Non padrone

image“Carcer ubi S. Franciscus inclusus fuit a patre”, sta scritto sopra la porta di questa stanzina dove, ad Assisi, il giovane Francesco fu rinchiuso dal padre che non lo voleva pazzo di poveri e di libertà. Lo rinchiuse perché tutti, sotto sotto, sono un po’ nostra proprietà. Per piacerci come figli o genitori, fidanzate o amici, devono fare quello che diciamo. E se non giungiamo alla violenza attiva, certamente siamo esperti in quella passiva, fatta di silenzi, di risposte che non giungono, di mezze frasi mandate a dire, di salute instabile sempre la vigilia di una partenza… In realtà siamo fatti per amare senza soffocare. Amare è liberare! Daremo una bella notizia a chi amiamo: Non mi chiamerai più “mio padrone”, mi chiamerai “marito mio”, o padre mio, figlio mio, amico, sorella.

Os 2,14.15-16.19-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Os+2%2C+16-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Nessuno più

imageEra infastidito, insonne, agitato da flussi di pensieri che lo assalivano improvvisi. La paura di avere sbagliato lo rendeva pensoso, il dubbio lo seguiva come un’ombra. Era forse stata un’illusione quella di essere come il maestro? Doveva forse rinunciare? Il suo nome era Paolo di Tarso o forse Francesco d’Assisi o Pio da Petralcina, Rita da Cascia o Caterina da Siena e tanti altri uomini e donne vicinissimi a Gesù. Finché un giorno il maestro interviene, agisce sul loro corpo marchiandolo, stigmatizzandolo col segno dei chiodi. Come a dire: “Nessuno più ti dia fastidio, tu sei come me! Guarda le tue mani e i tuoi piedi, allunga la mano e mettila nel tuo costato”. E Paolo scrisse: D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.

Gal 6, 14-18   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Gal+6%2C+14-18+&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

E’ sempre fresca

DSCF5713Nessuna critica agli otri vecchi: se hanno conservato il vino è solo perché – a loro tempo – erano nuovi otri per il vino novello. Il problema nasce se li usi per il vino di oggi! Se le scelte compiute anni fa non fossero state nuove, adatte ai tempi, sarebbero scoppiate in breve. La fede nel Vangelo è sempre fresca e nuova. Per poterla vivere e gustare ha bisogno del contenitore giusto, come il vino! Tradizioni, regole, testi, riti, canti, abiti, istituzioni serviranno sempre, ma non scoppieranno solo se saranno adatti all’annata. Questa è la sfida dei tempi. Altrimenti si perdono il vino e gli otri, la fede e la religiosità che la contiene.

Mt 9, 14-17  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+9%2C+14-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Va’ con lui!

DSCF5226Non fece domande, si alzò e lo seguì. Non perse la sua occasione, ascoltò la sua intuizione. Vai! – gli diceva l’anima – va’ con lui! E’ di questa sua energia che hai bisogno. E’ con lui che ripartirai, è di lui che invocavi l’arrivo. Seguimi, gli aveva detto. Non un indeciso e ambiguo “se te la senti… vedi tu…” ma nemmeno un ordine. Semplicemente seguimi, gli disse. Ed egli si alzò e lo seguì. Perché Gesù non aveva parlato per primo, come sembrava a tutti, come sembra a noi. La sua era una risposta. Lui aveva sentito la voce di Matteo, di quel ragazzo che gridava, che soffriva, che voleva cambiare e non sapeva come, che voleva ripartire ma si chiedeva con chi. E gli rispose seguimi, seguimi ragazzo, vieni con me. Si alzò e lo seguì senza dire altro, perché era una vita che chiamava un maestro. E iniziò a seguirlo.

Mt 9, 9-13  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+9%2C+9-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Meglio non qui

DSCF8777“Meglio esser primo in Gallia che senatore a Roma” pare sia il detto di Giulio Cesare che – in versione clergy –  suonerebbe “meglio parroco in montagna che vescovo ausiliare in città”. Il sacerdote Amasia  – gran doppiogiochista di corte – suggerì lo stesso ragionamento al profeta Amos per levarsi dai piedi lui e la sua passione per i poveri. Fossi in te me ne andrei, veggente. Ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai e potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perchè questo è il santuario del re ed è il tempio del regno. Insomma: che ospiti i barboni in casa sua, che vada a Lampedusa, che usi un’utilitaria anziché l’elicottero, che sfoghi i suoi pallini pauperistici… Ma lo faccia là, non qui sotto il colonnato! Amos non la prese bene.

vedi anche https://it.zenit.org/articles/papa-misericordia-e-stile-di-vita-no-al-letargo-spirituale-che-rende-insensibile-lanima/

Am 7, 10-17    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=am+7%2C+10-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Pietro corri libero

