Ehi, a che pensi?

“Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. A volte proprio non si sentiva di questo mondo. Una casa Gesù l’aveva, ospitalità non gli mancava. Tutti facevano a gara per dargli un letto e un piatto. Ma lui, a volte, si sentiva perso. Forse da ragazzino lo prendevano un po’ in giro: “Ehi, Jeshua! Hai la testa tra le nuvole? A che pensi?”. Recuperava con momenti di solitudine in cui riprendeva la connessione interiore con lo Spirito e di nuovo sceglieva la terra. Allora ne usciva più forte e la vita terrestre se la godeva pure. Risate, scherzi, camminate. E poi folle di gente, guarigioni, mercati, cene e chiacchierate sotto le stelle. Poi di nuovo lo vedevi un po’ assente… Questa la sua e nostra fatica: incarnarsi in questa terra ogni giorno.

Lc 9, 57-62  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+9%2C+57-62&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCN1532

foto Andrea V.

Arcangeli, i primi

Ogni scia luminosa non termina spegnendosi ma generando, a sua volta, altre scie di mille colori. Per questo non ci si stanca di ammirare i fuochi d’artificio. E se la creazione fosse così? Se ogni creatura fosse al contempo generata e generante, inventata ed inventore? Non è questa forse una fantasia divina e darwiniana al contempo? Se così fosse, i più vicini alla Sorgente Assoluta sarebbero gli arcangeli. Arché-angelos, messaggero di una azione base. Messaggero che si distacca da chi lo invia e va, portando una parola-azione creatrice. Ecco l’arcangelo della azione guaritrice di Dio, Raffaele. Quello della sua unicità, Michele (chi è come Dio?). E Gabriele, che impersonifica la potenza della parola di Dio cui tutto è possibile. E chissà quanti altri ancora… Gli arcangeli, i primi partoriti da Dio, ad esser qualcosa in meno di Lui che è tutto. I primi quindi a poter dire ‘io’, i primi a sperimentare il ‘tu’, mentre Dio può solo dire ‘essere’. “Dimmi il tuo nome”, gli chiese Mosè, e a Lui non uscì che un “Io Sono colui che sono”, appunto. Arcangeli, raggi di Luce, guide di ogni nostro pensiero che voglia divenire un fatto.

Festa degli arcangeli Michele, Raffaele, Gabriele   Gv 1, 47-51   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+1%2C+47-51&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

IMG-20150126-WA0004

foto Ale C.

 

 

Bimbo in centro

E’ proprio come una piazza, il nostro cuore. Una piazza di una grande e trafficata città, dove non vi è mai nulla di calmo e le voci si sovrappongono e i rumori non danno tregua. Un bimbo sperduto si aggira per la piazza, cercando chi lo ascolti e rassicuri, prendendo sul serio la sua voglia di giocare. “Chi lo accoglie nel mio nome, accoglie me”, dice Gesù. E quel bimbo, quella bimba, siamo noi. Riusciremo a far silenzio e ad immaginar noi stessi bimbi, seduti sulle nostre stesse ginocchia, a darci finalmente ascolto? Cosa mi vuoi dire? Allora l’antica profezia accadrà e la città formicolerà di fanciulli e di fanciulle che giocheranno.

Zc 8, 1-8; Lc 9, 46-50  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=zc+8%2C+1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+9%2C+46-50&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF1967

Piccoli passi

Non bloccateli, non glielo impedite, lasciate che ognuno faccia il suo cammino personale verso di me. Non scandalizzateli (=non fateli inciampare) col vostro ossessivo bisogno di classificare e definire chi è dentro e chi è fuori, chi può e chi invece deve attendere. Io sono Cristo e le mie forze attirano persone da ben oltre il gruppo di quelli che vi seguono. Lasciate che sperimentino, che si avvicinino, che si riallontanino per poi tornare. Ognuno ha la sua stagione di spirito da vivere, non siete tutti uguali. Ci sono anche dei piccoli che credono in me alla maniera dei piccoli. Lasciateli camminare, lasciate che muovano i loro primi goffi passi, che mi parlino con le loro prime buffe parole. Non correte a correggerli, impareranno. Date tempo a tutti, come fu dato tempo a voi. E soprattutto ricordate: siamo sempre tutti piccoli dinanzi al Padre!

Mc 9, 38-48  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+9%2C+38-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

http://www.arcabasaseveso.it

 

No secret

Le sue parole restavano per loro misteriose e non ne coglievano il senso. E mistero è proprio ciò che è da tutti visibile e udibile, ma difficile da comprendere. Tutt’altra cosa sono i segreti. Essi sono parole e fatti facili da capire, ma tenuti nascosti di proposito. Dio non ha segreti, ma resta spesso misterioso. Gli uomini invece, sin dai tempi dell’Eden, amano nascondersi e nascondere. Amano giocare ai segreti.

