche:  https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2016/06/12/fino-ai-capelli/

Mt 7, 1-5  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+7%2C+1-5&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

La vide

DSCF7541Non diceva le preghiere, pregava. Si immergeva profondamente nel silenzio, senza pensieri né parole, e lì incontrava Dio e se stesso. Un giorno si trovava in un luogo solitario a pregare e probabilmente fu in quell’occasione che tutto gli fu chiaro: lui era il Cristo. Forse questo lo sapeva già, ma quel giorno capì che avrebbe dovuto essere rifiutato e ucciso. Quel giorno, nella preghiera, la vide. Vide la croce. Per questo, appena aprì gli occhi e uscì dalla meditazione, pose ai suoi domande mai poste prima: Le folle chi dicono che io sia? Ma voi, chi dite che io sia? E diede ragione a Pietro che l’aveva confermato dicendo: Tu sei il Cristo. E iniziò a dire a tutti quanto aveva “visto” pregando: Se qualcuno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. E iniziò a credere che sarebbe risorto.

Lc 9, 18-24  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+9%2C+18-24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto: Arcabas, particolare

Cielo o terra?

DSCF7318Se la corte che ti deve giudicare ha fama d’essere particolarmente severa, l’unica speranza è che il processo sia trasferito altrove per qualche cavillo di competenza territoriale. La giustizia del regno della terra prevede il pagamento di tutto, senza alcuno sconto: ciò che fai, prima o poi ritorna a te. La giustizia del regno di Dio applica invece la legge del perdono e della cancellazione dei debiti: è possibile liberarsi dalle conseguenze del male compiuto. La cosa dunque non è di poco conto e vale la pena tentare un trasferimento! C’è in gioco tutto. Sapendo questo – dice Gesù – perché vi preoccupate per il vestito? Un po’ come un condannato che, potendo evadere a piedi nudi, resta in cella lucidando le scarpe con cui salirà al patibolo.

leggi anche https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2016/06/09/giustizia/

https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2016/06/14/lezioni-di-sbilancio/

Mt 6, 24-34   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+6%2C+24-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Finalmente ma…

DSCF4996Finalmente una storia dove i buoni vincono e i cattivi muoiono. La vecchia e crudele regina Atalìa cercava il principino Ioas per ucciderlo ma la giovane principessa Ioseba lo prese e lo nascose in segreto nel grande tempio. Il piccolo crebbe, nascosto per anni, fino a che il sacerdote buono Ioiada mandò a chiamare i comandanti delle guardie e fece con loro un piano. Scortato da centinaia di uomini, armati fino ai denti, il principe Ioas comparve in pubblico sulla soglia del tempio dove, tra canti e squilli di trombe, il sacerdote gli consegnò il diadema ed il mandato regale, ungendolo re. La gente batteva le mani e acclamava “Viva il re!”. Allora giunse la regina strappandosi le vesti dalla rabbia e urlando “Congiura! Congiura!”. Ma, ad un cenno del sacerdote Ioiada, le guardie le misero le mani addosso, la trascinarono fuori dal tempio e la uccisero. Il popolo intanto entrò nel tempio maledetto di Baal, lo demolì e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal. Tutto il popolo era in festa e la città era tranquilla: Atalìa era stata uccisa.

Piaciuta la storia? Qualcuno è perplesso: che ci fa nella Bibbia una storia così sanguinaria? Be’, è storia umana, storia di una delle tante dittature. Se non ti piace, salta i capitoli, vai alla fine. Troverai Gesù che perdona i nemici e prega per i maledetti. Troppo dolce? Allora torna alla storia! O al telegiornale…

2Re 11, 1-4.9-18.20  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=2Re+11%2C+1-4.9-18.20++&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Nella bottiglia vuota

image Pregando, non sprecate parole – disse Gesù – e noi, per evitare sprechi, non preghiamo più. Lui invece raccomandò di pregare molto, ma senza illudersi di venire ascoltati a forza di parole, come i pagani. Dunque la sua è una preghiera di silenzio, un meditare profondo che frena il flusso dei pensieri e ascolta l’anima, dove abita Dio. E chissà, se riusciremo un giorno a calmare le parole pregando, forse lo faremo anche in casa, al lavoro o al volante. In questo mondo strano, dove tutti parlano, postano, inviano e commentano, come naufraghi solitari che infilano messaggi d’aiuto nella bottiglia vuota del loro smartphone.

Mt 6, 7-15  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+6%2C+7-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

L’erede del mantello

martiniE’ seduto in cattedra, le mani aperte sulle proprie ginocchia. Davanti a lui, inginocchiato, un giovane uomo sta per ricevere il sacramento dell’Ordine. Il vescovo allora stringe le mani nelle sue, gli occhi si incontrano. Poi rimbomba nella cattedrale la sua voce solenne: “Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?”- “Sì, lo prometto”. E passeranno gli anni e torneranno le parole “ai miei successori” e, picchiando come una ferita che pulsa, chiederanno spiegazione: chi è il successore? Non è forse chi legittimamente siede al posto del precedente vescovo? No, non basta. Quello è il successivo, non per forza il successore. Nel diritto, successore è infatti colui che riceve e accetta l’eredità riconoscendone la ricchezza. Il grande profeta Elia salì al cielo e il suo discepolo Eliseo raccolse il mantello che era caduto a Elia. Successore è chi raccoglie il mantello, chi si riveste della forza del Vento che avvolgeva il maestro, chi custodisce il patrimonio umano ed ecclesiale ereditato e prosegue il cammino. Eliseo percosse le acque del Giordano col mantello di Elia e queste si divisero di qua e di là ed Eliseo le attraversò.  Fece miracoli perché aveva in sé la forza di Elia, perché ne aveva raccolto lo Spirito.

2Re 2, 6-14   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=2Re+2%2C+6-14++&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto Corriere