DSCF9168Un giorno forse me lo dirai, con quali parole sulle labbra ti eri addormentato quella sera, incatenato in una cella. Forse nel sonno piangevi, vedevi la tua bimba e la tua sposa e temevi per loro. Vedevi Gesù in catene, rivedevi i suoi occhi mentre, legato tra gli sbirri, lo portavano via e ti fissava. Forse un giorno me lo dirai se sognavi angeli, se speravi in un miracolo o se invece ti preoccupavi per loro, gli altri, quelli di cui non avevi più notizie. Mi farai conoscere la giovane serva che, udendo la tua voce nella notte mentre bussavi forte, ti lasciò fuori come un fesso e corse a chiamare gli altri. Quante risate, in seguito, raccontandolo! Perfino noi ci sorridiamo ancora. E poi perché non rimanesti e te ne uscisti nella notte verso un altro luogo? Forse ti sentivi seguito e non volevi metter tutti a rischio. Forse invece andasti al sepolcro o al Getsemani o da lei. Sì, forse corresti da lei e dalla piccola, a vedere se stavano bene, a rassicurarle. Quanto mai ti avevano raggiunto a Gerusalemme… Fatto evadere da un angelo, corri libero da solo nella notte. Così ti immagino stasera.

festa di S. Pietro e Paolo  leggi anche https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2015/06/29/simonpietro/

https://lalocandadellaparola.wordpress.com/2014/06/29/non-solo-pietro/

At 12, 1-17 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+12%2C+1-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto: vicoli di Roma

 

Aiuto!

image Se minimizzare un attacco di panico è di cattivo gusto, chiedere perché avete paura? a chi sta affondando in mare pare addirittura poco intelligente. Eppure fu questa la domanda di Gesù il quale, tra l’altro, era sulla barca. Aggiunse però uomini di poca fede. Perché per lui la fede non era quella cosa che si vive a parte ma dentro la vita. Con la fede lui fermò le onde e con la calma della preghiera noi possiamo stare vicini a chi vive costantemente agitato da paure inspiegabili, che emergono improvvise dagli abissi dell’inconscio.

Mt 8, 23-27    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Mt+8%2C+23-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Guardami dai!

DSCF1673“Spolliciate raga! A 100.000 like prometto di rimanere solo con… gli occhiali!”. Basta aprire youtube dal telefono e, in homepage, ci vengono proposti video di questo genere, magari accanto a quelli del Papa! Varcata una certa soglia, chi li pubblica guadagna denaro. Nessuna nudità esplicita, ci mancherebbe, a quello ci penserà la fantasia. Non si spiegherebbe altrimenti il milione o quasi di visualizzazioni raggiunte. Sono preadolescenti, vulnerabili alle tempeste della loro età, di fatto usati per guadagnare. Sognano di fare un giorno altrettanto. Sono poveri di attenzioni, bisognosi di sentirsi belli e voluti. E non ci addentriamo nella selva di app per chattare e scambiar foto anonimamente… Poi ci sono i vestiti, i telefonini, le scarpe e poi ancora il fumo, l’alcool. Vengono usati, sfruttati, influenzati, manipolati per profitto. Sono i nostri figli, sono di là, in camera loro. Se non abbiamo tempo di interessarci di loro, nessun problema: lo stanno già facendo altri, quelli che vendono il giusto per denaro, il povero per un paio di sandali, fanno deviare il cammino della ragazzina per un “mi piace” anonimo al suo primo selfie in costume, mentre la mamma spalma la crema ai fratellini.

Amos 2, 6-10   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=am+2%2C+6-10&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
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Non importa

DSCF8337Non ne vollero sapere nulla. Non ci fu verso di farli incontrare con il loro amatissimo Gesù. Fecero muro. I discepoli Giacomo e Giovanni reagirono furiosi: Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi? Possibile che ci sia sempre qualcuno che non capisce il valore delle persone che amiamo? Ma cosa ne pensano loro, i santi inascoltati e non capiti, sfottuti con finezza nei salotti e nelle sacrestie? Ascoltiamo uno di loro: “Se non coltiviamo la pazienza, avremo sempre delle scuse per rispondere con ira, e alla fine diventeremo persone che non sanno convivere, antisociali incapaci di dominare gli impulsi. L’altro possiede il diritto a vivere su questa terra insieme a me, così com’è. Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta con il suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo. L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo”. (Papa Francesco, Amoris Laetitia)

Lc 9, 51-62    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+9%2C+51-62&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Disarmante

image Urlando aveva spinto in battaglia i suoi uomini e, con la sua forza, aveva disarmato molti nemici. Quel giorno però, disarmanti furono le sue parole. La sua semplice osservazione liberò in Gesù l’energia del big bang. Con gli occhi lucidi il maestro guardò il centurione ed esclamò entusiasta: In Israele non ho mai trovato nessuno con una fede così grande! Avvenga per te come hai creduto. E, mentre il servo del soldato era già guarito, Gesù non riusciva a fermarsi. Vide la suocera di Pietro a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò. Venuta la sera gli portarono molto malati e indemoniati ed egli scacciò gli spiriti e guarì tutti. E così quel giorno, forse per la prima volta, il centurione non si lasciò alle spalle un campo pieno di morti e feriti, ma una folla di guariti e risorti. Tutto per un solo attimo di pura assoluta fede: Signore, di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.

Mt 8, 5-17    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+8%2C+5-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Foto: il centurione Tito Pullo, dalla serie TV “Roma”