Lc 9, 43-45 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Citazione=Lc+9%2C+43-46&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
image

Tu sei

Si trovava in un luogo solitario a pregare e pose ai discepoli una domanda che ci poniamo tutti, soprattutto quando non preghiamo: “Le folle, chi dicono che io sia?”. Divina ansia da sondaggio? Paura di non piacere? Cosa si dice di me? Eppure la domanda gli era sorta in preghiera, era la sua stessa anima che lo interrogava. Deve esser possibile parlar di tutto. In preghiera, nessuna domanda è banale o impura. Era giunto il momento di sapere quanta fosse la distanza tra la propria consapevolezza di identità, quella della gente e quella dei suoi. Le folle erano molto vicine: gli davano del profeta, dell’Elìa e del Battista. Nessuno lo prendeva per mago o figlio dei fiori o leader carismatico. I suoi erano giunti alla conoscenza piena, pari alla sua: “Tu sei il Cristo di Dio”, disse Pietro.

Lc 9, 18-22  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+9%2C+18-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCN2058

L’avrebbe visto

E cercava di vederlo. E l’avrebbe certamente visto, se solo avesse potuto, se solo avesse smesso di limitarsi al mondo della materia. Ma lui, Erode, usava solo gli occhi del corpo, lo sappiamo. Il suo sguardo, bloccato sulle forme di una preadolescente, era costato la testa a Giovanni. Eppure sapeva vedere oltre la realtà fisica, eccome. Al ballo di Salomè, in una frazione di secondo, la vista del futuro gli era apparsa: lei tra le sue braccia senza veli, gli invitati a mormorare sul re spergiuro, la testa di Giovanni sul vassoio… Poi si era risvegliato con una decisione presa. Era capace, era capace di ‘vedere’ senza usare gli occhi, sapeva decidere. Se solo avesse usato il suo intuito per ‘vedere’ davvero Gesù, l’avrebbe visto. Perché di certo lui non si nascondeva.

Lc 9, 7-9   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+9%2C+7-9&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCN3914

Io e non solo

Quanto a coloro che non vi accolgono… Eppure qualcuno sempre ci accoglierà, perché tu sai bene che non possiamo sostenere più a lungo la solitudine e il silenzio di vuoto, quando le giornate non hanno nemmeno il ritorno di un’eco della nostra voce. Ci sarà sempre qualcuno che ci accoglie, che si accorge che ci siamo, fosse un gatto che gioca con le nostre stringhe, un’auto che ci regala la precedenza. Coloro che non vi accolgono vi feriranno. Vi sentirete soli, insostenibilmente soli. Ma non per questo lo siete. Io sono con voi sempre. Io e non solo…

Lc 9, 1-6  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+9%2C+1-6&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCN4328

 

Invalicabili confini

La chiamano energia maschile ed è presente in ogni persona. Ci aiuta a porre dei sani confini tra noi stessi e il resto del mondo, a definire il nostro ‘io’, a dare un bello stop a chi vorrebbe sconfinare in noi saccheggiandoci ogni energia. Anche per Gesù c’erano momenti in cui era necessario tracciare un limite, in cui interrompeva il flusso di gente che entrava nel suo cuore a servirsi gratis. Che fare dunque? Rendersi freddi e insensibili? Chiudersi in se stessi? Forse. Oppure il contrario. Anziché stringersi e sparire, si potrebbe allargare la propria persona ben oltre i confini del corpo fisico. Percepirsi vasti, estesi, capaci di raggiungere tutti ovunque, come un potentissimo faro. Questo senso di estensione oltre la pelle ci rende sicuri, stabili, non raggomitolati né sulle difensive. Se tutti sono mia madre, se tutti sono miei fratelli, io non ho più nemici da cui guardarmi né superiori di cui essere in soggezione. Dirò serenamente i miei ‘no’, perché a un fratello lo dico senza problemi. Così i confini della mia persona e delle mie esigenze restano invalicati senza usare fili spinati né rigidità.

Lc 8, 19-21   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+8%2C+19-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF5442

Quel giorno due occhi

Forse solo le bestie gli regalavano sguardi di affetto puro, ignare dei suoi peccati, incuranti delle sue scomuniche, desiderose solo delle sue carezze. Si lasciavano guardare negli occhi senza voltarsi di scatto sputando a terra con disprezzo. Gli parevano millenni che non incrociava uno sguardo umano altrettanto pulito e amante. Quel giorno, due occhi ingenui lo fissarono come nulla fosse. Forse si chiese se quell’uomo fosse tanto straniero da non riconoscere un laido esattore al servizio dell’impuro soldo romano. Gli parve di esser partorito di nuovo in terra, di esser guardato come fece sua madre, secoli prima. Sentì la forza della vita ritornare. Si alzò e lo seguì. Si chiamava Matteo, quasi se l’era scordato.

Mt 9, 9-13 S.Matteo apostolo ed evangelista   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+9%2C+9-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

DSCF2909