Annunciazione

Se per una volta sola ti potessi vedere fuori dalle nicchie dove ti tengono prigioniera e senza i veli che coprono la tua bellezza. Se per una volta sola potessi stare con te mentre, insonne, decidi di correre e attraversare tutto il paese per raggiungere tua cugina e toccare con mano i suoi sei mesi di gravidanza inspiegabile. Vederti con le lacrime agli occhi gridare il tuo magnificat con la voce rotta dal pianto. Se potessi  sentirti stringere la mano e non capire se dai o cerchi conforto. Ecco, una volta sola mi basterebbe per credere che sei normale, che sei sua madre, che sei fidanzata e sposa e figlia. Normalissima ragazza di Nazaret. Benedetta tra le donne.

Lc 1, 26-38        http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+1%2C26-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Sipario

Gli attori sono sul palco, lo si capisce dalla luce che filtra tra gli spiragli delle pesanti tende ancora chiuse. Si intuiscono i loro movimenti al di là del sipario. La curiosità sale. Un movimento attira l’attenzione e spunta prima il viso, poi l’intera figura di un attore che, trattenendo chiuse le tende dietro di sé, parla al pubblico e poi sparisce di nuovo inghiottito dal mistero dietro le quinte. Dove vado io, voi non potete venire. Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Colui che mi ha mandato è con me, non mi ha lasciato solo. Queste affermazioni di Gesù lasciano intuire tutto un suo andirivieni tra questa realtà materiale e un’altra realtà, non visibile ai sensi fisici, ma altrettanto (e forse ancor più!) vera. La preghiera è esattamente questo “andare di là” a dialogare nella luce con chi ci ha mandato qui e non ci lascia mai soli.

Gv 8, 21-30      http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+8%2C21-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Neanch’io

“Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Sono forse tra le più conosciute parole di Gesù che poi, rivolto alla ragazza, aggiunge: “Neanche io ti condanno”.  Io che potrei farlo, perchè di peccati non ne ho, non ti condanno. Io che potrei farlo, perché da te non ho sentito una richiesta di perdono né segni di pentimento, non ti condanno. Io che potrei farlo, lascio che pensino che non ti condanno poiché, come loro, ho dei peccati sulla coscienza. Va’ e d’ora in poi non peccare più.

Gv 8, 1-11     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+8%2C1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Tutti

Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me. Queste parole di Gesù svelano la sua proponda intenzione, il desiderio di una vita intera, il “mantra” di ogni suo respiro. Attirerò tutti, non lascerò fuori nessuno, non ci saranno confini culturali, religiosi o sociali. Tutti, sono qui per tutti, attirerò tutti. Forse questo era inizialmente un progetto di vita, poi era divenuto preghiera e infine fede. Quella di Gesù non è un’affermazione di intenzione, ma di fede: io so che attirerò tutti, lo credo con tutto me stesso anche se non lo vedo ancora. E quando hai fede certa, vivi come se già fosse accaduto ciò che chiedi. Poi un giorno, di colpo, accade davvero. Dopo giorni e giorni vissuti sicuro che arriverà ciò che già è stato donato da Dio, ma che non è ancora sceso in terra, ebbene accade. “Vogliamo vedere Gesù”, dicono dei greci. Greci! Pagani: i tutti iniziano ad arrivare. Filippo e Andrea andarono a dirlo a Gesù e lui ne restò molto scosso: “Ora l’anima mia è turbata; cosa dirò? Padre salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora!”. Il cielo ha iniziato a scendere sulla terra. Ha iniziato ad accadere nella materia ciò che finora era certissimo ma solo nella realtà dello Spirito, della fede. Finora Gesù ha interiormente “chiamato” tutti, certo che sarebbero giunti a vederlo innalzato. Ora stanno arrivando veramente. Ciò che hai desiderato ardentemente, ha iniziato ad accadere. Ora.

Gv 12, 20-33     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+12%2C20-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Eclissi

E’ bello pensare che, mentre stamattina ammiravamo una Luna nera oscurare il Sole, lei si stava finalmente scaldando la schiena. La faccia che a noi resta sempre nascosta era nella più totale luce, senza misteri e senza ombre. “Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero e voi non lo conoscete” dice Gesù. Voi conoscete bene solo una parte di me. Vi è tutta un’altra parte della mia storia, della mia vita, che voi non conoscete. E’ la parte più interiore e personale, la parte costantemente esposta alla luce del Padre e che solo lui vede e riscalda. Come per la Luna. Come per ciascuno di noi.

