Maria Maddalena

Chi eri, chi sei? Una delle varie “Maria” di cui parlano i Vangeli o è sempre a te che si riferiscono? Tu, Myriam di Magdala, detta Maddalena, amica intima di Gesù, Yeshua di Nazaret detto Nazareno. Tu forse oggi ci diresti di te che eri e sei la sua anima gemella, la sua parte di coscienza femminile, insieme a Maria sua Madre. Tu, che antichissimi testi cristiani apocrifi definiscono “sua sorella e madre e compagna”. Tu che lo seguivi sempre, fin sotto la croce. Lui, l’unico uomo che, anziché ferirti ulteriormente, ti fece crescere liberandoti. Lui, a sua volta legatissimo a te, che da risorto ti volle incontrare prima ancora del Padre. Tu, anticamente definita “Apostola degli Apostoli”, avendo portato loro l’annuncio della Risurrezione. Ma dei titoli non ti curi perché tu sei come Lui, intrinsecamente anticonformista, sempre avanti di secoli sulla mentalità corrente. Liberaci da ogni paura.

Gv 20, 1.11-18   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+20%2C+1.11-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

S. Maria Maddalena, (formalmente semplice ‘memoria’ ma per noi festa solenne!)

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foto Google Earth

Io madre

Che Gesù si sia fatto nostro fratello, bene o male l’abbiamo già sentito dire. Ma chi oserebbe definirsi Madre di Cristo? Eppure lo dice lui: “Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me madre”. E se è curiosa l’idea di andarsene in giro tenendo in braccio Gesù bambino o dandogli la mano al mercato – che non si perda un’altra volta! – diventa scioccante sapere di avere la possibilità di generarlo al mondo in ogni istante. In ogni istante in cui siamo “connessi” con la presenza di Dio in noi, perché forse questo significa, alla fine, far la volontà di Dio.

Mt 12, 46-50     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+12%2C+46-50&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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E se…

“Cambierà” – ci diciamo – e attendiamo segni di cambiamento nelle cose. Attendiamo che cambino lo Stato e la Chiesa, attendiamo che cambino gli altri e di cambiar noi stessi. Scrutiamo il futuro. E se invece il cambiamento atteso fosse già in corso? Se fosse tanto grande da avvolgerci e noi così piccoli da non poterlo notare? Se le forze in movimento fossero tanto potenti da non poter esser percepite? Come la formica che si arrampica in verticale, all’interno del finestrino dell’auto in corsa, credendo di passeggiare in pianura su una superficie immobile… A quelli che cercavano segni di futuri cambiamenti Gesù disse: “Non sarà dato alcun segno”. Qui vi è uno più grande dei segni.

Mt 12, 38-42  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+12%2C+38-42&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1.

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Bentornato!

Giunti al penultimo campo e viste le condizioni ottimali del tempo, gli alpinisti europei si preparavano a riprendere velocemente il cammino d’avvicinamento ma gli sherpa non si muovevano. “Che succede? Forza! In piedi!”. Quelli, tranquilli, risposero: “I nostri corpi sono arrivati, ma le nostre anime sono ancora in cammino. Non possiamo partire ora”. Gesù ha inviato i suoi come portatori di una buona notizia, come sherpa del regno di Dio. Ora che sono tornati, si siedono attorno a lui e riferiscono tutto quello che hanno fatto e insegnato. Lui ascolta e non pone nemmeno una domanda. Nemmeno il classico “Cos’è stata la cosa più bella?” che tutti ci siamo sentiti chiedere (o abbiamo chiesto) al ritorno dal campeggio, dalla missione o dalla vacanza studio. Dice tutt’altro: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”. Sapeva bene che le loro anime erano ancora in cammino, chissà dove, chissà con chi. Bentornato figlio! Vieni qui, riposati. Dopo parleremo…

Mc 6, 30-34  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+6%2C+30-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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il fiume Dnepr – Ucraina. Da qui ebbe inizio l’evangelizzazione della terra russa

Scappa!

L’avevamo lasciato ieri tra i campi, di sabato, a giustificare davanti ai farisei il “lavoro” illecito dei suoi discepoli che raccoglievano spighe. Gesù poi rincara la dose: si reca nella loro sinagoga e guarisce un malato (altro “lavoro” non permesso il sabato). Allora i farisei uscirono e tennero consiglio per farlo morire. Ma lui di morire non aveva ancora per nulla voglia, aveva altre mura del tempio da abbattere, altri forzieri di chiusura mentale da far saltare. E avendolo saputo, si allontanò di là.

Mt 12, 6-16     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+12%2C+6-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Più grande

Basta poco per far incagliare una nave e ancor meno per bloccare una religione, farla ruotare su se stessa per secoli attorno ad una regola. Basta un omino che gonfia il petto e colma le sue insicurezze facendosi forte del dettaglio della legge, non conoscendone il senso profondo. E’ sempre così, nelle burocrazie statali come in quelle di ogni religione. La fede è un’altra cosa. E’ fidarsi e credere che Dio è più grande del tempio, più grande persino dei libri sacri e delle lettere ispirate che cercano di trasferire su pergamena e in parole umane l’indescrivibile misericordia di Dio. Fede è credere almeno di non aver mai finito di capirle bene, queste parole sante che si usano spesso contro gli altri e raramente per salvarli. Se aveste compreso cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa.

Mt 12, 1-8   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+12%2C+1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Carico leggero

Chissà che immagine userebbe oggi Gesù con noi, che di gioghi ne abbiam visti solo in foto o appesi per bellezza sotto i portici di qualche agriturismo. Chissà se, mentre parlava, imitava il giogo, ponendo il braccio sulle spalle del vicino e circondandogli il collo con affetto. Chissà se quello ricambiava, aggiogandosi così in un abbraccio di sostegno reciproco. In ogni caso saremmo più curiosi di sapere quante persone accetterebbero il termine ‘dolce leggerezza’ nell’elenco delle espressioni usate da Gesù per definire il cristianesimo… Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero. Verbum Domini.

Mt 11, 28-30  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+11%2C+28-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Ho tutto

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. E noi ti ringraziamo perché ci hai rivelato questo Dio che chiami Padre e che potremmo chiamare anche Madre. Ci hai parlato e continui a rivelarci come e dove sia. E più scorrono i nostri giorni sulla terra, più lasciamo in lontananza, come su uno sfondo, l’immagine di un Dio che tuona, giudice severo e distaccato. Quella immagine di cui ci hanno parlato i dotti e i sapienti di ogni religione e di ogni potere. Svanisce, quell’immagine, e il suo posto è preso dalla presenza calma, serena, innocente e fortissima di un Dio che vive dentro noi come un bambino, luce d’onnipotente amore. Un Dio che, forse, nemmeno ha bisogno di perdonarci perché non vuole aggiungere giudizi a quelli che già da soli ci infliggiamo. Gesù, nel silenzio dorato delle nostre brevi preghiere, continua a rivelarci il tuo e nostro Dio.

Mt 11, 25-27     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+11%2C+25-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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In mezzo a prodigi

Insistente? Può essere. Monotono? Glielo concediamo, dato che lo è su un fatto bellissimo. Gesù parla a ciascun villaggio nel quale era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi e fa notare, ancora una volta, che se sono avvenuti in mezzo a voi, allora il Regno di Dio è in mezzo a voi! Il prodigio non è altro che la dimostrazione dell’esistenza di Dio-in-mezzo a noi. E se dell’esistenza di Dio-chissà-dove non ce ne facciamo nulla, dell’esistenza di Dio in mezzo a noi ci importa eccome! E ricordiamo: i prodigi compiuti da Gesù non erano magìe ma guarigioni da ogni tipo di male, operate con la stima, l’amore immeritato, il perdono e sempre – sempre! – con l’assenso anche minimo o inconscio di chi li riceveva.

Mt 11, 20-24      http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+11%2C+20-24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
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Accordo unico

Non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre…Misteriose queste parole di Gesù e certamente avrebbero l’effetto di un pugno allo stomaco se lette fuori dal contesto più ampio delle varie “raccomandazioni” fatte ai suoi prima di inviarli. Chissà, forse fanno parte di quelle parole che Gesù ha pronunciato un po’ in anticipo sui suoi tempi e anche sui nostri. Facendo un passo indietro e lasciandole scendere in noi, ci lasceranno un senso di grande serenità e ammirazione. Sono venuto a separarti dal contesto psico fisico in cui sei cresciuto. Sono venuto a restituirti una identità tutta tua. Sono venuto a liberarti non tanto dai tuoi, ma dalla dipendenza da loro, dalla paura di agire deludendoli. Io ti parlo nel profondo della tua anima, dove tu mi incontri ogni volta che mediti o preghi fosse solo per un istante, e non c’è voce altrui che possa sostituirsi alla mia voce in te. Sono venuto a separarti dalla massa, a darti unicità. Sei una singola identità unica, irripetibile e insostituibile. Accordo unico, il nostro, nello spartito del cosmo.

Mt 10, 34 – 11, 1     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+10%2C+34-11%2C1&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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