Gv 7, 1-2.10.25-30        http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+7%2C+1-2.10.25-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

wpid-img_20150320_112445.jpg l’eclissi di Sole di stamattina

San Giuseppe sposo di Maria

Un uomo di scienza consigliò il figlio adolescente che da ore lottava invano con formule chimiche. “Vedi, la scienza è scienza ed è precisa nelle sue leggi che a volte sembrano incomprensibili. Quando la si studia può però capitare che, di colpo, come un lampo nel cielo, tu sia come illuminato. Allora, non sai perché, ti si chiarisce tutto e dici ‘Vedo!’. Ecco, appena accade questo, trattieni quell’intuizione preziosa, non farla scappare, afferrala come un dono”. Non solo nella scienza ma nella vita intera è così: le intuizioni profonde arrivano quando arrivano, come doni inaspettati da non lasciar cadere nel vuoto. Esse consentono di scartare l’ostacolo, vedere con occhi diversi la realtà e procedere su un altro livello. “E’ così! So cosa devo fare”. Giuseppe ricevette una profonda intuizione mentre dormiva, attraverso il sogno di un angelo che gli parlava. Tutto si capovolse: la soluzione che il giovane fidanzato aveva trovato (abbandonare Maria pur senza denunciarla) non era giusta ma guidata dalla paura. “Non avere paura di prendere con te Maria tua sposa”. Ciò che a lui pareva un accondiscendere alla colpa d’adulterio di Maria, era in realtà la volontà di Dio Amore! Non avere paura perchè ciò che è generato in lei viene dallo Spirito. Giuseppe seguì l’intuizione.

Mt 1, 16-24        http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+1%2C+16-24&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Azione

Il Padre mio agisce anche ora e anche io agisco. Potremmo andare avanti, ma chi ci riesce? Come si fa a non rimanere incantati, a bocca aperta davanti a simili parole? Agisce anche ora. In questo preciso momento, che tu sia in casa davanti al tuo pc o in metro col cellulare in mano… Dio sta agendo. Ora. Dio è “azione-per-te”. Altro che uscir di chiesa sospirando “speriamo che Dio faccia qualcosa…”. Speriamo? Speriamo che agisca domani? Non scherziamo. Il Vangelo ci parla di un Dio al presente, che agisce anche ora. Credi tu questo? Solo la tua incredulità lo può bloccare. Sentile vere per te ora le parole di Gesù che ti dice anche io agisco!

Gv 5, 17-30     http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+5%2C+17-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Davvero vuoi?

Vuoi guarire? Grande, verissima domanda. Quanti psicoterapeuti, quanti medici, ad un certo punto del decorso, hanno rivolto la domanda al paziente: vuoi davvero guarire o una parte di te si “nutre” del ruolo di malato? Estendendo la domanda chiediamo: vuoi davvero che cessi questa guerra o è più bello parlarne? Vuoi davvero risolvere il sovraffollamento carcerario o ti serve per giustificare la disumanità? Vuoi davvero che la donna o il laico nella Chiesa contino qualcosa o ti limiti da decenni ad auspicarlo? Vuoi guarire? E quel paralitico non dice un bel “Sì, lo voglio!” ma svela il suo inconscio piacere d’esser malato cronico cantilenando le sue disgrazie a Gesù. Insomma, permettiamoci l’esempio: se guarisci lo storpio al semaforo, che farà domani? Vuoi davvero guarire? Allora alzati e cammina. Se intuisci i passi da compiere, falli.

Gv 5, 1-16            http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=gv+5%2C+1-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Vive già

Quando hai un figlio malato non guardi in faccia a nessuno. Questo funzionario del re da Cafarnao va da Gesù a Cana di Galilea, incurante del suo titolo e delle eventuali voci che si sarebbero sparse.“Signore, vieni prima che il mio bambino muoia!”. Ma Gesù non si muove. Però parla: “Va’, tuo figlio vive”. A questo punto la scelta: o resti deluso perché Gesù non si scomoda per te, o credi e vai. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Che fede! La distanza era molta, più di un giorno di cammino. A ogni passo risuonano le parole tuo figlio vive. Non “vivrà” ma “vive”. Vive ora mentre ti parlo. Vive già. Anche se non vedi, anche se non sai ancora, lui già vive. Tu hai bisogno di spazio e tempo per constatarlo, ma Dio agisce sempre al presente: è già accaduto quanto mi chiedi. Devi solo pazientare, attendere che la terra ti scivoli sotto i piedi, che la distanza si copra, che il tempo passi. Se lo credi. Quell’uomo credette. Per questo si mise in cammino. E quando seppe che il figlio viveva, volle sapere a che ora avesse cominciato a star meglio e riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto “Tuo figlio vive”. Fede è credere che se Dio ti dice “Sì” è già realtà. Tu devi solo attendere che si renda visibile.

Gv 4, 43-54

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